Tag

mamme

Browsing

Quando i bambini crescono, inevitabilmente ci sono alcuni accorgimenti da tenere in considerazione, come la cameretta che cambia in base alle loro esigenze. In special modo il letto è fondamentale, perciò in base all’età dei nostri bambini va cambiato e adattato.
Dopo la culla, per entrambe le mie bambine, ho optato per il lettino a cancelli. Adesso le mie due bambine (16 mesi e 3 anni e mezzo) hanno esigenze diverse, in base alla loro età.

La soluzione “Montessoriana” mi può interessare per la più piccolina. Avere un lettino raso terra, può sviluppare la sua autonomia, la sua indipendenza, grazie al libero accesso al suo personale spazio. Una giusta e comoda soluzione anche per noi genitori, che ci solleverebbe dal “peso” di doverli mettere e riprendere ogni volta a letto. In effetti il lettino a cancelli più che un caldo rifugio nel quale addormentarsi, può facilmente venir scambiato dal bambino, come una prigione, una gabbia all’interno della quale sia impossibile evadere. Secondo la metodologia “Montessoriana” per creare un letto adatto ai nostri bambini, non serve molto, basta posizionare un materasso direttamente sul pavimento, (magari con sotto un tappeto) con qualche cuscino ai lati e il gioco è fatto.
La camera, messa in sicurezza, tolti tutti i potenziali pericoli e arredata con mobili a misura di bambino diventa così un luogo sicuro nel quale giocare, divertirsi e dormire la notte.

VIDEO MONTAGGIO

Settimana mondiale dell’allattamento al seno. Ogni organizzazione o ente dal più piccolo al più grande, in questo periodo organizza eventi, corsi, workshop, seminari, laboratori e incontri per promuovere e sensibilizzare l’allattamento al seno. Ogni anno puntuale si ripresenta questo appuntamento, con tematiche sempre diverse ma con la stessa finalità, ovvero la promozione di questa preziosa pratica madre-figlio.

⬇ VIDEO ALLATTAMENTO ⬇

⬆ VIDEO ALLATTAMENTO ⬆

Il tema di quest’anno deciso dalla “World Alliance for Breastfeeding Action” (Alleanza mondiale per interventi a favore dell’allattamento) è: Potere ai genitori per favorire l’allattamento”. L’allattamento è una prassi salutare che dovrebbe fortemente essere incentivata dalla società, poiché rappresenta un presidio importante in grado di mantenere, donare e preservare lo stato psico-fisico sia del piccolo sia della madre. I benefici dell’allattamento sono riscontrabili nel tempo, poiché è scientificamente provato, che nel latte materno vi sono anticorpi, e sostanze preziosissime in grado di favorire e preservare lo stato di salute individuale. Questo vuol dire essere generalmente meno sensibili alle malattie e alla lunga, meno spese per il sistema sanitario nazionale.

– TOP 10 –
PERCHE’ ALLATTARE

  1. E’ una cosa naturale e fisiologica, siamo programmati biologicamente per farlo.
  2. Nutre in maniera ottimale il neonato con la giusta composizione di zuccheri, proteine e lipidi.
  3. Il latte si adatta e cambia in base alla fase di crescita del neonato.  Pensiamo al colostro, prima della montata lattea, sostanza altamente nutritiva perfetta per il post parto.
  4. È altamente salutare per il neonato in quanto è un veicolo di anticorpi (il bambino si ammala meno!).
  5. È un alimento sempre disponibile, pronto all’uso, sterile, pulito,  alla giusta temperatura  e altamente digeribile.
  6. È salutare per la madre, in quanto può prevenire diverse condizioni cliniche come tumore al seno e depressione post partum. Inoltre favorisce il ritorno dell’utero alle sue dimensioni originarie.
  7. È economico perché auto-prodotto, gratuito e fruibile in ogni momento, quindi comodissimo.
  8. Può aiutare a buttare giù i kg della gravidanza.
  9. Allattare, favorisce nel bambino un corretto sviluppo dell’arcata dentaria
  10. Sviluppa, aiuta e rafforza il legame e l’attaccamento madre bambino

Non è sempre facile e scontato allattare, anzi…
Per quanto mi riguarda io ho sofferto molto, perché avevo i capezzoli molto sensibili, la mia primogenita inizialmente poppava alla distanza di 1 ora e mezzo l’una dall’altra, un delirio. Lo chiamavo: “L’appuntamento con il dolore”, non voglio dirvi altro.
Fortunatamente la volontà, la motivazione e la tenacia di noi donne, ci fa tener duro per i nostri cuccioli. Dal dolore iniziale che sembrava insormontabile, alla fine ho allattato la mia primogenita fino a 14 mesi, quando lei stessa autonomamente decise di smettere. La mia seconda figlia adesso ha 16 mesi e prende ancora il mio latte.

