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“Autodefinisciti con 5 parole”

Wow, bella domanda, non basterebbe una giornata intera per rispondere!
Ecco quello che ho pensato immediatamente dopo che il conduttore mi ha posto questa domanda in diretta tv, l’altro giorno.

Di getto, non pensandoci più di tanto ho risposto: “Naif, estrosa, colorata, audace e insofferente”

La nostra autopercezione è importante perché veicolerà il nostro atteggiamento nei confronti del mondo esterno e di quello interno, dei nostri valori, atteggiamenti e pensieri. Avere una buona percezione di se stessi, è di vitale importanza per la nostra qualità di vita, poiché che ci piaccia o no, dovremmo conviverci per tutta la vita.

COSA E’ L’AUTOPERCEZIONE?

Elisa SergiLa percezione della nostra persona è un costrutto assai complesso, del quale non siamo neanche totalmente consapevoli. Spesso ci imponiamo delle convinzioni, che poi risultano fasulle. A volte abbiamo una percezione erronea di quella che invece è la nostra vera natura, spesso sono anche i desideri degli altri e le etichette che ci affibbiano ci depistano. Se però è vero che potremmo essere sviati dall’immagine che vorremmo avere di noi, dall’idea o meno di perfezione, o da quello che terzi ci vogliono far credere, in realtà le nostre azioni sono più tangibili e veritiere, e rispecchiano maggiormente la nostra vera essenza.

Infatti l’autopercezione è il risultato di quello che vorremmo essere e quello che in realtà siamo. E’ un costrutto in continua evoluzione, frutto di anni e anni di esperienze e di vita vissuta e soprattutto sempre in costante cambiamento.

La cosa che non mi piace e che mi spaventa un po’, è che nella percezione che abbiamo di noi stessi, c’è anche qualcosa di esterno, valutazioni, giudizi, sentimenti altrui, che il più delle volte ci influenzano, senza che davvero ci rappresentino. Infatti capita che l’immagine che gli altri hanno di noi, non sia corretta, né oggettiva, né spassionata,  ma completamente distorta da mille cose come pregiudizi, gelosie, sofferenze, bisogni, che rispecchiano inconsapevolmente nella percezione degli altri.

COME POSSIAMO INTERVENIRE?

Le cose passate, non si possono cambiare, ci devono servire da guida, per capire dove abbiamo fatto bene e dove invece ci sia bisogno di migliorare. Infatti se sul passato non possiamo agire, possiamo farlo per il nostro presente per cercare di migliorare il nostro futuro. Come fare? Sappiate che non è un percorso semplice, occorre molta pazienza e tanta conoscenza di sé. La prima cosa da fare è cercare di capire e approfondire quali siano le nostre convinzioni legate a noi stesse. In poche parole: CONSAPEVOLEZZA. Quello che in psicologia si chiama insight.
Quali sono le nostre idee, le nostre convinzioni sulla nostra persona? Sembra semplice vero? Beh provateci… io ancora qualche dubbio ce l’ho!!
Una volta approfondito questo step, provate a capire se intorno alla nostra persona ci sono sensazioni positive ma soprattutto negative in grado di condizionare la nostra percezione. Sicuramente qualcosa troverete. Tutti e dico tutti, abbiamo vari spauracchi che ci impediscono di vedere le cose nella loro chiarezza più totale. Affrontarli e riconoscerli è già un gran passo.

LE 5 AREE PER L’AUTOPERCEZIONE

  • FAMILIARE
  • SOCIALE
  • PROFESSIONALE/scolastico
  • ESTETICA/corporea
  • INTELLETTIVO/culturale

Ogni aspetto della nostra autopercezione è inserito in una di queste 5 aree. Il nostro temperamento è importante e può influenzare la visione che abbiamo di noi stessi, in queste diverse aree.
Se siamo persone positive, tenderemo ad avere visioni altrettanto positive, se al contrario tendiamo ad essere pessimisti o negativi, vedremo tutto offuscato da tale atteggiamento. In questo caso, sarebbe il caso di intervenire in qualche modo al fine di correggere tale visione. L’importante è sempre e comunque in primis, la qualità di vita, e se l’autopercezione di noi stessi non è buona, è sintomo che qualcosa non va.
L’obiettivo finale dovrebbe essere sempre quello di migliorare la nostra vita, perciò possiamo iniziare dal migliorare la visione che abbiamo di noi stessi.

