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Il Natale è la festività più celebrata nel mondo. Una data, che da sempre genera attesa e gioia in tutti, grandi e piccini. A volte però la realtà è ben diversa da quelli che sono desideri e aspettative. Ci sono persone che in tale ricorrenza,  non hanno di che gioire, o semplicemente  non hanno voglia di festeggiare per svariati motivi, tra cui salute, indigenza economica, solitudine o altre serie ragioni. Basta guardarsi in giro e scendere dal nostro piedistallo di falsità e  indifferenza, per vedere la tanta sofferenza che ci circonda, ma che per  comodità, facciamo finta di non notare.

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Mi chiedete cosa desidero? quali siano i miei desideri… Ecco, i miei unici desideri sono la salute e la felicità,  per le mie bambine, queste due cose, vengono sopra di tutto! Da quando sono diventata mamma, sono molto più sensibile a certe tematiche, specialmente quelle che riguardano i bambini. Tutto ciò che riguarda loro, in generale, mi tocca particolarmente. Addirittura, non posso vedere più alcuni film, né certe pubblicità nelle quali i contenuti riguardano la sofferenza infantile, per qualsiasi causa. Se penso a quanti bambini soffrono nel mondo, per varie ragioni, malattia, indigenza, solitudine, violenze… mi sento male.

L’unico regalo, che vorrei da Babbo Natale, che mi rendo conto essere un sogno utopistico, sarebbe quello di sconfiggere o almeno ridurre più possibile la sofferenza dei bambini. Credo, senza ombra di dubbio, che questo   sia il sogno di ogni mamma, perché quando una mamma vede un bambino soffrire, anche quando non è suo, è la cosa più straziante del mondo.

Perciò, quando c’è la salute e la serenità per i nostri Mimmi, (e i nostri cari) abbiamo  già tutto! Questo è il regalo più bello che possiamo avere. Spesso ci lamentiamo e ci facciamo venire il malumore per stupidaggini, futilità, e questa è la cosa più negativa che possiamo fare. Ho visto persone che hanno molto meno della media, essere più sereni  di gente che ha tutto, e che dovrebbe, sulla carta, ringraziare Dio, ogni minuto che passa. Cerchiamo di godere delle belle cose che si hanno, e di cercare la serenità nelle piccole cose di tutti i giorni, quelle che ci rendono felici.

Buon Natale a tutti e che i Vostri desideri più importanti si avverino.

Essere mamma ti fa scoprire orizzonti sempre nuovi. Ti fa cimentare in cose che prima non sognavi neanche di fare. Come ad esempio la costruzione di giochi artigianali. È questo il caso dei lavoretti hand made, che all’asilo, nel periodo natalizio, fanno confezionare a noi mamme, per il regalo, che Babbo Natale consegnerà ai bimbi. Poveri piccini, ignari di essere i destinatari finali dei nostri esperimenti, a volte anche mal riusciti 😅.
Anno scorso è stata la volta del Bruco. Dovevamo costruire questo animaletto, perché ispirati dalla canzone omonima,  “Diamo la caccia al Bruco”, che è stata il leitmotiv, dello scorso anno.
Per fare il bruco è stato abbastanza semplice, è bastato munirsi di un lungo calzino di lana, senza tallone, e riempirlo con ovatta o imbottitura apposita, fare delle strozzature con del fil di ferro colorato, per delineare il corpo e ornarlo con occhi, bocca e naso, con gli appositi accessori, ed il gioco era fatto.Anche per chi non ha manualità, il bruco è una delle cose più semplici che si possano fare, basta avere il materiale e soprattutto l’utilissima colla a caldo.

Quest’anno le maestre hanno deciso di costruire gli animali della canzone “Walking in the Jungle”.
La cosa si è fatta un po’ più complessa. Sapendo che il tempo, a noi mamme, manca sempre e che la semplicità è la nostra miglior amica, ci hanno dato l’opportunità di scegliere la modalità di esecuzione di questi animaletti. Le possibilità erano principalmente due, una più complessa e l’altra più semplice.

Nella modalità più complessa, ma anche più carina, imbottiti con pannolenci, chiusi con cucitura o colla a caldo, nella modalità più semplice, disegni colorati da applicare sul cartoncino. Indovinate inizialmente io per quale avevo optato? Esatto per il cartoncino.

Poi però ho immaginato che la mia bambina, avrebbe gradito senz’altro di più quelli imbottiti, fatti a pupazzetti, tridimensionali, rispetto a quelli bidimensionali su cartoncino. Ho pensato che sicuramente vedendoli ai compagni avrebbe voluto i pupazzetti e non i semplici disegni. Allora mi sono armata di pazienza, calma e soprattutto di pannolenci, ovatta, ago e filo e mi sono cimentata in questa impresa. So che per molte di voi, questa è una cosa banale e facile, ma per me, che non ho facilità con certe doti artistiche, è stata una bella sfida.Per fortuna, Ambra e Federica, (loro si che sono ganze)  mamme dei compagni della mia bambina, mi hanno prestato il materiale, che ovviamente io non avevo, e così ho iniziato anche io.

La prima cosa è stata ritagliare i cartamodelli degli animali, in special modo, la scimmia, la tigre, il tucano e la rana. Sono questi i protagonisti della canzone.
Una volta ritagliati, si sceglieva il colore del pannolenci e su questo si tracciava con un pennarello la forma del cartamodello per poi ritagliarlo. Poi si procede con il ritagliare le alte forme che daranno la caratteristica forma dell’animale, come occhi, bocca, etc…

A questo punto ci sono due modi, uno più semplice e immediato, l’altro più lungo. Colla a caldo o cucito.

Una volta deciso il metodo di chiusura si procede con inserire l’imbottitura, nel caso della cucitura, come ho fatto io, Ambra, la mia amica tuttofare, mi ha consigliato di cucire metà animaletto, imbottirlo ben bene e poi chiudere la restante parte.

Questo è il risultato. Non siate troppo severe, d’altronde era la prima volta per me, e sul versante cucito, se guardate, ho fatto qualche pasticcio.

Nel video, spiego tutto il procedimento.

Buon lavoro a tutti!!