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Dormire bene per vivere meglio

La salute passa anche e soprattutto dal sonno, ormai è di dominio pubblico.
Dormiamo 1/3 della nostra vita, per questo è di fondamentale importanza curare la cosiddetta igiene del sonno. Come sempre la teoria è chiara a tutti, ma poi è nella pratica che saltano fuori le magagne.

Ogni epoca è contraddistinta da varie caratteristiche, positive e negative, quella attuale ha una quantità di stress non indifferente, nonostante la qualità di vita sia migliorata grazie alla tecnologia impiegata in tanti settori. Abitudini scorrette come cattiva alimentazione, stile di vita sedentario, consumo di sostanze come fumo, alcol e un forte inquinamento ambientale, fa sì che il riposo possa venir compromesso.

Le 10 REGOLE del viver bene! LEGGI QUI

Il sonno è una funzione indispensabile per il nostro organismo. Pensiamo ai neonati e a quanto dormono, il sonno concilia la crescita e la rigenerazione dei nostri tessuti. Possiamo pensare al sonno come un’efficiente officina che riabilita le funzionalità del nostro organismo. Durante il riposo infatti le nostre cellule, gravate del lavoro odierno, si rigenerano, la muscolatura si decontrae, e la nostra colonna vertebrale si distende, riacquistando la sua elasticità.

La qualità del sonno

Tutti dormiamo, chi più chi meno, non è una questione di quantità, bensì di qualità.
Come dormo? Te lo sei mai chiesto? Non è una domanda in cui si può rispondere facilmente. Il sonno infatti dipende da molti fattori, sia interni, sia esterni. Riposare è un bisogno fisiologico, ma spesso sottovalutiamo la natura del nostro dormire. La qualità del sonno passa anche attraverso il nostro stato psicologico. E’ risaputo che NON tutti abbiamo bisogno delle stesse ore di sonno, poiché queste sono variabili con le caratteristiche della nostra personalità. Ad esempio le persone energiche, attive, super sportive, tendono a dormire meno rispetto a coloro che sono “più tranquilli” e anche più sedentari con uno stile di vita come lo chiamo io, di “low profile“.

Elisa Sergi sonnoI fattori psicologici come gli stati emotivi e lo stress accumulato nella giornata, sono molto rilevanti al fine di valutare la qualità del sonno.

Imparare a riconoscere la propria personale inclinazione al sonno è fondamentale, poiché consentirà di godere maggiormente di un riposo qualitativamente migliore. L’indicatore più importante è capire come ci svegliamo la mattina, se siamo riposati o stanchi, in forma o un po’ letargici.

Le fasi del sonno

Grazie alla tecnologia e ai numerosi studi sull’argomento, siamo venuti a conoscenza del complesso ritmo del sonno. La ricerca ha fatto sì che si potessero monitorare le onde cerebrali, con l’elettroencefalogramma, che registra l’attività elettrica del cervello, ha fatto sì che si potessero registrare i movimenti oculari con l’elettrooculografia e infine che si potessero rilevare i movimenti dei muscoli con l’elettromiografia. Ci sono 2 fasi ben distinte:

FASE NON-REM Sonno lento, sincronizzato sonno ortodosso
FASE REM Sonno rapido, desincronizzato sonno paradosso

 

Fase NON-REM

Durante questa fase, si ha una produzione elevata di ormone della crescita, vitale e indispensabile per  il nostro benessere.

  1. ADDORMENTAMENTO: stato crepuscolare, tra sonno leggero e veglia.
  2. SONNO LEGGERO: i muscoli si rilassano e subentrano i sogni.
  3. SONNO PROFONDO: sempre più intenso.
  4. SONNO PROFONDO EFFETTIVO: nel quale avviene la rigenerazione del nostro organismo.

Fase REM

REM è un acronimo che sta per: rapid eye movements = movimenti oculari veloci. E’ una fase che può coprire tra le 4/5 volte durante la notte.  In questa fase, che dura circa 15/20 minuti,  sono soliti comparire i sogni. Tutti sognamo, con la sola differenza che taluni lo ricordano e altri no. Sarebbe bello, ricordarsi ogni mattina quello che è stato il nostro contenuto onirico, così da dargli un significato e la una particolare interpretazione.
Durante la fase REM aumenta il flusso sanguigno al nostro cervello, infatti se questa fase è compromessa,  è facile che la persona sia affetta da stress e nervosismo durante il girono.

Disturbi del sonno: quali sono?

  • InsonniaElisa Sergi
  • Russamento e apnee
  • Sindrome delle gambe senza riposo
  • Bruxismo
  • Epilessia notturna
  • Sonnambulismo
  • Narcolessia

Come dormire meglio?

Sicuramente per riposare nella maniera più ottimale è bene non andare a letto stressati o con uno stato emotivo negativo, ma oltre a questi fattori interni, ci sono delle accortezze da tenere in considerazione, ad esempio, una su tutte, il luogo dove dormiamo.

Il clima della stanza può influire, specie se è troppo secco o umido, ma la cosa più rilevante è il materasso e il cuscino con il quale dormiamo.

La posizione che manteniamo durante la notte è importante, le inclinazioni e le nostre preferenze possono determinare diverse abitudini scorrette che conseguentemente portano in casi estremi anche a patologie.

L’importanza del Materasso per un sonno ottimale

Un buon materasso supporta la nostra schiena rispettandola e favorendo la corretta posizione della colonna vertebrale, adattandosi alla sua naturale curvatura e sostenendola in maniera differenziata tra le varie parti del corpo.
Esso deve adattarsi alla conformazione corporea in maniera ottimale, consentendo quindi un riposo rilassante e senza risvegli. L’interazione con una buona rete e di un cuscino, completano il “sistema letto” attraverso il quale si ottimizza l’ergonomia ed una più corretta impostazione posturale. Un prodotto ergonomico regalerà un sonno rilassante e continuo, e consentirà di svegliarsi più attivi e pieni di energia.

Quanto dura un materasso?

La durata di un materasso di buona qualità è di 8–10 anni. Trascorsoquesto periodo il materasso va cambiato sia per ragioni di usura, d’invecchiamento, sia per motivi igienici.
Il nostro corpo ha una straordinaria capacità di adattamento, ma nel lungo periodo ci invia dei segnali chiari per indicarci se stiamo dormendo su un supporto inadeguato:Elisa Sergi

  • svegliarsi ripetutamente durante la notte con arti intorpiditi ed appesantiti;
  • alzarsi indolenziti o con dolori alla schiena;
  • svegliarsi stanchi anziché riposati.

Oltre alle ragioni di carattere strutturale cambiare materasso è importante ai fini igienico-sanitari. Ogni notte espelliamo sudore e microparticelle  che possono filtrare e depositarsi nel nostro materasso. Inoltre si possono misurare fino a duecento grammi di polveri, particelle organiche ed inorganiche che penetrano nel nostro materasso.
Spore, batteri, virus ed acari, sono ospiti sgraditi e nemici fidati di chi soffre di allergia. Anche se nei prodotti migliori l’imbottitura in fibre anallergiche combatte la proliferazione di questi microrganismi, dopo 6-7 anni diminuisce anche questo suo potere difensivo. 

Materassi per bambini

Elisa SergiÈ importante che i materassi per i lettini siano in schiuma o fibra anallergica, tali da permettere la giusta traspirazione corporea e consentire al bambino di respirare liberamente anche nel caso dovesse trovarsi a dormire con il viso rivolto verso il basso. Le cuciture devono essere laterali e non taglienti. Anche i tessuti di rivestimento devono essere sintetici o artificiali, e preferibilmente anallergici.