LA PROFEZIA CHE SI AUTOAVVERA

L’idea che ci siamo fatti di noi stessi, è molto importante perché condiziona tutto il nostro comportamento. In psicologia, questa specie di formula magica (e vi assicuro che lo è!) è chiamata:  Profezia che si autoavvera. Quando una persona affronta le cose in maniera propositiva, abbracciando una filosofia di vita il più serena possibile, è molto proababile che il suo percorso sia pieno di positività.  Viceversa è anche vero il contrario, ovvero, quando si affrontano le cose in maniera pessimistica, spesso non si scappa da tale circolo vizioso negativo. La paura del fallimento, con una rimuginazione continua, non porterà ad altro che al fallimento stesso. In pratica i nostri atteggiamenti confermano l’idea che abbiamo di noi stessi e delle cose che ci approcciamo a fare. Il mio temperamento solare e positivo è dovuto all’autopercezione che ho di me stessa e a una sorta di scaramantica profezia che si autoadempie, capace di far avverare tutte (o quasi) le cose che desidero fortemente. 

COME FARE?

Elisa SergiOvviamente tutti noi abbiamo lati oscuri, insicurezze e aspetti negativi. La chiave di volta a mio avviso è cercare di non badarci troppo, provando a non soffermarsi su questi aspetti che sono nocivi e basta. Li abbiamo sì, li riconosciamo e li accettiamo, ma la cosa migliore sarebbe non attribuirgli troppa importanza. Anche perché ci saranno sempre persone che ingigantiranno i nostri lati negativi, per mille ragioni, però lasciamo che questo rimanga un loro problema e non nostro.

Un’altra strategia secondo me è quella di non farsi scoraggiare dai nostri momenti di down, ovvero tutte quelle situazioni in cui ci sentiamo giù per vari motivi, e tendiamo spesso a interpretare tutto negativamente adagiandosi in un alone di pessimismo. Il bello e il cattivo tempo, non dura tutto il tempo, come diceva un saggio di cui non ricordo il nome.

Focalizzarsi solo su aspetti negativi, spesso ci fa trascurare altri aspetti assai più importanti e positivi di noi stessi. Inoltre fossilizzarsi su eventi non positivi, mettendoli al centro dell’attenzione, ci pone a ingigantire situazioni passeggere che spesso si risolvono prima del previsto.

INFINE RICORDIAMOCI

Elisa SergiNon esiste per fortuna solo il bianco e il nero, ma ci sono tantissime sfumature di colori, dai più accesi ai più tenui…è solo una questione di punti di vista.

La visione che noi abbiamo del mondo, costruisce la nostra realtà, influenzando tutto ciò che ci circonda, specie emozioni, rapporti, azioni e perciò anche gli altri. L’indole non si cambia è vero, c’è chi nasce ottimista e chi pessimista di natura, quello che si può fare è cercare di vivere al meglio, curando il più possibile la qualità della nostra vita e delle nostre relazioni. Questo passa anche dalla percezione che abbiamo di noi stessi. Perciò lavorare su questo aspetto a mio avviso è fondamentale.  Curare autostima e autoefficacia è la chiave dei nostri successi nelle diverse aree della nostra vita.

E voi avete qualche startegia che mettete in pratica per migliorare la vostra qualità di vita?

E’ tornato come sempre a gennaio, l’appuntamento fiorentino più glamour dell’anno, Pitti Immagine Uomo, giunto alla sua 97° edizione. Dal 7 al 10 gennaio alla Fortezza da Basso di Firenze.
Questa kermesse regala alla mia città, una settimana dedicata alle tendenze, al business e al colore legato al mondo del fashion e del beauty.

IL MIO VIDEO

Cos’è per me Pitti Uomo?