Lo slogan è sempre questo:
“DONNE ALLATTATE!”

In questi mesi estivi, nei pochi momenti di relax che mi sono ritagliata, bimbe permettendo, ho approfittato per leggere qualche libro, routine sempre più rara oggi giorno per quanto mi riguarda.
Chi ha figli può capirmi! ?

In questo articolo vorrei esprimere il mio parere su tre libri nei quali mi sono piacevolmente (o meno) imbattuta.

I libri in questione sono:

  1. Il linguaggio segreto dei neonati, di Melinda Blau e Tracy Hogg
  2. Fate la nanna di Eduard Estivill Sancho e Sylvia de Béjar
  3. L’ arte di fare la mamma di Ilaria Biancalani

Il linguaggio segreto dei neonati – Tracy Hogg e Melinda Blau

Il libro si legge bene, è scorrevole e di facile comprensione.                  Tracy Hogg è una infermiera specializzata puericultrice, con diversi anni di esperienza alle spalle. Il libro si compone in 9 capitoli nei quali viene descritto, con esempi pratici e situazioni concrete, il metodo EASY.

EASY è un acronimo che sta per Eating, Activity, Sleep, You. ll libro vale assolutamente la pena di esser letto, poiché ci sono degli ottimi spunti, consigli e dritte che possono essere davvero utili, ma non lo farei  (come nessun altro metodo) diventare una dottrina dogmatica, da seguire alla lettera e rispettare in maniera pedissequa.

All’interno del libro la Hogg narra alcuni esempi pratici e di successo della sua carriera. Per noi mamme è facile rispecchiarsi nei vari casi descritti nel libro. Alcune situazioni sono comuni, specie quando l’umore va giù, quando ci si sente più sole e più sprovvedute di sempre (nonostante gli aiuti), quando il marito accanto sarebbe meglio andasse a fare una girata e quando oltreché psicologicamente anche fisicamente si fa acqua da tutti i buchi.
La Hogg con questo libro,  (un po’ autocelebrativo secondo me), vuole insegnare ai genitori il linguaggio dei neonati, traducendo ogni pianto con la sua personale visione. Il suo intento è buono, vuole dare consigli utili aiutando le neomamme con il suo metodo. Quello che non mi è piaciuto è stato quel modo di catalogare i neonati in: angelici, da manuale, sensibili, vivaci e scontrosi. In generale le classificazioni non mi piacciono, men che mai affibbiate ai bambini. Non metto in discussione la sua lunga esperienza e professionalità in questo campo, però mi permetto di affermare che non tutti i bambini sono uguali e soprattutto non tutti i neonati possono adattarsi al suo metodo.

Comunque penso che questo libro sia una buona lettura, alla fine lo valuto positivamente e mi sento di consigliarlo, anche solo per informarsi ulteriormente e avere qualche strategia in più, sempre che vi funzioni. Molte mamme che conosco apprezzano questo libro e ne hanno tratto ottimi spunti.

Acquistalo qui (Amazon) 

Fate la nannaEduard Estivill Sancho

Uno tra i libri più conosciuti, venduti e controbattuti della storia della letteratura per genitori, è proprio questo. Sin dalla sua uscita nel lontano 1999 ha diviso e continua a dividere nettamente l’opinione pubblica. In questo libro Estivill, neuropsichiatra infantile, idea un metodo rigido, preciso, quasi disumano alla stessa stregua degli esperimenti di Pavlov, antesignano del comportamentismo , ma in questo caso non si ha a che fare con i cani e con la loro risposta ad uno stimolo legato al cibo, bensì a bambini e alla loro risposta emotiva. Nel libro viene descritto nel dettaglio il metodo ideato dal medico per fare la nanna. Poco importa al famoso medico spagnolo se il bambino piange, se si dispera e non vuole saperne di dormire, il metodo funziona e quindi va bene così. In effetti è vero! il metodo funziona, eccome se funziona, il neonato viene semplicemente condizionato, che gli piaccia o no, verso la routine del sonno. Il fine allora giustifica sempre i mezzi? A mio avviso assolutamente no! Certo, conosco diverse persone che hanno applicato tale metodo e sono felici di ciò, il bambino adesso dorme… ma a quale prezzo? Siamo sicuri che sia la strada giusta? E le conseguenze?
Quello che vi posso dire, oltre al mio parere personale, che è negativo su tale metodo, è che la stragrande maggioranza di psicologi, pedagogisti e altre figure professionali si schierano in maniera netta additando questo libro come assolutamente negativo per lo sviluppo psico-cognitivo e affettivo del bambino. Ignorare il pianto,  unico strumento dei nostri piccini, può innescare non pochi meccanismi negativi, quali rassegnazione, inadeguatezza, insicurezza, oltre che problemi nell’attaccamento.