Manutenzione

Il materasso dovrebbe essere lasciato scoperto spesso per qualche minuto, ad areare la sua intera superficie. Ad ogni cambio di stagione è corretto ruotarlo in senso testa-piedi e sottosopra per un migliore assestamento delle parti interne.
Se il rivestimento non fosse sfoderabile, è consigliabile pulirlo utilizzando una spugnetta umida con poco detersivo neutro,  asciugandolo se possibile con un aspirapolvere a bassa velocità.
Meglio non utilizzare elettrodomestici che sprigionano vapore, asciugacapelli o ferri da stiro, andrebbero a deteriorare il prodotto.

Memory Foam

E’ il più moderno tra i materiali impiegati nella preparazione di un materasso. Dotato di una struttura visco-elastica composta da più di un miliardo di cellule aperte elastiche e traspiranti, è in grado di reagire rapidamente al calore e alla pressione del nostro corpo con risultati di comfort mai raggiunti prima. Il risultato è una perfetta culla di sostegno per la spina dorsale durante il riposo.

Cuscino

Elisa SergiCome scegliere il giusto cuscino?
È importante che il guanciale garantisca l’allineamento tra la testa e la colonna vertebrale, e che rilassi la zona cervicale.
I guanciali più alti e sostenuti sono indicati per chi dorme sul fianco, quelli più morbidi per chi dorme sulla schiena, mentre quelli molto bassi per chi dorme sulla pancia.
Il cambio del cuscino va effettuato ogni qualvolta i requisiti di comfort ed igiene non sono più garantiti. Mediamente dopo 3-5 anni di utilizzo continuo ( a seconda della sudorazione della testa) è preferibile pensare ad un nuovo acquisto.

Dispositivo medico

È un materasso che si utilizza per la prevenzione e/o terapia di lesioni del corpo, a seguito di patologie che costringono i pazienti ad una permanenza maggiore a letto. Sono prodotti indicati quindi per migliorare lo stato di salute di ossa ed articolazioni, che migliorano la microcircolazione sanguigna e che minimizzano la comparsa di piaghe da decubito. Possono essere detraibili fiscalmente, in misura del 19%, come un qualsiasi medicinale, in presenza di una prescrizione medica dettagliata.

Elisa Sergi
La mia scelta

Per legge la Garanzia dura 2 anni, e le aziende produttrici possono aggiungere ulteriori anni alla stessa. Ovviamente garanzia non significa durata, ciò dipende da molti altri fattori.

Chiardiluna: specialisti del sano riposo

Per il benessere del mio riposo mi sono affidata a Chiardiluna, azienda toscana  leader nel settore materassi. Ho scelto un prodotto totalmente Made in Italy, anzi made in Tuscany, che vende in tutta Italia. L’azienda di materassi, reti e accessori letto, investe costantemente nella ricerca e nello sviluppo di soluzioni innovative, in grado di coniugare qualità e sicurezza con un occhio di riguardo verso la convenienza.

Io, per il mio riposo, ho scelto il materasso LUX con l’aggiunta di un morbidissimo topper capitonné, in grado di accogliere dolcemente il corpo.
Tessuto in raso di viscosa 100%, altissima densità di fili per un effetto seta, morbido, vellutato e traspirante. Imbottitura in morbidissima ovatta naturale in cachemire e seta su fibra anallergica,  delicata e accogliente. Per quanto riguarda il cuscino, dormendo laterale, ho optato per un cuscino medio/alto.

E Voi che preferenze avete?

Elisa Sergi

Per informazioni sul prodotto, visitate il sito www.chiardiluna.com

“Autodefinisciti con 5 parole”

Wow, bella domanda, non basterebbe una giornata intera per rispondere!
Ecco quello che ho pensato immediatamente dopo che il conduttore mi ha posto questa domanda in diretta tv, l’altro giorno.

Di getto, non pensandoci più di tanto ho risposto: “Naif, estrosa, colorata, audace e insofferente”

La nostra autopercezione è importante perché veicolerà il nostro atteggiamento nei confronti del mondo esterno e di quello interno, dei nostri valori, atteggiamenti e pensieri. Avere una buona percezione di se stessi, è di vitale importanza per la nostra qualità di vita, poiché che ci piaccia o no, dovremmo conviverci per tutta la vita.

COSA E’ L’AUTOPERCEZIONE?

Elisa SergiLa percezione della nostra persona è un costrutto assai complesso, del quale non siamo neanche totalmente consapevoli. Spesso ci imponiamo delle convinzioni, che poi risultano fasulle. A volte abbiamo una percezione erronea di quella che invece è la nostra vera natura, spesso sono anche i desideri degli altri e le etichette che ci affibbiano ci depistano. Se però è vero che potremmo essere sviati dall’immagine che vorremmo avere di noi, dall’idea o meno di perfezione, o da quello che terzi ci vogliono far credere, in realtà le nostre azioni sono più tangibili e veritiere, e rispecchiano maggiormente la nostra vera essenza.

Infatti l’autopercezione è il risultato di quello che vorremmo essere e quello che in realtà siamo. E’ un costrutto in continua evoluzione, frutto di anni e anni di esperienze e di vita vissuta e soprattutto sempre in costante cambiamento.

La cosa che non mi piace e che mi spaventa un po’, è che nella percezione che abbiamo di noi stessi, c’è anche qualcosa di esterno, valutazioni, giudizi, sentimenti altrui, che il più delle volte ci influenzano, senza che davvero ci rappresentino. Infatti capita che l’immagine che gli altri hanno di noi, non sia corretta, né oggettiva, né spassionata,  ma completamente distorta da mille cose come pregiudizi, gelosie, sofferenze, bisogni, che rispecchiano inconsapevolmente nella percezione degli altri.

COME POSSIAMO INTERVENIRE?

Le cose passate, non si possono cambiare, ci devono servire da guida, per capire dove abbiamo fatto bene e dove invece ci sia bisogno di migliorare. Infatti se sul passato non possiamo agire, possiamo farlo per il nostro presente per cercare di migliorare il nostro futuro. Come fare? Sappiate che non è un percorso semplice, occorre molta pazienza e tanta conoscenza di sé. La prima cosa da fare è cercare di capire e approfondire quali siano le nostre convinzioni legate a noi stesse. In poche parole: CONSAPEVOLEZZA. Quello che in psicologia si chiama insight.
Quali sono le nostre idee, le nostre convinzioni sulla nostra persona? Sembra semplice vero? Beh provateci… io ancora qualche dubbio ce l’ho!!
Una volta approfondito questo step, provate a capire se intorno alla nostra persona ci sono sensazioni positive ma soprattutto negative in grado di condizionare la nostra percezione. Sicuramente qualcosa troverete. Tutti e dico tutti, abbiamo vari spauracchi che ci impediscono di vedere le cose nella loro chiarezza più totale. Affrontarli e riconoscerli è già un gran passo.

LE 5 AREE PER L’AUTOPERCEZIONE

  • FAMILIARE
  • SOCIALE
  • PROFESSIONALE/scolastico
  • ESTETICA/corporea
  • INTELLETTIVO/culturale

Ogni aspetto della nostra autopercezione è inserito in una di queste 5 aree. Il nostro temperamento è importante e può influenzare la visione che abbiamo di noi stessi, in queste diverse aree.
Se siamo persone positive, tenderemo ad avere visioni altrettanto positive, se al contrario tendiamo ad essere pessimisti o negativi, vedremo tutto offuscato da tale atteggiamento. In questo caso, sarebbe il caso di intervenire in qualche modo al fine di correggere tale visione. L’importante è sempre e comunque in primis, la qualità di vita, e se l’autopercezione di noi stessi non è buona, è sintomo che qualcosa non va.
L’obiettivo finale dovrebbe essere sempre quello di migliorare la nostra vita, perciò possiamo iniziare dal migliorare la visione che abbiamo di noi stessi.