Appuntamento immancabile per tutti i fashion addicted e per tutti i mondani che vogliono sfoggiare se stessi e le loro creazioni. Adoro questa manifestazione che da sempre mi regala, divertimento, spunti e adesso tanti contenuti per i miei canali web. Quando ero più piccola, il Pitti rappresentava una ghiotta occasione lavorativa, nella quale potevo mettermi in tasca qualche soldino, grazie al lavoro di modella. I giorni della fiera erano contraddistinti anche da serate divertenti con le amiche in giro per le feste. Quanti ricordi divertenti!!! Erano gli anni dell’università, in cui puntualmente i giorni del Pitti, coincidevano sempre, o quasi, con le sessioni estive e invernali degli esami finali. La cosiddetta “Legge di Murphy”.  In quelle caotiche settimane, non volendo rinunciare a niente, spesso facevo salti mortali, cercando di far coincidere tutto, il più delle volte, riuscendoci fortunatamente.

Pitti Immagine Uomo 97°

Elisa Sergi pitti blogQuest’anno se devo essere sincera, ho notato un clima più sommesso, leggermente ridimensionato, rispetto agli anni scorsi, quasi ci sia una voglia di “normalità”, (parola che non sopporto) o “sobrietà”, insomma un mood lievemente sottotono per gli standard del Pitti. Forse un ritorno ad un concetto di eleganza senza troppe forzature, né stranezze, né eccentricità estreme. Anche tra i più assidui frequentatori della manifestazione, ho riscontrato più sobrietà, anche se la caccia al fotografo è ovviamente sempre in voga.

In effetti tutto ciò non mi stupisce, basta guardarsi intorno, leggere i giornali, vedere un TG o anche leggere le news dell’iPhone, per capire che il clima nazionale (e mondiale) non è sereno. Crisi socio-politico-economico, disastri ambientali, situazioni catastrofiche a livello politico, insomma un grande caos…nel quale ogni settore vacilla, moda compresa.

Il primo giorno, non ho visto molta affluenza, anche se il boom di visite si registra solitamente nella seconda giornata. Mi è sembrato un Pitti dall’inizio un po’ rallentato, che faceva fatica a prendere il via. Girellando tra gli stand, non ho potuto fare a meno di notare che l’affluenza rispetto agli anni scorsi, era assai ridotta. Qualche ingenuo ha ipotizzato a causa del pungente freddo che ha abbracciato Firenze in questi giorni, ma i più informati  sanno che la mancanza di alcuni buyer russi, è da attribuirsi alla concomitanza del Natale celebrato dagli ortodossi. In effetti non mi spiego il perché è stata scelta tale data, anticipando il tutto. Se non ricordo male ogni“winter” Pitti si svolgeva intorno alla metà di gennaio, dal 13 in poi.

SHOW YOUR FLAG at Pitti Uomo

Elisa Sergi pitti uomo blogMostra la tua bandiera, Show Your Flag, questo è il tema dell’edizione 97. Argomenti importanti quelli che vogliono veicolare l’art director Angelo Figus e il set design di Alessandro Moradei. La volontà è quella di celebrare il tessuto, che si libra nell’aria, con un movimento che ricorda appunto quello delle bandiere. Esse infatti rappresentano appartenenza e il valore intrinseco del legame. Messaggi positivi legati alla consapevolezza che ognuno possa essere bandiera di se stesso e dei valori in cui crede.  In tutto questo scenario si colloca il tema della sostenibilità ambientale, tematica sempre più urgente e impellente, alla quale non possiamo non pensare. Sono molti i brand che quest’anno presentano una stagione green legata all’ambiente e al riciclo. Per la prima volta al salone è nata una nuova area dedicata a questo aspetto, Think Greenfocalizzata proprio su aspetti legati all’eco-design e all’eco-retail. Inoltre per la prima volta il Pitti ospita Reflections, spazio dedicato alla condivisione di idee e al confronto tra persone, stilisti, protagonisti della moda e non solo, che debutta con il concept Land Flag: From Waste to New Materials, ovvero una vera e propria riflessione sui consumi, sul riciclo e sulla seconda vita di ogni materiale, plastica compresa.

Per leggere l'articolo della precedente edizione del Pitti Uomo, leggi qui.
Per vedere il video della scorsa stagione, clicca qui.

EVENTI Pitti Uomo

Come sempre Pitti è sinonimo di Eventi, sia durante la giornata, sia in serata. Ecco i principali appuntamenti di questa 97° edizione.