Ci sono forti pareri contrari, provenienti da associazioni specialistiche, persino il Garante per l’infanzia italiano ha manifestato il proprio dissenso verso tale metodologia. Se fate una ricerca in rete, ci sono tantissimi articoli che parlano di questo libro.
Inoltre il libro non ha bibliografia, non ci sono studi scientifici che supportano tale tesi, infatti gli autori non citano nessuna ricerca o studio che supporti questo loro metodo.

La cosa paradossale è che Estivill, dopo l’enorme quantitativo di critiche ricevute da diverse parti, ha ritrattato, affermando che il suo metodo non è adatto a neonati di pochi mesi ( come nel libro c’era invece scritto ) poiché contrasterebbe con un sano sviluppo del sistema nervoso, in questa epoca decisamente  immaturo.

Conflitto di interessi a mio avviso, visto che l’intervista coincise con l’uscita del suo nuovo libro, su un rivoluzionario metodo per far addormentare i bambini, che guarda caso, promosse proprio in quella sede.

Acquistalo qui (Amazon)

L’arte di fare la mammaIlaria Biancalani

Un diario scritto con il cuore per l’amata figlia Luna, poi in seguito divenuto libro. Un racconto che va dal documentario alla cronaca emotiva di una mamma, dal suo primo attimo di gravidanza fino al primo compleanno della sua bambina. Un racconto nato dall’amore e dalla necessità di comunicare le cronache quotidiane di una giovane madre alle prese con questa complessa avventura. L’obiettivo oltre al desiderio di esprimere tutte le variopinte emozioni alla propria bambina è anche quello di immortalare e custodire ricordi unici e indimenticabili come quelli che accompagnano la maternità. L’autrice infatti scrive in prima persona, narrando alla figlia, come se fosse l’unica lettrice delle sue parole. In effetti, Luna, doveva essere la sola destinataria del racconto di sua madre, intriso di una dolce e materna quotidianità.

Il libro è costituito da tre capitoli principali: l’attesa, il parto e il ritorno a casa.

Questo libro è un vero e proprio racconto, emozionante nella sua genuinità nella quale ogni mamma può facilmente rispecchiarsi. Questo scritto, a differenza degli altri due libri sopra descritti, non vuole essere un manuale che ha la presunzione di insegnare, consigliare o affermare dogmi, ma solamente empatizzare con il ruolo di mamma.

Parole che sembrano scontate quelle di Ilaria Biancalani, che racchiudono però una sacrosanta verità: “mamme non si nasce, si diventa.

Di seguito alcuni passaggi del libro che mi sono piaciuti molto e che vorrei condividere con voi.

“Insomma questi tuoi primi mesi di vita, oltre ad insegnarmi giornalmente cose sempre nuove sul difficile (e credimi non è un luogo comune) mestiere di mamma, fecero sì che, non soltanto tu che eri appena nata, ma anche io prendessi confidenza con questo paese…”

“Inoltre mi preme portarti a conoscenza del fatto che il famoso istinto materno, che tanto viene sbandierato, non credere che sia un meccanismo così automatico. O meglio lo è su alcune cose, ma non su tutte.”

“Una cosa comunque è certa. In tutta la mia vita non ho mai capito il significato profondo della frase: “il tempo vola”, fino al giorno in cui mi resi conto che sarei dovuta rientrare a lavoro, portandomi un fardello di nostalgia dentro al cuore… Era la nostalgia dei piccoli gesti quotidiani, che forse fino ad allora non avevo neanche apprezzato appieno e che magari, qualche volta mi erano risultati pesanti…”

Libro consigliato!

.

Sembra ieri che ero incinta, sembra ieri che  ho partorito…invece no, è già passato un anno da quando ho dato alla luce la mia secondogenita Stella. Se devo essere sincera, con la mia prima figlia, il tempo ha avuto un ruolo completamente diverso, direi proprio opposto. Se con quest’ultima ogni cosa è volata e tutt’ora mi sembra che il tempo scorra velocissimo, con la prima figlia, il tempo non passava mai. Questa differenza penso sia legata alla novità e all’attesa della prima gravidanza e del primo figlio, poiché è tutta un’incognita perciò ogni istante è vissuto con più intensità. Per quanto riguarda il secondo figlio, ormai tante cose le sappiamo già e a volte le diamo per scontate, il tempo sembra avere una connotazione molto diversa.
Il compimento del primo anno del nostro bambino, rappresenta un momento importante, una tappa che sancisce la crescita del nostro piccino, che ovviamente si è discostato dal concetto di neonato.
Come ormai sappiamo bene, i primi mesi del piccolo, sono momenti fondamentali per lo sviluppo cognitivo del piccolo.