LA PROFEZIA CHE SI AUTOAVVERA

L’idea che ci siamo fatti di noi stessi, è molto importante perché condiziona tutto il nostro comportamento. In psicologia, questa specie di formula magica (e vi assicuro che lo è!) è chiamata:  Profezia che si autoavvera. Quando una persona affronta le cose in maniera propositiva, abbracciando una filosofia di vita il più serena possibile, è molto proababile che il suo percorso sia pieno di positività.  Viceversa è anche vero il contrario, ovvero, quando si affrontano le cose in maniera pessimistica, spesso non si scappa da tale circolo vizioso negativo. La paura del fallimento, con una rimuginazione continua, non porterà ad altro che al fallimento stesso. In pratica i nostri atteggiamenti confermano l’idea che abbiamo di noi stessi e delle cose che ci approcciamo a fare. Il mio temperamento solare e positivo è dovuto all’autopercezione che ho di me stessa e a una sorta di scaramantica profezia che si autoadempie, capace di far avverare tutte (o quasi) le cose che desidero fortemente. 

COME FARE?

Elisa SergiOvviamente tutti noi abbiamo lati oscuri, insicurezze e aspetti negativi. La chiave di volta a mio avviso è cercare di non badarci troppo, provando a non soffermarsi su questi aspetti che sono nocivi e basta. Li abbiamo sì, li riconosciamo e li accettiamo, ma la cosa migliore sarebbe non attribuirgli troppa importanza. Anche perché ci saranno sempre persone che ingigantiranno i nostri lati negativi, per mille ragioni, però lasciamo che questo rimanga un loro problema e non nostro.

Un’altra strategia secondo me è quella di non farsi scoraggiare dai nostri momenti di down, ovvero tutte quelle situazioni in cui ci sentiamo giù per vari motivi, e tendiamo spesso a interpretare tutto negativamente adagiandosi in un alone di pessimismo. Il bello e il cattivo tempo, non dura tutto il tempo, come diceva un saggio di cui non ricordo il nome.

Focalizzarsi solo su aspetti negativi, spesso ci fa trascurare altri aspetti assai più importanti e positivi di noi stessi. Inoltre fossilizzarsi su eventi non positivi, mettendoli al centro dell’attenzione, ci pone a ingigantire situazioni passeggere che spesso si risolvono prima del previsto.

INFINE RICORDIAMOCI

Elisa SergiNon esiste per fortuna solo il bianco e il nero, ma ci sono tantissime sfumature di colori, dai più accesi ai più tenui…è solo una questione di punti di vista.

La visione che noi abbiamo del mondo, costruisce la nostra realtà, influenzando tutto ciò che ci circonda, specie emozioni, rapporti, azioni e perciò anche gli altri. L’indole non si cambia è vero, c’è chi nasce ottimista e chi pessimista di natura, quello che si può fare è cercare di vivere al meglio, curando il più possibile la qualità della nostra vita e delle nostre relazioni. Questo passa anche dalla percezione che abbiamo di noi stessi. Perciò lavorare su questo aspetto a mio avviso è fondamentale.  Curare autostima e autoefficacia è la chiave dei nostri successi nelle diverse aree della nostra vita.

E voi avete qualche startegia che mettete in pratica per migliorare la vostra qualità di vita?

E’ tornato come sempre a gennaio, l’appuntamento fiorentino più glamour dell’anno, Pitti Immagine Uomo, giunto alla sua 97° edizione. Dal 7 al 10 gennaio alla Fortezza da Basso di Firenze.
Questa kermesse regala alla mia città, una settimana dedicata alle tendenze, al business e al colore legato al mondo del fashion e del beauty.

IL MIO VIDEO

Cos’è per me Pitti Uomo?

Appuntamento immancabile per tutti i fashion addicted e per tutti i mondani che vogliono sfoggiare se stessi e le loro creazioni. Adoro questa manifestazione che da sempre mi regala, divertimento, spunti e adesso tanti contenuti per i miei canali web. Quando ero più piccola, il Pitti rappresentava una ghiotta occasione lavorativa, nella quale potevo mettermi in tasca qualche soldino, grazie al lavoro di modella. I giorni della fiera erano contraddistinti anche da serate divertenti con le amiche in giro per le feste. Quanti ricordi divertenti!!! Erano gli anni dell’università, in cui puntualmente i giorni del Pitti, coincidevano sempre, o quasi, con le sessioni estive e invernali degli esami finali. La cosiddetta “Legge di Murphy”.  In quelle caotiche settimane, non volendo rinunciare a niente, spesso facevo salti mortali, cercando di far coincidere tutto, il più delle volte, riuscendoci fortunatamente.

Pitti Immagine Uomo 97°

Elisa Sergi pitti blogQuest’anno se devo essere sincera, ho notato un clima più sommesso, leggermente ridimensionato, rispetto agli anni scorsi, quasi ci sia una voglia di “normalità”, (parola che non sopporto) o “sobrietà”, insomma un mood lievemente sottotono per gli standard del Pitti. Forse un ritorno ad un concetto di eleganza senza troppe forzature, né stranezze, né eccentricità estreme. Anche tra i più assidui frequentatori della manifestazione, ho riscontrato più sobrietà, anche se la caccia al fotografo è ovviamente sempre in voga.

In effetti tutto ciò non mi stupisce, basta guardarsi intorno, leggere i giornali, vedere un TG o anche leggere le news dell’iPhone, per capire che il clima nazionale (e mondiale) non è sereno. Crisi socio-politico-economico, disastri ambientali, situazioni catastrofiche a livello politico, insomma un grande caos…nel quale ogni settore vacilla, moda compresa.

Il primo giorno, non ho visto molta affluenza, anche se il boom di visite si registra solitamente nella seconda giornata. Mi è sembrato un Pitti dall’inizio un po’ rallentato, che faceva fatica a prendere il via. Girellando tra gli stand, non ho potuto fare a meno di notare che l’affluenza rispetto agli anni scorsi, era assai ridotta. Qualche ingenuo ha ipotizzato a causa del pungente freddo che ha abbracciato Firenze in questi giorni, ma i più informati  sanno che la mancanza di alcuni buyer russi, è da attribuirsi alla concomitanza del Natale celebrato dagli ortodossi. In effetti non mi spiego il perché è stata scelta tale data, anticipando il tutto. Se non ricordo male ogni“winter” Pitti si svolgeva intorno alla metà di gennaio, dal 13 in poi.

SHOW YOUR FLAG at Pitti Uomo

Elisa Sergi pitti uomo blogMostra la tua bandiera, Show Your Flag, questo è il tema dell’edizione 97. Argomenti importanti quelli che vogliono veicolare l’art director Angelo Figus e il set design di Alessandro Moradei. La volontà è quella di celebrare il tessuto, che si libra nell’aria, con un movimento che ricorda appunto quello delle bandiere. Esse infatti rappresentano appartenenza e il valore intrinseco del legame. Messaggi positivi legati alla consapevolezza che ognuno possa essere bandiera di se stesso e dei valori in cui crede.  In tutto questo scenario si colloca il tema della sostenibilità ambientale, tematica sempre più urgente e impellente, alla quale non possiamo non pensare. Sono molti i brand che quest’anno presentano una stagione green legata all’ambiente e al riciclo. Per la prima volta al salone è nata una nuova area dedicata a questo aspetto, Think Greenfocalizzata proprio su aspetti legati all’eco-design e all’eco-retail. Inoltre per la prima volta il Pitti ospita Reflections, spazio dedicato alla condivisione di idee e al confronto tra persone, stilisti, protagonisti della moda e non solo, che debutta con il concept Land Flag: From Waste to New Materials, ovvero una vera e propria riflessione sui consumi, sul riciclo e sulla seconda vita di ogni materiale, plastica compresa.

