Perché per i regali di Natale è meglio puntare sulla qualità
Tu mamma preferisci far scartare al tuo bambino tantissimi regali di natale, pacchi e pacchettini o far scartare solo un dono?
Io, sono dell’idea che meno regali di natale ci sono sotto l’albero e meglio è per i nostri bambini. Infatti, secondo il mio punto di vista (non solo il mio), che è avvallato dalla comunità di pedagogisti e psicologi infantili, sommergere i bambini di regali da scartare, non è un’azione molto educativa. E in questo articolo sono pronta a spiegarvi il perché.
ADDIO CREATIVITA’
Secondo vari studi pubblicati in letteratura, esagerare con i regali di natale è altamente sconsigliato, in quanto il rischio non è solo che i regali non vengano apprezzati e lasciati da una parte, ma è anche quello di compromettere la creatività del bambino.
Riempire la camera di giochi, magari anche poco stimolanti, come peluche o altri oggetti poco usati, fa crescere nel bambino la mentalità consumistica, usa e getta, che è assolutamente controproducente su diversi fronti. Le camerette che si vedono, sono quelle di bambini, saturi di qualsiasi gioco sul mercato, anche il più banale e inutile, sono infatti tutti oggetti che non verranno presi in considerazione dal bambino, che sicuramente si diverte di più aprendo il cassetto di cucina e giocando con gli utensili per cucinare. Questa è la mia esperienza e quella di tante mamme come me per quanto riguarda i regali di natale.
MA COSA E’ LA CREATIVITA’ ?
Creatività è un termine che indica genericamente l’arte o la capacità cognitiva della mente di creare e inventare; tuttavia esso può prestarsi a numerose interpretazioni e significati.
| «La creatività è un tentativo di risolvere un conflitto generato da pulsioni istintive biologiche non scaricate, perciò i desideri insoddisfatti sono la forza motrice della fantasia ed alimentano i sogni notturni e quelli a occhi aperti.» |
| (Sigmund Freud) |
| «La creatività non è altro che un’intelligenza che si diverte.» |
| (Albert Einstein) |
| «La creatività è mettere in connessione le cose…» |
| (Steve Jobs) |
tratto da WIKIPEDIA
Un altro aforisma sulla creatività di Einstein che mi piace è questo: “La creativitànon è altro che intelligenza che si diverte”. Non è una stanza piena di giochi che è in grado di sviluppare la creatività di un bambino, anzi…
Uno studio molto interessante pubblicato da Infant Behavior and Development, presso l’Università di Toledo ha dimostrato che avere un numero minore di oggetti a disposizione, sviluppa maggiormente la creatività. In questo caso il bambino, sarebbe più stimolato a provare ogni possibile uso di quel determinato oggetto, piuttosto che averne tanti a disposizione. Anche i giochi super interattivi, con luci, suoni e colori, non andrebbero bene, a quanto pare. Quindi comprare sempre nuovi giochi, in questo caso regali di natale, non è una strategia vincente nello sviluppare la creatività del bambino. Infatti i bambini, contrariamente a noi adulti, non hanno il concetto “nuovo meglio del vecchio”. Per un bambino, un gioco consumato, alterato o rotto non è un articolo da cestinare, loro non hanno questo concetto, ma piuttosto lo vedono come una cosa che cambia, mutando nella forma e nel colore e aprendo a innumerevoli possibilità di scoperta.
RITORNO AL PASSATO
Dopo il boom degli anni 80-90 dei giochi in plastica, interattivi con luci e suoni, i vecchi giocattoli sono stati archiviati, perché si pensava superati e datati, non più adatti a stimolare la fervida mente del bambino.
Perciò il trend dei regali di Natale subì una forte svolta. Oggi giorno abbiamo scoperto che non è affatto così, anzi potremmo dire che è il contrario. I classici giochi di legno, o le costruzioni ad esempio, sono ausili utilissimi per stimolare la fantasia e la creatività. Ci sono prove tangibili che essi possono rappresentare validi ausili per accrescere le competenze dei nostri bambini, e questo a discapito di tanti giochi considerati super stimolanti, ma che in realtà, lasciano il tempo che trovano.
POCHI GIOCHI PER VOLTA
Dice ci sia ancora la crisi, ma girovagando per il centro di Firenze, non ho potuto fare a meno di notare innumerevoli persone con pacchetti, pacchettini e shopper, usciti dai numerosi negozi. Gli store di giocattoli in cui sono entrata, erano sempre pieni, con tanto di coda alle casse, il che vuol dire, che anche in tempo di crisi, i genitori, spendono ugualmente in regali di natale per i loro bambini. Ed è giusto così, basta non esagerare e non farsi prendere la mano.
Tutti coloro che sono a favore della quantità, non capiscono che ricevendo tanti regali di Natale, il bambino finisce inevitabilmente per sentirsi sovrastimolato, conseguentemente perderà interesse verso la maggior parte dei doni, anche se apprezzati e desiderati da tempo.
La scelta migliore sarebbe quella di dilazionarli nel tempo, quindi non solo per Natale ma per il compleanno e magari per qualche altra ricorrenza speciale o per premiarlo saltuariamente quando è stato bravo.
Con un numero di giochi limitato, ogni bambino così riesce in maniera ottimale a stabilire una relazione con l’oggetto, sfruttandone ogni suo uso.
L’ ETA’ CONTA
A seconda dell’età, il bambino può mostrare diversi interessi piuttosto che altri. L’importante è che il gioco sia pensato in base all’età del bambino. Un bambino può mostrare interesse nel corso degli anni ad oggetti a cui è affezionato, anche se man mano che cresce avrà nuovi stimoli in base all’età. E’ giusto e sacrosanto che il bambino abbia una lista di desideri, quello che mi sento di consigliare è di non esaudire tutte le sue richieste in una volta sola, tipo a Natale, ma esaurirle, se possibile, con il passare del tempo. I giochi richiesti, e un po’ agognati nel tempo, saranno sicuramente più apprezzati una volta che li riceverà.
Concludo affermando con forza che troppi giochi acquistati non siano un bene per il bambino, poiché possano limitare le grandi potenzialità in termini di creatività. La fantasia e la creatività viene stimolata di più con giochi autoprodotti in autonomia. Perciò anche per i regali di Natale, spazio alla fantasia e al fai-da-te.
Per tutti i colori che volessero prendere qualche spunto per qualche idea regalo per questo Natale, ecco il mio articolo riguardo alle IDEE REGALO per adulti. (leggi qui)