75 anni di Brioni, firma di lusso della moda maschile che proprio a Firenze nel 1952 è stata protagonista della prima sfilata di moda maschile della storia, ospitata nella Sala Bianca di Palazzo Pitti. La nuova collezione della griffe viene presentata nel giorno di inaugurazione della manifestazione, il 7 gennaio, con un’installazione curata da Olivier Saillard a Palazzo Gerini (dalle ore 17.00 in poi, su invito).

Lo spazio della Dogana, in via Valfonda, è la location della mostra fotografica Human Landscapes, un viaggio on the road compiuto negli Stati Uniti dal fotografo britannico James Mollison per Blauer. L’evento e espositivo, curato da a Felice Limosani, viene inaugurato martedì 7 gennaio alle ore 16 su invito e poi è aperto al pubblico da mercoledì 8 gennaio fino a venerdì 10 gennaio, dalle ore 10 alle ore 18. Sempre alla Dogana di Firenze, Woolrich celebra i suoi 190 anni l’8 e 9 gennaio con “The Ultimate Woolrich Experience”, installazione su 3 ambienti nella quale viene anche presentata la Woolrich Arctic Capsule, tributo all’evoluzione dell’Arctic Parka.

Elisa Sergi pitti uomoDentro la Fortezza da Basso, nei 4 giorni di Pitti Uomo il Lyceum, diventa un luogo di confronto con il pubblico per gli incontri di Land Flag: From Waste to New Materials, una serie di conversazioni curate da Angela Rui. Questi gli ospiti: l’esploratore e performance coach Alex Bellini, la direttrice del MAAT di Lisbona Beatrice Leanza, il fisico e astronomo Fabio Peri, la  direttrice di Wallet Magazine Elise By Olsen, la direttrice del Center for Micro-BioRobotics Barbara Mazzolai, il pianista e compositore Vittorio Cosma.

Durante la kermesse sono previsti eventi speciali organizzati da famosi brand per presentare le loro ultime collezioni con veri e propri defilé. Si va da Jil Sander, con il fashion show nel complesso di Santa Maria Novella, allo sportswear di Sergio Tacchini protagonista nella serra del Roster, dal debutto sulle passerelle di K-Way,(Palazzo della Borsa Valori) al designer Stefano Pilati alla Stazione Leopolda.

Il 7 gennaio Brunello Cucinelli organizza una cena nel Teatro della Pergola. Il British Institute ospita il cocktail organizzato per The Campaign for Wool con tanto di messaggio del principe Carlo.
Al cinema Odeon, c’è la festa di Supe Design, mentre Antony Morato ha scelto l’Audiorium di Santo Stefano al Ponte per il suo party.

L’8 gennaio Roy Rogers inaugura il nuovo store in via della Vigna Nuova. Sempre giovedì Esquire Italia organizza un cocktail party al Ralais Santa Croce; i Bowland e dj Tommy Vee sono protagonisti all’Auditorium di Santo Stefano al Ponte per il party di BePositive; all’hotel Lungarno 4 aziende interpretano il tessuto H.O.P.E. di Vitale Barberis Canonico realizzando prodotti sostenibili, il tutto accompagnato da cocktail party e dj set.

Il 9 gennaio 2020: Canali presenta la sua collezione al Cinema Odeon.
Al Four Seasons si tiene uno showcase sull’eccellenza sartoriale con i brand selezionati da Alex Dordevic di DeGorsi.”

Questo virgolettato, riguardante gli eventi del Pitti Uomo, è stato estrapolato da: Ilreporter.it

Per leggere l'articolo della precedente edizione del Pitti Uomo, leggi qui.
Per vedere il video della scorsa stagione, clicca qui.

Per leggere l'articolo della precedente edizione del Pitti Uomo, leggi qui.
Per vedere il video della scorsa stagione, clicca qui.

Buon Natale carissimi amici, vi riscrivo il pensiero dell’anno scorso, perché reputo che sia sempre attuale.