 

LE  PRIME  CONQUISTE (0-12 mesi)

  • Riconoscimento dei volti in primis quello materno
  • Primi sorrisi e successive risatine
  • si gira su se stesso e si inarca con la schiena
  • Sonno più prolungato, fino ad arrivare all’intera notte  (a seconda dei casi e del bambino)
  • Conquista la posizione seduta
  • Esplorazione orale, il bimbo conosce il mondo “assaggiandolo”
  • Paura dell’estraneo
  • Gattona o si trascina
  • Afferra le cose consapevolmente
  • Prova altri sapori oltre al latte, come la frutta e le prime pappine
  • Muove le manine con intenzione
  • Prova a mangiare da solo e si porta alla bocca il biberon
  • Si alza eretto in piedi
  • Primi passi
  • Lallazione
  • Prime paroline
  • e infine …. combina i primi guai, con l’uso delle manine, iniziando ad esplorare il mondo

E’ doveroso chiarire il concetto che ogni bambino ha i propri ritmi e tempi, ci sono bambini che camminano prima di 1 anno e altri che ancora non lo fanno. Così come l’abbandono del pannolino, solitamente avviene intorno ai due anni, ma ripeto ognuno ha i propri tempi, e alcuni possono anche arrivarci intorno ai tre anni.

Detto ciò, ci sono le fasi di crescita che scandiscono a grandi linee, intervalli temporali in cui il bambino acquisisce certe competenze specifiche. Ogni bambino è diverso da un altro, perciò se c’è un ritardo in qualche sfera non c’è da preoccuparsi, anche se per ogni dubbio o perplessità vi consiglio sempre di chiedere al vostro pediatra, che sicuramente vi consiglierà la strada migliore.

La scelta del luogo dove partorire è fondamentale, rispecchia quelle che sono le nostre inclinazioni e priorità.
Al primo posto deve essere la sicurezza per il nostro bambino e la nostra tranquillità.

Oltre agli ospedali e ai punti nascita, che vi elencherò tra poco, non dimentichiamoci che c’è un sempre più nutrito gruppo di donne che scelgono di partorire in casa, con l’aiuto di ostetriche private che si recano a domicilio. E’ senz’altro una visione molto romantica, ma credo che non sia priva di rischi, perché in caso di complicanze, anche se pur minime, non c’è l’ausilio di strutture mediche o presidi idonei, e in certi casi la velocità con la quale si interviene fa la differenza.

Una via di mezzo, tra ospedale e casa propria, è optare per la scelta di un punto nascita all’interno di strutture attrezzate, come ad esempio “La Margherita” all’interno dell’ospedale di Careggi a Firenze. Un posto ideale per il parto naturale, non medicalizzato e al tempo stesso all’interno di un ospedale e a pochi metri dal reparto, questo per gestire le complicanze nel minor tempo possibile.

Per sapere di più sui TRIMESTRI della gravidanza ho fatto 3 video, ciascuno per trimestre. Clicca qui e guardali.

 

TOP 10 per la scelta dell’ospedale:

1) NEONATOLOGIA

E’ la prima cosa da tener presente quando si pensa alla scelta della struttura nella quale andremo a partorire.
La scelta si effettua in base alla consapevolezza che ogni ospedale ha un proprio livello di neonatologia, e ne esistono 3:

I Livello

  • cure neonatali a bimbi sani;
  • trattare neonati tra 35° e la 37° settimana, fisiologicamente stabili;
  • organizzare il trasferimento presso un’altra struttura che fornisca un adeguato livello  di cure;
  • tecniche base di rianimazione;

II Livello

  • assistenza per neonati sopra i 1500 grammi, nati oltre le 32 settimana;
  • cura di neonati convalescenti mandati dai centri di terzo livello;
  • rianimazione di bambini pretermine o malati con conseguente trasferimento verso  una terapia intensiva neonatale in un ospedale di 3° livello.

III Livello

  • Terzo livello A:
    – assistenza neonati nati dopo la 28° settimana che pesano più di 1000 gr;
    – ventilazione meccanica;
    – interventi di chirurgia di base.
  • Terzo livello B:
    – assistenza per ogni bambino indipendentemente età gestazionale e peso;
    – supporto respiratorio avanzato come ad esempio “inalazione di ossido nitrico” e “high frequency ventilation”;
    – accesso a vari specialisti pediatrici;
    – diagnostica per immagini, ecografie, RM e TC.
  • Terzo livello C: (incluse tutte le voci precedenti)
    – servizio di supporto tramite circolazione extracorporea;
    – riparazione chirurgica malformazioni congenite cardiache.