Amore, pazienza, comprensione, saggezza e incoraggiamento, i nonni non solo elargiscono tutto ciò ai nostri mimmi, ma sono capaci di essere i primi a notare, le loro più intime inclinazioni. Grazie ad un occhio vigile e attento, che noi genitori spesso non abbiamo, sono capaci di scovare i talenti più puri dei nostri pargoli. I nonni sono dotati di una lungimiranza fantastica, sanno andare oltre le apparenze, questo perché hanno sulle loro forti spalle, un grande bagaglio di esperienza pregressa, che fa capire cose che a noi genitori sfuggono?.
Nonni = generosità, e i nostri bambini sono completamente rapiti da questo, non solo per i regali ma per le mille attenzioni che ricevono, probabilmente anche in maniera maggiore rispetto a noi genitori, che purtroppo siamo sempre impegnati e presi dal lavoro, e dai nostri ritmi frenetici.



Le priorità dipendono da che tipo di famiglia, e da che persone siete. Quali sono i fattori più importanti che valutate per la scelta della scuola? Rispondendo a questa domanda già capite quale sarà il percorso scolastico dei vostri bambini. L’ offerta formativa penso sia la prima priorità di tutti i genitori.
In ogni modo, la prima differenziazione che dobbiamo fare quando ci approcciamo per la prima volta alla scuola è capire se optare per pubblica o privata. Io sono tendenzialmente per la scuola pubblica a patto che la scuola sia qualitativamente adeguata. Non raramente sento pareri di mamme di altre regioni, che affermano che l’unica alternativa per garantire un’adeguata istruzione nel loro contesto locale, siano le scuole private, che comunque rimangono sempre appannaggio di pochi, o almeno non per tutti. Questo è davvero triste, perché indice del mal funzionamento italiano e di chi sta al potere, che come sempre “predica bene e razzola male”. In campagna elettorale, la scuola è sempre uno tra i primi temi ad esser trattato, poi finite le elezioni, le cose rimangono quasi sempre inalterate se non con tagli e modifiche peggiorative. Una cosa che mi fece specie, quando andai l’anno scorso ad un open day di una scuola materna , fu apprendere che la regione ( o chi per lei, non ricordo bene!) aveva cancellato le ore dedicate alla lingua inglese, perché, secondo questi “geni”, di pertinenza delle scuole elementari. Risultato: cancellata l’ora di inglese ma incrementate le ore di religione, non ho parole! Ci rendiamo conto in che mani siamo?

I libri in questione sono:

Un diario scritto con il cuore per l’amata figlia Luna, poi in seguito divenuto libro. Un racconto che va dal documentario alla cronaca emotiva di una mamma, dal suo primo attimo di gravidanza fino al primo compleanno della sua bambina. Un racconto nato dall’amore e dalla necessità di comunicare le cronache quotidiane di una giovane madre alle prese con questa complessa avventura. L’obiettivo oltre al desiderio di esprimere tutte le variopinte emozioni alla propria bambina è anche quello di immortalare e custodire ricordi unici e indimenticabili come quelli che accompagnano la maternità. L’autrice infatti scrive in prima persona, narrando alla figlia, come se fosse l’unica lettrice delle sue parole. In effetti, Luna, doveva essere la sola destinataria del racconto di sua madre, intriso di una dolce e materna quotidianità.
L’intelligenza del bambino è un costrutto in divenire che si basa su molti fattori, tra i quali un costante bisogno di sperimentare con tutto il corpo ogni stimolo trovato. Un apprendimento a 360 gradi, sul piano cognitivo, motorio e soprattutto emotivo.
Elementi naturali come acqua, terra, sassi, legnetti, foglie, fiori, costituiscono esperienze insostituibili dove ogni piccino sperimenta il suo personale concetto di fantasia incrementando il suo pensiero creativo. In psicologia si parla di pensiero divergente, che al contrario di quello convergente, stimola sempre nuove soluzioni e situazioni di gioco alternative. Il gioco manipolativo, che spazia a seconda dei materiali trovati nella natura incrementa l’immaginazione e trova nella campagna terreno fertile per intuire, scoprire, inventare e creare nuovi giochi.
-Le Fattorie didattiche, sono fattorie immerse nel verde con vari animali con i quali è possibile interagire. E’ un posto dove i bambini si divertono, sperimentando in loco diverse esperienze.