Il Natale è la festività più celebrata nel mondo. Una data, che da sempre genera attesa e gioia in tutti, grandi e piccini. A volte però la realtà è ben diversa da quelli che sono desideri e aspettative. Ci sono persone che in tale ricorrenza,  non hanno di che gioire, o semplicemente  non hanno voglia di festeggiare per svariati motivi, tra cui salute, indigenza economica, solitudine o altre serie ragioni. Basta guardarsi in giro e scendere dal nostro piedistallo di falsità e  indifferenza, per vedere la tanta sofferenza che ci circonda, ma che per  comodità, facciamo finta di non notare.

Mi chiedete cosa desidero? quali siano i miei desideri… Ecco, i miei unici desideri sono la salute e la felicità,  per le mie bambine, queste due cose, vengono sopra di tutto! Da quando sono diventata mamma, sono molto più sensibile a certe tematiche, specialmente quelle che riguardano i bambini. Tutto ciò che riguarda loro, in generale, mi tocca particolarmente. Addirittura, non posso vedere più alcuni film, né certe pubblicità nelle quali i contenuti riguardano la sofferenza infantile, per qualsiasi causa. Se penso a quanti bambini soffrono nel mondo, per varie ragioni, malattia, indigenza, solitudine, violenze… mi sento male.

L’unico regalo, che vorrei da Babbo Natale, che mi rendo conto essere un sogno utopistico, sarebbe quello di sconfiggere o almeno ridurre più possibile la sofferenza dei bambini. Credo, senza ombra di dubbio, che questo   sia il sogno di ogni mamma, perché quando una mamma vede un bambino soffrire, anche quando non è suo, è la cosa più straziante del mondo.

Perciò, quando c’è la salute e la serenità per i nostri Mimmi, (e i nostri cari) abbiamo  già tutto! Questo è il regalo più bello che possiamo avere. Spesso ci lamentiamo e ci facciamo venire il malumore per stupidaggini, futilità, e questa è la cosa più negativa che possiamo fare. Ho visto persone che hanno molto meno della media, essere più sereni  di gente che ha tutto, e che dovrebbe, sulla carta, ringraziare Dio, ogni minuto che passa. Cerchiamo di godere delle belle cose che si hanno, e di cercare la serenità nelle piccole cose di tutti i giorni, quelle che ci rendono felici.

Buon Natale a tutti e che i Vostri desideri più importanti si avverino.

Ci siamo quasi… Babbo Natale sta per arrivare, e i bambini frementi aspettano il 25 per scartare i regali sotto l’albero.

A dicembre, ma forse anche prima, inizia il grattacapo per noi genitori dell’acquisto giocattoli per le nostre creature. Perciò nel caso in cui ancora non aveste provveduto a tale incombenza, ecco la lista di quelli che sono i miei regali per bambini prediletti. Spero che tra questi 10 ce ne sia almeno qualcuno di vostro gradimento.

– TOP 1O –
Regali per bambini

    1. Adoro i giochi HEADU. Sono tanti per tutti i gusti. Tutti super educativi      
    2. Le prime lettrine per iniziare a visualizzare le parole. HEADU, gioco top      
    3. Una bella mini cucina in legno, per stimolare la fantasia ai fornelli.              
    4. Librini interattivi animati, ottimi per  la loro fantasia e curiosità.                  
    5. Costruzioni Lego classici, anche se adesso ce ne sono di ogni tipologia.    
    6. Blocchi di forme magnetiche, con i quali si possono creare molte cose.    
    7. Bicicletta con rotelle, in caso non l’aveste già acquistata.                                
    8. Il mitico monopattino, per me acquisto migliore non c’è stato!!!                   
    9. Puzzle in legno magnetici con più di 100 pezzi, ideali dai 3 anni in su.        
    10. Un Puzzle che allena la mente, con esercizi di logica. Sempre di HEADU.                                     

Dai 3 ai  4 anni

Un’idea eccellente sono tutti quei giochi in legno che stimolano la fantasia, replicando la vita di tutti i giorni.
I bambini ad esempio adorano giocare ad imitare i “grandi” e si divertono molto a stabilire dei ruoli, interagendo tra loro.  Infatti nella mia TOP 10 dei regali per bambini per questo Natale, c’è la cucina, da sempre molto apprezzata dai bambini, con i suoi tanti accessori, pentole, pentoline, utensili e ortaggi in legno. 