Per leggere l'articolo della precedente edizione del Pitti Uomo, leggi qui.
Per vedere il video della scorsa stagione, clicca qui.

EVENTI Pitti Uomo

Come sempre Pitti è sinonimo di Eventi, sia durante la giornata, sia in serata. Ecco i principali appuntamenti di questa 97° edizione.

75 anni di Brioni, firma di lusso della moda maschile che proprio a Firenze nel 1952 è stata protagonista della prima sfilata di moda maschile della storia, ospitata nella Sala Bianca di Palazzo Pitti. La nuova collezione della griffe viene presentata nel giorno di inaugurazione della manifestazione, il 7 gennaio, con un’installazione curata da Olivier Saillard a Palazzo Gerini (dalle ore 17.00 in poi, su invito).

Lo spazio della Dogana, in via Valfonda, è la location della mostra fotografica Human Landscapes, un viaggio on the road compiuto negli Stati Uniti dal fotografo britannico James Mollison per Blauer. L’evento e espositivo, curato da a Felice Limosani, viene inaugurato martedì 7 gennaio alle ore 16 su invito e poi è aperto al pubblico da mercoledì 8 gennaio fino a venerdì 10 gennaio, dalle ore 10 alle ore 18. Sempre alla Dogana di Firenze, Woolrich celebra i suoi 190 anni l’8 e 9 gennaio con “The Ultimate Woolrich Experience”, installazione su 3 ambienti nella quale viene anche presentata la Woolrich Arctic Capsule, tributo all’evoluzione dell’Arctic Parka.

Elisa Sergi pitti uomoDentro la Fortezza da Basso, nei 4 giorni di Pitti Uomo il Lyceum, diventa un luogo di confronto con il pubblico per gli incontri di Land Flag: From Waste to New Materials, una serie di conversazioni curate da Angela Rui. Questi gli ospiti: l’esploratore e performance coach Alex Bellini, la direttrice del MAAT di Lisbona Beatrice Leanza, il fisico e astronomo Fabio Peri, la  direttrice di Wallet Magazine Elise By Olsen, la direttrice del Center for Micro-BioRobotics Barbara Mazzolai, il pianista e compositore Vittorio Cosma.

Durante la kermesse sono previsti eventi speciali organizzati da famosi brand per presentare le loro ultime collezioni con veri e propri defilé. Si va da Jil Sander, con il fashion show nel complesso di Santa Maria Novella, allo sportswear di Sergio Tacchini protagonista nella serra del Roster, dal debutto sulle passerelle di K-Way,(Palazzo della Borsa Valori) al designer Stefano Pilati alla Stazione Leopolda.

Il 7 gennaio Brunello Cucinelli organizza una cena nel Teatro della Pergola. Il British Institute ospita il cocktail organizzato per The Campaign for Wool con tanto di messaggio del principe Carlo.
Al cinema Odeon, c’è la festa di Supe Design, mentre Antony Morato ha scelto l’Audiorium di Santo Stefano al Ponte per il suo party.

L’8 gennaio Roy Rogers inaugura il nuovo store in via della Vigna Nuova. Sempre giovedì Esquire Italia organizza un cocktail party al Ralais Santa Croce; i Bowland e dj Tommy Vee sono protagonisti all’Auditorium di Santo Stefano al Ponte per il party di BePositive; all’hotel Lungarno 4 aziende interpretano il tessuto H.O.P.E. di Vitale Barberis Canonico realizzando prodotti sostenibili, il tutto accompagnato da cocktail party e dj set.

Il 9 gennaio 2020: Canali presenta la sua collezione al Cinema Odeon.
Al Four Seasons si tiene uno showcase sull’eccellenza sartoriale con i brand selezionati da Alex Dordevic di DeGorsi.”

Questo virgolettato, riguardante gli eventi del Pitti Uomo, è stato estrapolato da: Ilreporter.it

Per leggere l'articolo della precedente edizione del Pitti Uomo, leggi qui.
Per vedere il video della scorsa stagione, clicca qui.

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[vc_row][vc_column][vc_column_text]Oggi 20 novembre si celebra la Giornata Mondiale dell’Infanzia e dell’Adolescenza.
Questa data ricorre dal 1989, anno in cui a New York, l’Assemblea generale delle Nazioni Unite approvò la Convenzione internazionale sui diritti dell’infanzia, che stipula i diritti fondamentali da garantire ad ogni bambino.

Nella Giornata Mondiale dell’Infanzia e dell’Adolescenza, si ricordano i 4 principi essenziali che sono:[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column width=”1/2″][vc_column_text]

  1. Principio di non discriminazione: impegna gli Stati parti ad assicurare i diritti sanciti a tutti i minori, senza distinzione di razza, colore, sesso, lingua, religione, opinione del bambino e dei genitori;

  2. Superiore interesse del bambino: prevede che in ogni decisione, azione legislativa, provvedimento giuridico, iniziativa pubblica o privata di assistenza sociale, l’interesse superiore del bambino deve essere una considerazione preminente;

  3. Diritto alla vita, sopravvivenza e sviluppo: prevede il riconoscimento da parte degli Stati membri del diritto alla vita del bambino e l’impegno ad assicurarne, con tutte le misure possibili, la sopravvivenza e lo sviluppo;

  4. Ascolto delle opinioni del bambino: prevede il diritto dei bambini a essere ascoltati in tutti i procedimenti che li riguardano, soprattutto in ambito legale. L’attuazione del principio comporta il dovere, per gli adulti, di ascoltare il bambino capace di discernimento e di tenerne in adeguata considerazione le opinioni. Tuttavia, ciò non significa che i bambini possano dire ai propri genitori che cosa devono fare. La Convenzione pone in relazione l’ascolto delle opinioni del bambino al livello di maturità e alla capacità di comprensione raggiunta in base all’età.

(citazione estratta da WIKIPEDIA)

[/vc_column_text][/vc_column][vc_column width=”1/2″][vc_single_image image=”3214″ img_size=”large” alignment=”center”][vc_single_image image=”2489″ img_size=”large” alignment=”center”][vc_single_image image=”3215″ img_size=”large” alignment=”center”][vc_single_image image=”2937″ img_size=”large” alignment=”center”][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text]

Inoltre si riconosce il diritto dei bambini all'educazione e alla formazione scolastica, 
promuovendo la regolarità e l'importanza della frequenza di attività formative scolastiche.

[/vc_column_text][vc_column_text]Sono principi che a noi possono sembrare scontati banali, purtroppo non è così. C’è bisogno quindi di celebrare questa data, e ricordare a tutte le culture, popolazioni, nazioni e a tutte le macro e micro realtà che ogni bambino ha i suoi sacrosanti diritti. Educare i bambini alla socializzazione e allo scambio reciproco, in ambito scolastico e sportivo. (leggi qui)

Prendersi cura di un bambino, educarlo e amarlo significa in primis:

  • Cercare di favorire lo sviluppo della sua più intima personalità, la sua indole, e le sue inclinazioni psicofisiche. Donandogli tutti gli strumenti per farlo diventare un adulto forte, sicuro con un adeguato approccio cognitivo-emotivo verso la vita.
  • Cercare di insegnargli il rispetto verso se stesso e vero gli altri, il rispetto dell’ambiente e del mondo che ci circonda. Offrendogli una scala di valori il più possibile equa e giusta, con il principio di libertà e uguaglianza.
  • Cercare di fargli capire il ruolo genitoriale di educatore, non con autoritarietà bensì con autorevolezza e rispetto reciproco. Rispetto della propria e dell’altrui culture.
  • Cercare di munire il bambino di tutti gli strumenti che lo potranno aiutare nella vita a gestire tutte le situazioni, positive, negative, imprevisti e conflitti che la vita gli porrà davanti. Tolleranza, comprensione, uguaglianza e libertà di pensiero, questi per me sono i valori che vorrei infondere alle mie bambine.