2) NIDO o ROOMING IN

La seconda cosa da valutare è la sistemazione del bambino una volta nato. Sarà in stanza con noi, in una cullina accanto al nostro letto 24h su 24, oppure in un apposito nido, insieme ad altri neonati?  La sistemazione nel nido è un’usanza a mio avviso in disuso, poiché la madre deve avere il diritto di stare con il proprio figlio, allattandolo a richiesta ogni qualvolta esso voglia.

3) ANALGESIA (epidurale)

L’anestesia può rappresentare una salvezza, da un punto di vista psicologico per molte donne. Dovrete assicurarvi, qualora la richiediate, di scegliere una struttura che la pratica 24h su 24. Vi ricordo che per avere l’epidurale durante il parto, dovrete fare una visita con l’anestesista non oltre la 35° settimana. Io la sconsiglio caldamente! 

Per sapere tutte le FASI del parto, leggi qui il mio articolo e guarda il VIDEO dell’esperta.

4) METODI  STRUTTURALI

Nella scelta dell’ospedale, sono da tenere in considerazione le procedure adottate per il parto e per la degenza. I servizi e le cure che offrono, i metodi che usano durante il travaglio, e gli ausili messi a disposizione per prepararsi al momento cruciale. L’aiuto dell’acqua calda ad esempio è molto efficace, io per la mia prima bambina, sono stata più di mezz’ora sotto l’acqua calda, trovandone tanto beneficio. Inoltre, la partoriente DEVE avere la possibilità, di partorire come più le torna comodo, dovrebbe avere carta bianca in tal senso.
Partorire sul lettino, è una procedura standard, che per altro non favorisce in maniera ottimale la fuoriuscita del neonato, perché prima di tutto non sfrutta la gravità, limitando la possibilità di eseguire movimenti naturali che portano all’espulsione del bambino.
Il movimento può non solo lenire il dolore, ma aiutare la fuoriuscita del neonato.
Le posizioni a mio avviso migliori, sono quelle verticali: in piedi,  in ginocchio, sedute (sullo sgabello olandese) avendo i piedi puntati per terra, o come vi viene meglio in quel momento, la spinta deve essere efficace e attiva, non passiva.
Insomma, assicuratevi che l’ospedale che scegliete sia in grado di lasciare spazio e iniziativa d’azione alle gestanti.

Ho scritto un articolo sull’importanza dell’attività fisica per il parto e sui MOVIMENTI da eseguire. Clicca qui per leggerlo.

5) COMPAGNIA  IN  SALA  PARTO

Accertatevi che ci sia la possibilità, anche se, giustamente è diventata prassi oggigiorno, di essere accompagnate da una persona di vostra fiducia in sala parto.
Compagno, marito,  madre, amica, ostetrica, o chi vi pare,  sopratutto qualcuno che non vi trasmetta ANSIA.
Meglio avere al proprio fianco una persona tranquilla e sorridente, piuttosto che qualcuno che vi infonda insicurezza e paura. Il parto è una cosa naturale e bellissima, se vissuta come si deve vivere. Io ho partorito 2 volte e quei momenti sono in assoluto i momenti più belli e più emozionanti della mia vita. Partorirei ancora 10 volte! Il dolore è sopportabile e passeggero.
Ricordatevi, è una questione di preparazione, sia fisica che psicologica.

6) ROUTINE  POST PARTO

Tutti si concentrano sul momento del parto…ma dobbiamo pensare anche al dopo.
Cosa avviene?
E’ importante sapere quali sono le procedure che effettueranno nel momento in cui il nostro  bambino è nato. Quali esami gli faranno, cosa faranno a noi, il secondamento, ovvero l’espulsione della placenta e via dicendo.
La routine migliore, in assenza di particolari condizioni e se tutto va nella maniera più fisiologica possibile, è quella di lasciare per almeno 2 ore il bambino a stretto contatto  con la madre, il cosiddetto “pelle a pelle” per favorire l’attaccamento e stimolare nella maniera più naturale possibile l’allattamento al seno.
Assolutamente no, (sempre non ci siano indicazione mediche in tal senso), a biberon di latte artificiale.

Sul PUERPERIO ho scritto un articolo e fatto un video con un’ostetrica.
Clicca qui per leggere e guardare il video.

7) DONAZIONE  CORDONE OMBELICALE

E’ possibile conservare e/o donare il proprio cordone ombelicale, le cui cellule sono molto preziose per diverse indicazioni terapeutiche. Chi volesse raccoglierlo o donarlo, si deve informare presso la struttura ospedaliera scelta.