Un’ altra idea intelligente per quanto riguarda i regali per bambini è il set pulizia.  Scopa e paletta, vere ma in formato mini, vi stupirete di quanto i bambini adorino pulire… è indirettamente proporzionale a noi mamme ?!

E poi un classico… i librini. Al giorno d’oggi ce ne sono davvero tanti, super interattivi, animati e molto stimolanti. Nella mia TOP 10 ne ho messo uno come esempio sull’aeroporto. Andate a dare un’occhiata anche agli altri!

Dai 4 ai 5/6 anni

Questa è la classica età prescolare. Qui vi potete sbizzarrire con le classiche letterine colorate e i relativi numeri. Anche la pasta modellabile, come il Didò o il Das, sono ottimi giochi con cui far divertire i nostri bambini.
Un consiglio: non abbiate fretta di insegnare al vostro bambino le nozioni scolastiche, come la lettura, il calcolo e tutte quelle cose di pertinenza della scuola elementare… io credo che sia molto più importante che il bambino si diverta, giochi ed esplori le sue capacità cognitive-emotive senza precorrere i tempi. Avrà tutta la vita e soprattutto le imminenti elementari che gli faranno apprendere tutte le nozioni del caso.

Riflessione “Montessoriana” sui regali per bambini

E’ vero, io sono proprio alla vecchia maniera, ormai è appurato e consolidato. Per me, per la mia formazione e per la mia esperienza, credo fermamente, che troppi giochi, troppi stimoli, siano controproducenti per il bambino. Anche i regali per Natale, meglio puntare sulla qualità, piuttosto sulla quantità, ormai questo concetto ve l’ho girato in tutte le salse, ho scritto anche un articolo su questo argomento. (leggi qui)

Sono fermamente convinta che una giusta quantità di giochi sia più che sufficiente per un bambino. Cioè tra il più e il meno, io opterei per il meno, sia per un discorso educativo, sia per un discorso di stimoli. Ormai infatti, e tutte le mamme mi possono dare ragione su questo, è appurato che un bambino è attratto molto di più da oggetti di uso quotidiano che normalmente abbiamo in casa, che da giocattoli interattivi e super tecnologici, con mille pulsanti, lucine, suonini, voci e quant’altro. Ma allora, perché riempirsi la casa di giocattoli super moderni, dell’ultimo grido, costosi e del tutto inutili? Andatelo a spiegare a mio marito! 

In più noi abbiamo la fortuna di avere un cuginetto, che ci passa tutti i giocattoli (e librini), perciò non vedo proprio l’utilità di comprarne sempre di nuovi…non credo che comprare costantemente giochi ad un bambino, seppur stimolanti e interattivi, sia una scelta saggia. Il mio obiettivo è far crescere le mie bambine, forti, indipendenti, autonome e libere da schemi mentali autolimitanti, perciò credo che viziarle con mille giochi, assecondando una mentalità consumistica, non sia la chiave per questo mio intento. Puntualmente mi ritrovo sempre circondata da persone, che la pensano in maniera completamente opposta.

Giocare significa esplorare, curiosare e conoscere. Ogni volta che vogliamo giocare con i nostri figli, basta che ci guardiamo introno, che  ci sono mille stimoli per trasformare ogni oggetto in un momento avventura. Tanti sono i giochi che potenzialmente si possono fare in casa. Pensate alla cucina e ai suoi utensili.

 

Perché per i regali di Natale è meglio puntare sulla qualità

Tu mamma preferisci far scartare al tuo bambino tantissimi regali di natale, pacchi e pacchettini o far scartare solo un dono?

Io, sono dell’idea che meno regali di natale ci sono sotto l’albero e meglio è per i nostri bambini. Infatti, secondo il mio punto di vista (non solo il mio), che è avvallato dalla comunità di pedagogisti e psicologi infantili, sommergere i bambini di regali da scartare, non è un’azione molto educativa. E in questo articolo sono pronta a spiegarvi il perché.

ADDIO CREATIVITA’

Secondo vari studi pubblicati in letteratura, esagerare con i regali di natale è altamente sconsigliato, in quanto il rischio non è solo che i regali non vengano apprezzati e lasciati da una parte,  ma è anche quello di compromettere la creatività del bambino.