[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]

Lo sport è da sempre fondamentale nella vita di ognuno di noi, grandi e piccini. Praticare sport, vuol dire volersi bene, in primis perché rappresenta il modo migliore per tenersi in forma e poi perché ha un impatto benefico sull’umore, sviluppando le famose endorfine, capaci di regalarci un naturale buon umore. Enormi benefici quindi anche e soprattutto per i nostri Mimmi.

Noi genitori abbiamo il compito di far innamorare i nostri Piccini verso uno o più sport. Una giusta strada può essere quella di fargli vivere lo sport come un gioco, come qualcosa di puramente divertente e unico. Per iniziare, la giusta età è quella che va dai tre ai quattro anni, esattamente l’età della mia bimba più grande. Prima di iscrivere la vostra creatura ad uno specifico sport, vi consiglio di usufruire delle varie lezioni di prova che i centri sportivi oggigiorno per fortuna offrono. Così sarà più semplice capire se al bambino piace quella determinata disciplina o meno. Infatti l’obiettivo ultimo è che si diverta e sviluppi una passione in grado di durare nel tempo.

TOP 10 – AVVICINARE i BIMBI allo SPORT

  1. Ascoltare e capire i desideri del bambino.
  2. Iniziare presto, se non proprio con uno sport specifico, con attività propedeutiche alla disciplina scelta.
  3. Lo sport migliore per iniziare? Nuoto ovviamente. E’ lo sport per eccellenza, io sono una fan accanita di questa disciplina.
  4. Se tu genitore hai una passione sportiva, cerca di condividerla con il bambino.Ciò può rappresentare una buona strada per condividere e far prendere amore verso lo sport.
  5. Fino ai 7/8 anni del bambino, meglio optare per attività sportive generiche, come ginnastica, danza o nuoto per esempio. Successivamente sarà possibile approfondire lo sport prescelto.
  6. Sport di squadra o sport individuale? Dipende sempre dalle preferenze e dall’indole del bambino.
  7. Praticare sport almeno una volta a settimana, la frequenza poi cambierà in base all’età e alle sue condizioni fisiche.
  8. Assicurarsi di lasciare il bambino in buone mani. Capire se il personale che insegna sport è preparato o meno.
  9. Cercare una soluzione vicino a casa, la lontananza spesso è motivo di scoraggiamento.
  10. Non demordete se all’inizio i bambini non vi seguono, è molto frequente, in questo caso è utile cercare un escamotage per raggiungere l’obiettivo.

I benefici dello sport, sono molteplici per ogni fascia d’età. L’anziano invecchia meglio ed è più felice se pratica regolare attività fisica. Perciò è molto importante iniziare fin da subito a prendere amore ad una (o più) disciplina sportiva. L’importanza dello sport si misura anche in base al mantenimento della forma fisica, scongiurando sovrappeso e obesità (purtroppo fattore in crescita nei bambini di oggi!). Lo sport inoltre migliora l’approccio comportamentale, avendo regole precise, inoltre allontana i bambini dalla tv e dall’uso dei tablet e co.

Quando nasce un bambino, una delle prima cose a cui una mamma pensa, è fare il nido, ovvero la sua cameretta. Con nido intendo, un luogo caldo, sicuro e accogliente dove far ambientare il nostro piccino, al di fuori del grembo materno. I primi mesi, a dire il vero non basta tanto, occorre solo una comoda e calda culla vicino al nostro letto, per fornirgli tutto l’amore e le attenzioni di cui ha bisogno. Superati i primi mesi, la culla lascia spazio al lettino e soprattutto ad un luogo ben preciso, una stanza dedicata solo a lei/lui: la cameretta.

Da dove iniziare? Dalla scelta della stanza ovviamente. Una volta capito dove sarà ubicata la cameretta, iniziamo con i fondamentali step. C’è chi, come me, la prima cosa che fa è verniciare la stanza. In questo caso, vi potete sbizzarrire a seconda dei gusti personali, osare con il colore o  magari stickers adesivi murali o poster e chi più ne ha, più ne metta. Liberate la fantasia e lasciatevi andare! Ecco gli step principali:

STEP FONDAMENTALI 

  1. Scelta della stanza 
  2. Colore alle pareti 
  3. Illuminazione: lampadari, abajour e altre soluzioni
  4. Lettino
  5. Armadio
  6. Spazio giochi con relativi contenitori
  7. Scrivania? Secondo me no, ancora è presto! Un tavolino basso con mini sedie può bastare
  8. Arredo pareti

1) SCELTA STANZA

Indipendentemente dal tipo di casa che avete, predisporre una stanza per la new entry, non è sempre facile e banale. A seconda delle vostre priorità, sarà necessario calcolare tutti i fattori che riterrete opportuni, come la vicinanza alla vostra camera, la prossimità del bagno, il  livello di silenziosità , o altri fattori per voi rilevanti.

2) COLORE ALLE PARETI

Rappresenta un classico nell’immaginario comune. Raffigurarsi i futuri genitori, con il pennello in mano nella cameretta, a rifinire i dettagli di quella che sarà la stanza del piccolo, è un grade cult. Una scena vista e stravista nei film, ma la realtà, come sempre è ben diversa, io infatti ho optato per l’imbianchino.

3) ILLUMINAZIONE

Che sia un lampadario, applique o abat jour, l’illuminazione è un fattore molto importante, primo perché il tipo di luce è importante, specie nei mesi invernali, sia perché ogni oggetto all’interno della nostra cameretta, arreda, perciò è sempre consigliabile scegliere oggetti in tema con quello che sarà lo stile della cameretta. A me piacciono illuminazioni moderne, ma per la cameretta, che siano divertenti e colorate, in tema bimba.

4) LETTINO

E qui si apre un mondo. Dalla culla al lettino con le sponde, dal lettino più grande al letto singolo con misure standard. Non ci sono regole fisse, ma solo le necessità e i gusti personali dei genitori che decidono di optare per una scelta piuttosto che per un’altra. Per quanto mi riguarda, io per entrambe le mie bambine sono passata dalla culla al lettino a cancelli, adesso però la mia bambina di 3 anni nel classico lettino con  le sponde non ci sta più e a breve passerò ad un’altra pratica soluzione. Nei prossimi articoli scoprirete di cosa si tratta.

5) ARMADIO

Per quanto riguarda l’armadio,  non abbiate fretta, se volete potete anche aspettare ad acquistarlo perché all’inizio può bastare anche un cassettone per riporre le prime tutine del pargolo. Poi inevitabilmente la stanza si modificherà e si plasmerà a seconda delle diverse esigenze del bambino.

6) SPAZIO GIOCHI

Predisporre un comodo e accogliente spazio gioco, che possa essere anche solo un angolo all’interno della cameretta ma super accessoriato, è quello che ci vuole. L’ideale è predisporre in terra un bel tappeto morbido, magari quello componibile, a puzzle colorato, come ho fatto io, contornato di cuscini e angoli morbidi, così in caso di sonno, il bambino si può lasciarsi comodamente avvolgere dalle braccia di Morfeo, in totale sicurezza.