8) CORSO PRE PARTO

Informarsi se nella struttura organizzano un corso pre-parto e frequentarlo, (io ne ho frequentati 2, uno dell’ospedale in cui andavo a partorire, e l’altro alla ASL).
E’ una formazione utile e sinceramente non capisco chi per scelta non lo faccia.
Sono appuntamenti importanti sia per apprendere tante nozioni utili, sia per conoscere le ostetriche, capire il loro “modus operandi” e poi anche per visionare la struttura e  farla diventare più familiare possibile.

9) IL PIANO DEL PARTO

E’ una sorta di contratto scritto, nel quale si scrive quello che sono i nostri desideri-voleri. Ho scritto un articolo sull’argomento. Leggi qui per sapere di cosa si tratta, e cosa è il PIANO DEL PARTO.

10) LA DISTANZA DA CASA

In ultimo, da non sottovalutare la distanza della struttura da casa nostra. Voi non potete sapere, a meno che non sia un parto programmato, o un cesareo, quando il vostro bambino deciderà di nascere, (falsi allarmi compresi) perciò è sempre bene optare per l’ospedale più vicino o comunque facilmente raggiungibile.

NON  VI  FATE  TERRORIZZARE  DA  RACCONTI  MACABRI  E  TERRORIZZANTI, OGNI  PARTO  HA  UNA  STORIA  A  SE'.  
NOI  DONNE  ABBIAMO  TUTTI  GLI  STRUMENTI  PER  FAR  Sì, CHE  SIA 
IL  GIORNO  PIU'  BELLO  DELLA  NOSTRA    VITA.

[vc_row][vc_column][vc_column_text]“L’ Epifania tutte le feste le porta via!” 
E menomale dico io, perché tra Natale, vigilia, Santo Stefano, ultimo dell’anno, primo dell’anno, ogni scusa è buona per mangiare, specialmente dolci, che peraltro io adoro. Proprio per questo, non avvallo l’usanza della calza della befana, colma di cioccolatini e co. e non solo  perché ho un marito dentista ?, ma anche perché trovo sia dannosa quella quantità di dolci, specie caramelle, che non apportano nessun beneficio all’organismo, anzi, servono solo ad innalzare i livelli di insulina nel sangue, e sinceramente non mi piace che le mie bambine abusino di zuccheri semplici e del tutto inutili se non dannosi.

Per tale motivo, da quest’anno la Befana nella sua calza, cercherà di portare tutto tranne i classici zuccherini. Stavolta ha portato due pensierini, e siccome la mia bimba più grande ha ricevuto diverse cosine da Babbo Natale, allora trovo giusto mettere qualcosa anche per la mia piccolina di 7 mesi.

Per l’occasione ho selezionato qualcosa di semplice ma allo stesso tempo complesso e multiaensoriale come questa palla a forma di spirale con diversi accessori, si chiama: Inspiral – Swirling Ball  di Tiny Love. Al tatto ha una consistenza morbida, perché rivestita di un materiale speciale, rotea su se stessa, ma non è una semplice palla in quanto si può giocare al suo interno che accoglie quattro anellini, in pratica è possibile esplorare il giocattolo dentro e fuori, in una estremità ha un un labirinto di perline. Un piccolo oggettino, ma ricco di attività per lo sviluppo cognitivo e che facilita le capacità motorie.

 

Dulcis in fundo, un altro prodotto Tiny Love, una lampada proiettore musicale, una cosa che ho amato appena l’ ho conosciuta. L’oggetto in questione si chiama Tiny Dreamer  ed è un’ottima idea regalo per tutti i mimmi che amano addormentarsi con una lucina soft e una specifica ninna nanna, perché nonostante abbia già di default alcune ninne nanne al suo interno, contiene un lettore mp3, nel quale potete inserire 35 minuti della musica che preferisce il vostro bimbo.  E poi, che dire del proiettore di stelle? Semplicemente meraviglioso, io e le mie bambine ci incantiamo a vedere le stelle cambiare colore sul muro,  con il dolce accompagnamento musicale. L’atmosfera acquista un po’ di magia e tranquillizza anche noi grandi, che siamo sempre un po’ troppo stressati. Trovo che sia ideale per la nanna, ma anche adatto a rilassare i bambini (e le mamme ?), quando sono sovreccitati. Il Tiny Dreamer,  può essere anche un valido compagno di viaggio per i nostri Mimmi, in quanto facilmente trasportabile, grazie all’apposito laccio.