7) SCRIVANIA

Assolutamente non necessaria la scrivania in questo primo periodo. Questa la si dovrà inserire o acquistare un domani quando il bambino inizierà con le elementari. Invece un’idea carina, pratica ed ergonomica sono quei tavolini mignon con tanto di piccole sedie, che hanno negli asili. Io ho avuto in eredità da mia sorella, che ha un bambino di 12 anni, un meraviglioso tavolino in legno, corredato con due seggioline comodissime che possono trasformarsi anche in piccole sedute per grandi.

8) ARREDO PARETI

Ogni casa, ha un suo preciso stile, e le pareti sono le protagoniste indiscusse nelle quali, accostare mobili, apporre mensole, quadri, poster o altre decorazioni, come la carta da parati, può cambiare radicalmente l’aspetto non solo della nostra cameretta in questione, ma della casa stessa. Arredare le pareti è una cosa che inizialmente può sembrare banale, ma a mio avviso non lo è affatto. Ogni parete infatti, ha una sua specifica conformazione per luminosità, dimensione e colore. Ad esempio io per impreziosire la camera delle mie bambine, desideravo qualcosa di speciale e nello stesso tempo originale, in mio aiuto ho avuto la fortuna di scoprire un e-commerce molto stiloso, ovvero www.stiledo.it. All’interno di questo sito (clicca qui!) mi sono potuta sbizzarrire tra mille fantasie, colori, foto, dipinti, quadri e pure poster dotati o meno di cornice. In effetti avevo l’imbarazzo della scelta, potevo optare per quadri spiritosi e divertenti e immagini più classiche e canoniche come paesaggi o icone conosciute.
Nel VIDEO che vi ho inserito in questo articolo, (vedi qui) potrete vedere dal vivo, l’unboxing dei quadri che ho scelto per la cameretta delle mie bambine.

  ?  BUONA VISIONE  ?

www.stiledo.it

Gli psicologi concordano nel non definirla una vera e propria patologia, bensì una comune condizione di stress che accompagna alcune persone, prevalentemente le più predisposte, nel periodo post vacanze.  Se settembre infatti per noi genitori rappresenta il momento in cui i nostri amati pargoli tornano finalmente a scuola, è vero anche che dobbiamo fare i conti con quello che è il rientro alla nostra routine.

E’ molto comune sentirsi stanchi, svogliati, non propriamente motivati a tornare a fare quello che abbiamo fatto durante l’anno. Queste sono sensazioni che possono colpire ognuno di noi e che dobbiamo imparare ad accettare di buon grado. Quando però queste sensazioni si traducono in disagio prolungato, è possibile che stiate attraversando la cosiddetta:
Sindrome da rientro“.

-SINTOMI-

  • Tristezza accentuata e prolungata (non parlerei di depressione!)
  • Sbalzi d’umore
  • Stanchezza e spossatezza immotivate
  • Insonnia
  • Nervosismo e irritabilità
  • Noia persistente
  • Scarso interesse alle attività quotidiane
  • Ansia generalizzata
  • Inappetenza o al contrario fame nervosa
  • Scarsa o inesistente concentrazione

Per definirsi “Sindrome da rientro” non occorre presentare tutti questi sintomi, anche la metà possono essere sufficienti.
A parte casi di gravità rilevante, che sicuramente necessitano di una visita psicologica specialistica, con un po’ di volontà, motivazione e buon senso è possibile superare questa condizione di malessere generale con qualche accorgimento nel quotidiano.

– TOP 10 –
STRATEGIE

DIFENDITI DALLO STRESS DA RIENTRO

  1. Dopo le vacanze, se possibile, non tornare subito a lavoro, ma concedersi qualche giorno in città per ristabilire i ritmi quotidiani.
  2. Dormire più possibile, cercare di non far tardi la sera, ma concedersi le giuste ore di riposo. Il mio consiglio: minimo 8.
  3. Ristabilire i giusti  ritmi anche a tavola, cibi sani, verdura e frutta in abbondanza, pochissimo alcol, dolci e stravizi vari. Una curiosità: l’uva, contiene naturalmente melatonina, indicata per il ritmo sonno-veglia, perciò importante in questo periodo. Consigliatissima!
  4. Fare movimento, se odiate la palestra come me, andate a correre in strada oppure abbandonate l’auto e fate le vostre cose a piedi, così rimarrete in forma e aiuterete l’ambiente non inquinando.
  5. Programmare un week end fuori porta, o una gita all’aria aperta, o altre vacanze, magari nella pausa natalizia.
  6. Dedica il tuo tempo per rimanere ancora all’aria aperta e soprattutto approfitta dell’ultimo sole che questo settembre continua ancora a regalarci. Facciamo il pieno di vitamina D!
  7. Tornare alla routine quotidiana con gradualità, concedendosi tempo e momenti di pausa e relax in solitaria  o in compagnia, a seconda della propria personalità.
  8. Non portarsi il lavoro o altre fonti di stress a casa, o almeno limitare più possibile questo fenomeno.
  9. Programmare corsi e attività piacevoli come hobby e altre passioni personali, in questo modo si stimoleranno le endorfine e la sensazione di benessere contribuirà al buon umore generale.
  10. Approcciarsi nella maniera più serena e positiva in ogni contesto, anche in quelli più ostili. Cercare di non lasciarsi trascinare da persone che non trasmettono positività.
BUON RIENTRO

In questi mesi estivi, nei pochi momenti di relax che mi sono ritagliata, bimbe permettendo, ho approfittato per leggere qualche libro, routine sempre più rara oggi giorno per quanto mi riguarda.
Chi ha figli può capirmi! ?

In questo articolo vorrei esprimere il mio parere su tre libri nei quali mi sono piacevolmente (o meno) imbattuta.

I libri in questione sono:

  1. Il linguaggio segreto dei neonati, di Melinda Blau e Tracy Hogg
  2. Fate la nanna di Eduard Estivill Sancho e Sylvia de Béjar
  3. L’ arte di fare la mamma di Ilaria Biancalani

Il linguaggio segreto dei neonati – Tracy Hogg e Melinda Blau

Il libro si legge bene, è scorrevole e di facile comprensione.                  Tracy Hogg è una infermiera specializzata puericultrice, con diversi anni di esperienza alle spalle. Il libro si compone in 9 capitoli nei quali viene descritto, con esempi pratici e situazioni concrete, il metodo EASY.

EASY è un acronimo che sta per Eating, Activity, Sleep, You. ll libro vale assolutamente la pena di esser letto, poiché ci sono degli ottimi spunti, consigli e dritte che possono essere davvero utili, ma non lo farei  (come nessun altro metodo) diventare una dottrina dogmatica, da seguire alla lettera e rispettare in maniera pedissequa.

All’interno del libro la Hogg narra alcuni esempi pratici e di successo della sua carriera. Per noi mamme è facile rispecchiarsi nei vari casi descritti nel libro. Alcune situazioni sono comuni, specie quando l’umore va giù, quando ci si sente più sole e più sprovvedute di sempre (nonostante gli aiuti), quando il marito accanto sarebbe meglio andasse a fare una girata e quando oltreché psicologicamente anche fisicamente si fa acqua da tutti i buchi.
La Hogg con questo libro,  (un po’ autocelebrativo secondo me), vuole insegnare ai genitori il linguaggio dei neonati, traducendo ogni pianto con la sua personale visione. Il suo intento è buono, vuole dare consigli utili aiutando le neomamme con il suo metodo. Quello che non mi è piaciuto è stato quel modo di catalogare i neonati in: angelici, da manuale, sensibili, vivaci e scontrosi. In generale le classificazioni non mi piacciono, men che mai affibbiate ai bambini. Non metto in discussione la sua lunga esperienza e professionalità in questo campo, però mi permetto di affermare che non tutti i bambini sono uguali e soprattutto non tutti i neonati possono adattarsi al suo metodo.