[/vc_column_text][vc_video link=”https://youtu.be/9tfllzgL6gY” align=”center”][/vc_column][/vc_row]

“Spazio Neo-Mamme” è la bellissima realtà che da qualche settimana a questa parte, ospita il comune di Firenze.
Una grande iniziativa, creata per tutte le donne e i loro bimbi fino ai due anni d’età. Provare per credere. Ho saputo di questo meraviglioso spazio, tramite l’asilo della mia bambina, che informava tutte noi mamme, di questo servizio appena nato. Uno spazio dove effettuare tante attività, per pancione e neo mamme, completamente gratuite. Si, avete capito bene, tutto gratuito. Un’opportunità bellissima, rara ed unica nel suo genere, perché, se è vero che ci sono mille iniziative, corsi per donne in gravidanza e neo mamme, è vero anche che sono tutte a pagamento, e invece questa no, ed è  la cosa più sensazionale.
Lo “Spazio Neo-Mamme” è in via Gioberti n.1 a Firenze, presso il plesso San Giuseppe, stesso posto nel quale durante l’università ho sostenuto qualche esame e lo scritto della mia laurea  in Psicologia, ma questa è un’altra storia. Adesso questo spazio, è stato tutto completamente rinnovato e adibito per essere un centro polifunzionale, fruibile per tutte le neo mamme con mimmi fino al secondo anno d’età.
Questo è un posto creato appositamente per tutte coloro che si misurano o che si misureranno con una nuova realtà, quella di un neonato, piccola creatura che abbiamo aspettato per nove mesi. Perché si sa, la maternità è una situazione meravigliosa senza dubbio,  ma non priva di difficoltà e ostacoli, a volte anche grandi.
Per questo si è voluto creare un luogo nel quale rilassarsi e confrontarsi tra mamme e professionisti del settore, uno spazio accogliente e gratuito per i primi due anni, in cui possiamo godere dei delle diverse attività del centro, incontrando mamme come noi, al fine di creare una rete di supporto e auto-aiuto tra mamme.
Le attività svolte nello “Spazio Neo-Mamme” sono:
  • Yoga prime Mamme
  • Stretching Yoga
  • Gruppi di parola
  • Sportello psico-educativo
  • Tocco massaggio e Baby massage
  • Tempo per l’ascolto
  • Danza Musica e Movimento
  • Consulenza burocratica
Questo di seguito, è un estratto della loro brochure, per farvi capire lo spirito di questo centro appena nato:
La maternità è un’esperienza straordinaria, ma sempre meno, nella nostra società, è sostenuta da una collettività che aiuti le donne ad affrontarne serenamente la sfida. Lo Spazio Neomamme si propone esattamente lo scopo di offrire un rifugio alle donne che, spesso sole, si confrontano con questa meravigliosa e impegnativa fase della propria vita.
Non c’è un protocollo, nell’essere mamma, non esiste uno standard a cui allinearsi, né un modo giusto o uno sbagliato di essere. Per incoraggiare ogni singola madre a cogliere questi aspetti di autonomia e bellezza in un mondo sempre più assoggettato a standard e performance, il personale dello Spazio offre una serie di attività collaterali, oltre naturalmente alla prima fondamentale offerta, che è quella appunto di un luogo di accoglienza.
Il centro nasce dalle nostre esperienze, tutte diverse, di essere donne e madri” spiega Elena De Sanctis, coordinatrice del Centro, “col desiderio di poter condividere un messaggio di libertà circa l’interpretazione dei molteplici aspetti della femminilità”.
Il centro si radica nella storia della rete di scuole Liberi di Educare che, da sempre sensibile alle tematiche legate alla comunità educante, ha ideato il progetto e ottenuto i finanziamenti necessari a garantire la gratuità di tutti i servizi per i primi due anni. Il servizio rientra nel progetto “Bambini: dalla periferia al centro” finanziato dall’impresa sociale Con i bambini.
Le attività Un calendario ricco propone alle mamme varie attività settimanali: dallo yoga ai laboratori creativi, dal baby massaggio alle attività di danza e musica, fino a più specifici momenti di dialogo di gruppo tra mamme e sportello con operatori specializzati, sia per il sostegno all’educazione che meramente per le pratiche burocratiche legate ai primi anni di vita dei piccoli. Oltre a queste iniziative regolarmente cadenzate, un calendario vario e ricco apre di sabato anche ai genitori che hanno bambini più grandi su tematiche divulgative e di più ampio respiro.

Con l’arrivo dell’estate e quindi del gran caldo, è ancora più importante avere delle buone accortezze che mantengono al sicuro i nostri bimbi. I neonati sono più sensibili al caldo rispetto agli adulti. Ma se il bambino più grande può farsi capire in mille modi, parlando o gesticolando,  il neonato no, per questa ragione è necessario capire tutti i segnali che ci ci invia per aiutarlo a rinfrescarsi.  Attenzione agli sbalzi di temperatura, passando da un ambiente all’altro, quelli sono micidiali anche per noi adulti, figuratevi per i neonati.

Ecco alcuni accorgimenti per far fronte alla calura estiva.

ABBIGLIAMENTO

Per esperienza personale, posso dire che noi mamme abbiamo la tendenza a coprire eccessivamente i nostri bambini. Con queste alte temperature, la miglior soluzione è far indossare ai nostri piccoli un semplice bodyno smanicato, senza nient’altro sopra. Per ogni evenienza basterà avere sempre con sé una copertina da culla da mettere ogniqualvolta l’ambiente si raffredda, o si entra in posti con un grande sbalzo di temperatura. Io personalmente mi sono trovata molto bene e vi consiglio le copertine in mussola, tessuto fresco e traspirante a trama larga, capace di far passare l’aria, evitando il rischio di surriscaldamento. La marca è: Aden & Anais, in vendita presso tutti i migliori negozi per la prima infanzia e su Kiddom.

ALIMENTAZIONE

I neonati allattati al seno, grazie alla formula “a richiesta”, non andranno facilmente incontro al rischio di disidratazione, poiché reintegrano liquido al bisogno, trovando nel latte materno la risposta ai loro stimoli, sia di fame che di sete. In giornate particolarmente afose, sarà necessario offrire al piccolo il seno più volte, per essere sicuri che sia ben idratato. Nei primi mesi il neonato viene controllato periodicamente dal pediatra, per valutare la crescita. Se continua a crescere regolarmente e non perde peso, significa che sta prendendo abbastanza latte e non dobbiamo preoccuparci. Un indicatore importante sono anche i pannolini che il bambino sporca, dovrebbero essere almeno 6/7 al giorno, tra pipì e popò.

NANNA

Il caldo estivo può disturbare non poco i nostri bambini, rendendoli più nervosi e facendoli svegliare più volte durante la notte. Per capire la temperatura dei bambini, bisogna controllare la nuca, se questa è calda e sudata, dovremmo raffreddare il piccolo, scoprendolo o portandolo in ambienti più freschi, al contrario se la  nuca è fredda, bisognerà coprirlo. E’ buona abitudine favorire un sonno sicuro per i nostri piccini, avendo alcune accortezze come aerare la cameretta o la vostra stanza, se dorme con voi, e non coprirlo troppo con pigiami pesanti e coperte, ma solo con un bodyno leggero e un lenzuolino di cotone. Per ovviare a tutto questo io ho trovato una soluzione intelligente, perché sicura e igienica. Sto parlando dei prodotti Aerosleep, una marca che sviluppa questi presidi in grado di far dormire sonni sereni a bambini e a genitori.
Io personalmente ho acquistato il coprimaterasso impermeabile, con tessuto a nido d’ape, tecnologia tridimensionale che non si comprime con il peso del bambino, quindi traspirante, igienica e sicura.
E poi dello stesso materiale, il cuscino antisoffocamento, lavabile in lavatrice, con la stessa struttura 3D, che consente al bambino di continuare a respirare anche quando dorme a faccia in giù. In caso di rigurgiti notturni, questa particolare struttura tridimensionale, assorbe i liquidi e trattiene l’umidità, consentendo sicurezza e igiene al tempo stesso. Per maggiori informazioni http://it.aerosleep.com/ anche in queso caso disponibile su Kiddom.

PASSEGGIATE

Portare a spasso i bambini in estate comporta avere alcune accortezze come ad esempio evitare le ore più calde,  privilegiando la prima parte della mattinata e il tardo pomeriggio. L’ideale sarebbe passeggiare nel verde, immersi nella natura, campagna, mare o montagna (per i neonati non sopra i 2000 metri), cerando il più possibile di stare alla larga dal traffico. Nelle ore centrali della giornata è meglio invece rimanere a casa per evitare colpi di calore. 

IN AUTO

Nei tragitti in macchina, specie se un po’ lunghi, i nostri piccoli sono appesantiti dal fastidio della sudorazione, un classico che purtroppo accompagna ogni estate. I vari seggiolini e ovetti, sono imbottiti per garantire maggior sicurezza e comfort, ma d’estate surriscaldano eccessivamente il corpcino dei nostri piccoli, facendoli bagnare di sudore. Oltre al disagio di avere la schiena sudata, il rischio è che si ammalino con uno sbalzo di temperatura una volta usciti di macchina o entrati in un luogo con aria condizionata. Come risolvere? Io personalmente ho risolto grazie a  AeroMoov AirLayer, www.aeromoov.com/it/ copriseggiolino per la mia bambina grande e copriovetto per la mia piccolina. Tutti i prodotti acquistabili su Kiddom.

[vc_row][vc_column][vc_video link=”https://youtu.be/0TkF62JvdnI”][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text]Pitti Bimbo, le ultime tendenze fashion per i più piccoli.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]