Comunque penso che questo libro sia una buona lettura, alla fine lo valuto positivamente e mi sento di consigliarlo, anche solo per informarsi ulteriormente e avere qualche strategia in più, sempre che vi funzioni. Molte mamme che conosco apprezzano questo libro e ne hanno tratto ottimi spunti.

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Fate la nannaEduard Estivill Sancho

Uno tra i libri più conosciuti, venduti e controbattuti della storia della letteratura per genitori, è proprio questo. Sin dalla sua uscita nel lontano 1999 ha diviso e continua a dividere nettamente l’opinione pubblica. In questo libro Estivill, neuropsichiatra infantile, idea un metodo rigido, preciso, quasi disumano alla stessa stregua degli esperimenti di Pavlov, antesignano del comportamentismo , ma in questo caso non si ha a che fare con i cani e con la loro risposta ad uno stimolo legato al cibo, bensì a bambini e alla loro risposta emotiva. Nel libro viene descritto nel dettaglio il metodo ideato dal medico per fare la nanna. Poco importa al famoso medico spagnolo se il bambino piange, se si dispera e non vuole saperne di dormire, il metodo funziona e quindi va bene così. In effetti è vero! il metodo funziona, eccome se funziona, il neonato viene semplicemente condizionato, che gli piaccia o no, verso la routine del sonno. Il fine allora giustifica sempre i mezzi? A mio avviso assolutamente no! Certo, conosco diverse persone che hanno applicato tale metodo e sono felici di ciò, il bambino adesso dorme… ma a quale prezzo? Siamo sicuri che sia la strada giusta? E le conseguenze?
Quello che vi posso dire, oltre al mio parere personale, che è negativo su tale metodo, è che la stragrande maggioranza di psicologi, pedagogisti e altre figure professionali si schierano in maniera netta additando questo libro come assolutamente negativo per lo sviluppo psico-cognitivo e affettivo del bambino. Ignorare il pianto,  unico strumento dei nostri piccini, può innescare non pochi meccanismi negativi, quali rassegnazione, inadeguatezza, insicurezza, oltre che problemi nell’attaccamento.

Ci sono forti pareri contrari, provenienti da associazioni specialistiche, persino il Garante per l’infanzia italiano ha manifestato il proprio dissenso verso tale metodologia. Se fate una ricerca in rete, ci sono tantissimi articoli che parlano di questo libro.
Inoltre il libro non ha bibliografia, non ci sono studi scientifici che supportano tale tesi, infatti gli autori non citano nessuna ricerca o studio che supporti questo loro metodo.

La cosa paradossale è che Estivill, dopo l’enorme quantitativo di critiche ricevute da diverse parti, ha ritrattato, affermando che il suo metodo non è adatto a neonati di pochi mesi ( come nel libro c’era invece scritto ) poiché contrasterebbe con un sano sviluppo del sistema nervoso, in questa epoca decisamente  immaturo.

Conflitto di interessi a mio avviso, visto che l’intervista coincise con l’uscita del suo nuovo libro, su un rivoluzionario metodo per far addormentare i bambini, che guarda caso, promosse proprio in quella sede.

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L’arte di fare la mammaIlaria Biancalani

Un diario scritto con il cuore per l’amata figlia Luna, poi in seguito divenuto libro. Un racconto che va dal documentario alla cronaca emotiva di una mamma, dal suo primo attimo di gravidanza fino al primo compleanno della sua bambina. Un racconto nato dall’amore e dalla necessità di comunicare le cronache quotidiane di una giovane madre alle prese con questa complessa avventura. L’obiettivo oltre al desiderio di esprimere tutte le variopinte emozioni alla propria bambina è anche quello di immortalare e custodire ricordi unici e indimenticabili come quelli che accompagnano la maternità. L’autrice infatti scrive in prima persona, narrando alla figlia, come se fosse l’unica lettrice delle sue parole. In effetti, Luna, doveva essere la sola destinataria del racconto di sua madre, intriso di una dolce e materna quotidianità.

Il libro è costituito da tre capitoli principali: l’attesa, il parto e il ritorno a casa.

Questo libro è un vero e proprio racconto, emozionante nella sua genuinità nella quale ogni mamma può facilmente rispecchiarsi. Questo scritto, a differenza degli altri due libri sopra descritti, non vuole essere un manuale che ha la presunzione di insegnare, consigliare o affermare dogmi, ma solamente empatizzare con il ruolo di mamma.

Parole che sembrano scontate quelle di Ilaria Biancalani, che racchiudono però una sacrosanta verità: “mamme non si nasce, si diventa.

Di seguito alcuni passaggi del libro che mi sono piaciuti molto e che vorrei condividere con voi.

“Insomma questi tuoi primi mesi di vita, oltre ad insegnarmi giornalmente cose sempre nuove sul difficile (e credimi non è un luogo comune) mestiere di mamma, fecero sì che, non soltanto tu che eri appena nata, ma anche io prendessi confidenza con questo paese…”

“Inoltre mi preme portarti a conoscenza del fatto che il famoso istinto materno, che tanto viene sbandierato, non credere che sia un meccanismo così automatico. O meglio lo è su alcune cose, ma non su tutte.”

“Una cosa comunque è certa. In tutta la mia vita non ho mai capito il significato profondo della frase: “il tempo vola”, fino al giorno in cui mi resi conto che sarei dovuta rientrare a lavoro, portandomi un fardello di nostalgia dentro al cuore… Era la nostalgia dei piccoli gesti quotidiani, che forse fino ad allora non avevo neanche apprezzato appieno e che magari, qualche volta mi erano risultati pesanti…”

Libro consigliato!

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Finalmente sono arrivate le tanto attese vacanze, agognate tutto l’inverno. Un meraviglioso miraggio che sembrava così lontano e che adesso rappresenta il nostro presente. Spesso però in vacanza, ci dimentichiamo di mantenere un corretto stile di vita, lasciandoci andare a vizi e stravizi che non sono propriamente salutari.

Perciò di seguito vi elenco qualche consiglio per cercare di mantenerci in salute o almeno non strafare con gli eccessi, non mettendo a repentaglio il nostro benessere.

⬇ PROTEZIONE ⬇ MODERAZIONE ⬇ ATTENZIONE ⬇

  •  SOLE: proteggersi sempre con protezione solare, teoricamente anche in città.
  • ALIMENTAZIONE: a volte in vacanza tendiamo ad esagerare con il cibo, specie con i dolci, gelati,  aperitivi e stravizi vari.
  • SPORT: mantenersi sempre in attività, ma facendo attenzione ai momenti da bollino rosso e sopratutto agli orari più caldi.
  • SONNO: in vacanza spesso si tende a tirar tardi la sera, per poi svegliarsi alla solita ora di mattina. Se proprio dobbiamo fare tardi la sera, cerchiamo di dormire qualche ora in più la mattina. Le ore di sonno, sono più preziose di quanto pensiamo.
  • FUMO e ALCOL: ovviamente sarebbero sempre da evitare, o quanto meno l’alcol da moderare, questo a maggior ragione, quando fa tanto caldo e usciamo tutte le sere, dove un drink tira l’altro e si fuma più del solito.

⬇ CONSIGLI ⬇
da portare in vacanza

  1. Mantenersi in esercizio, approfittando delle caratteristiche del posto, concedendosi ad esempio attimi di meditazione, yoga, stretching o passeggiate tardo pomeridiane o serali.
    Se si è al mare, nuotare quotidianamente, passeggiare  dentro l’acqua,  o se preferite la montagna, camminare nel verde negli appositi percorsi di trekking.
  2. A seconda della meta, attrezzarsi con tutto il necessario per il posto in questione.
    In ogni caso vi consiglio di avere con voi alcuni farmaci, il cosiddetto pharma-case con antistaminici, antibiotici, antidiarroici, antipiretici, antinfiammatori, analgesici antispastisci, repellenti anti zanzare e uno stick post puntura.
  3. Non dimenticatevi di bere minimo 2 litri d’acqua al giorno, preferibilmente a temperatura ambiente e non gelata.
  4. Idratare anche il corpo dall’esterno, con creme e oli specifici post solari. L’aloe vera, è un ottimo rimedio per le scottature solari, usato anche come semplice dopo-sole è fantastico.
  5. Fare attenzione all’alimentazione, considerando che in estate tendiamo a sudare di più, perciò  è buona regola incrementare frutta e ortaggi di stagione. Verdure a volontà, frutta meglio non eccedere, contiene zucchero, (fruttosio) perciò attenzione.
    La colazione, è un pasto molto importante, perciò non tralasciarla, ma consumarla in maniera intelligente, preferendo il salato al dolce.
  6. Cappello e occhiale da sole, spesso considerati unicamente accessori fashion, sono invece molto importanti per proteggersi in maniera più ottimale contro i nocivi raggi ultravioletti.
  7. Dulcis in fundo…cercare sempre di mantenere un approccio positivo, al fine di preservare un clima sereno, disteso e rilassato,  non vi dimenticate che le vacanze dovrebbero essere ristoratrici, divertenti e capaci di infonderci l’energia sufficiente per i nostri inverni lavorativi.

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Questi sono i miei suggerimenti, ovviamente in casi particolari, come condizioni cliniche specifiche, consultare sempre il medico di riferimento. Ci tengo a sottolineare che in ogni caso, in questo blog 
troverete sempre consigli e suggerimenti relativi alla salute che hanno fondamento scientifico, 
in quanto la mia formazione universitaria in Psicologia della Salute, mi consente di trattare tali 
tematiche, a differenza di tante altre blogger che si improvvisano esperte senza neanche un 
minimo di formazione specifica. 

☀ BUONE VACANZE ☀

Partiamo dall’inizio. Cos’è un Blog?

Il BLOG è uno spazio nel web, una piattaforma di proprietà di una persona: il Blogger.
In questa pagina si può postare articoli, foto e video, nella forma che si vuole.

Perché si apre un Blog? Per comunicare!
L’importante è sapere (e vi assicuro che molti Blogger, o presunti tali, non lo sanno!) cosa si vuole comunicare, quali sono i messaggi che si vogliono veicolare, quali sono gli interlocutori che andremo a colpire, insomma perché si scrive!

Ogni Blog, ha una sua tematica, c’è chi realizza un diario quotidiano, scrivendo anche quante volte va in bagno (detto tra noi, lo trovo tremendo, trash, lontano dall’essere un contenuto interessante) e chi posta settimanalmente, contenuti inerenti all’argomento che ha scelto di seguire. Ovviamente i Blog che vanno per la maggiore, sono quelli monotematici, che raccontano di 1 solo argomento. Ti consiglio di optare per questa scelta, tu che vuoi aprire  il tuo BLOG, poiché un tema solo, assicura certamente più visibilità. Cerca di non disperdere le tue preziose energie su altri argomenti, perché oggi è la settorialità che funziona.
Pensa a Blogger di successo, come Chiara Ferragni, Dario Vignali o Salvatore Aranzulla, loro sono un classico esempio di quello che significa una settorialità riuscita.

L’eclettismo, ahimè,  non funziona nel web!

Come sempre, dalla teoria alla pratica c’è un abisso…
Per quanto riguarda la mia piattaforma, il mio BLOG, io ho scelto, per forza di cose, di trattare LIFESTYLE, termine ombrello, che raccoglie diverse tematiche. E’ più forte di me, non riesco a settorializzarmi ulteriormente, non ce la faccio a scrivere di 1 solo argomento. Perciò la scelta di abbracciare il “lifestyle blogging”  mi ha salvato dalla drastica decisione di buttarmi a capofitto verso un argomento singolo.

Di seguito la mia TOP 5 per iniziare la tua avventura.

CREA IL TUO BLOG:  

– TOP 5 –

  • Scegli 1 solo argomento
  • Scrivi ciò che ti appassiona
  • Sii costante, pubblica anche solo 1 volta al mese, ma non mancare l’appuntamento
  • Cura forma e aspetto del tuo Blog, impronta il tuo personale stile
  • Sii te stesso, non sforzarti di essere chi non sei, a lungo andare stanca

Da quasi vent’anni sono legata a doppio filo al mondo della comunicazione, a partire dalla mia formazione universitaria, i miei studi in Psicologia, al quotidiano lavoro in televisione, che svolgo con passione, ogni stagione, dal 2001 a questa parte.
Adoro comunicare a modo mio e il BLOG è la mia voce.

Mi chiedono spesso perché io non riesca a selezionare una sola tematica per il mio BLOG.

Semplice, perché da sempre, curo interessi e argomenti diversissimi tra loro. Dall’età di 18 anni, lavoro in tv, ho una lunga gavetta alle mie spalle, da valletta a conduttrice, da spalla a protagonista di trasmissioni, di sport, attualità e salute-benessere. Quale argomento scegliere dunque? Qualcuno ovviamente mi avrebbe consigliato il calcio, essendo senza falsa modestia, il volto che più si lega ai programmi sulla Fiorentina, del territorio toscano.
Sarebbe stata la scelta più facile, ho già un nutrito pubblico che mi segue e mi riconosce come moderatrice e intrattenitrice accanto a personaggi che ruotano intorno al mondo Viola… Ma lungi da me, parlare solo di calcio…

Il mondo della salute e del benessere mi piace molto, trovo che sia il mio argomento di punta, avendo senza falsa modestia, (la modestia non fa parte delle mie virtù ?) molta competenza in questo settore, non limitandomi a fare la mera conduttrice, ma una parte integrante del contenuto delle mie trasmissioni.
Sono contornata da medici da tutta la vita e la mia formazione universitaria in Psicologia della salute, mi da quella padronanza che credo faccia la differenza.

Da quasi 3 anni a questa parte, sono diventata mamma di due bimbe, inevitabilmente il mio mondo sono loro, così all’interno del mio BLOG racconto anche di questa meravigliosa avventura che è la maternità, che scopro giorno per giorno. Un percorso fantastico non privo di ostacoli.

Perciò eccoli qua i miei argomenti:

Tutto ciò dentro la parola LIFESTYLE

In fin dei conti, anche io sono settoriale, mi occupo “solo” di lifestyle…

 

Mi hanno chiesto: "Se lavori in TV, perché fai la BLOGGER?"
La mia risposta: "Proprio perché lavoro in TV, faccio la Blogger!!!
Perché vi assicuro (come in tutti i lavori) non è sempre rose e fiori...anzi...
Sei continuamente messa in discussione da logiche editoriali, a volte giuste, 
altre campate totalmente in aria.
Puoi rasentare la perfezione (ed è il mio caso ???) nonostante ciò, 
sarai sempre soggetta a mille critiche, a volte anche gratuite. 
Peccato sfugga loro, che una persona valorizzandola, rende il triplo!
Editori, datori di lavoro, direttori, colleghi e altri addetti ai lavori,  
che per dinamiche di potere, stupide rivalse e a volte banalissima invidia, 
cercano di metterti i bastoni tra le ruote. 
Che si accomodino pure... io vado avanti come un trattore, pronta a frantumare 
tutti quei bastoni, grandi o piccoli, che tentano di impedire il mio percorso. ?
Anche per tale ragione, ho sentito l'esigenza, di avere il mio prodotto, di lavorare 
per me stessa e comunicare quello che più mi piace, nella maniera in cui voglio. 
Ciò mi è possibile con il Blog.