Riempire la camera di giochi, magari anche poco stimolanti, come peluche o altri oggetti poco usati, fa crescere nel bambino la mentalità consumistica, usa e getta, che è assolutamente controproducente su diversi fronti. Le camerette che si vedono, sono quelle di bambini, saturi di qualsiasi gioco sul mercato, anche il più banale e inutile, sono infatti tutti oggetti che non verranno presi in considerazione dal bambino, che sicuramente si diverte di più aprendo il cassetto di cucina e giocando con gli utensili per cucinare. Questa è la mia esperienza e quella di tante mamme come me per quanto riguarda i regali di natale.

MA COSA E’ LA  CREATIVITA’ ?

Creatività è un termine che indica genericamente l’arte o la capacità cognitiva della mente di creare e inventare; tuttavia esso può prestarsi a numerose interpretazioni e significati.
«La creatività è un tentativo di risolvere un conflitto generato da pulsioni istintive biologiche non scaricate, perciò i desideri insoddisfatti sono la forza motrice della fantasia ed alimentano i sogni notturni e quelli a occhi aperti.»
(Sigmund Freud)
«La creatività non è altro che un’intelligenza che si diverte.»
(Albert Einstein)
«La creatività è mettere in connessione le cose…»
(Steve Jobs)

tratto da WIKIPEDIA 

Un altro aforisma sulla creatività di Einstein che mi piace è questo: “La creativitànon è altro che intelligenza che si diverte”. Non è una stanza piena di giochi che è in grado di sviluppare la creatività di un bambino, anzi…

Uno studio molto interessante pubblicato da Infant Behavior and Development, presso l’Università di Toledo ha dimostrato che avere un numero minore di oggetti a disposizione, sviluppa maggiormente la creatività. In questo caso il bambino,  sarebbe più stimolato a provare ogni possibile uso di quel determinato oggetto, piuttosto che averne tanti a disposizione. Anche i giochi super interattivi, con luci, suoni e colori, non andrebbero bene, a quanto pare. Quindi comprare sempre nuovi giochi, in questo caso regali di natale, non è una strategia vincente nello sviluppare la creatività del bambino. Infatti i bambini, contrariamente a noi adulti, non hanno il concetto “nuovo meglio del vecchio”. Per un bambino, un gioco consumato, alterato o rotto non è un articolo da cestinare, loro non hanno questo concetto, ma piuttosto lo vedono come una cosa che cambia, mutando nella forma e nel colore e aprendo a innumerevoli possibilità di scoperta.

RITORNO AL PASSATO

Dopo il boom degli anni 80-90 dei giochi in plastica, interattivi con luci e suoni, i vecchi giocattoli sono stati archiviati, perché si pensava superati e datati, non più adatti a stimolare la fervida mente del bambino. Perciò il trend dei regali di Natale subì una forte svolta. Oggi giorno abbiamo scoperto che non è affatto così, anzi potremmo dire che è il contrario. I classici giochi di legno, o le costruzioni ad esempio, sono ausili utilissimi per stimolare la fantasia e la creatività. Ci sono prove tangibili che essi possono rappresentare validi ausili per accrescere le competenze dei nostri bambini, e questo a discapito di tanti giochi considerati super stimolanti, ma che in realtà, lasciano il tempo che trovano.

POCHI GIOCHI PER VOLTA

Dice ci sia ancora la crisi, ma girovagando per il centro di Firenze, non ho potuto fare a meno di notare innumerevoli persone con pacchetti, pacchettini e shopper, usciti dai numerosi negozi. Gli store di giocattoli in cui sono entrata, erano sempre pieni, con tanto di coda alle casse, il che vuol dire, che anche in tempo di crisi, i genitori, spendono ugualmente in regali di natale per i loro bambini. Ed è giusto così, basta non esagerare e non farsi prendere la mano.

Tutti coloro che sono a favore della quantità, non capiscono che ricevendo tanti regali di Natale, il bambino finisce inevitabilmente per sentirsi sovrastimolato, conseguentemente perderà interesse verso la maggior parte dei doni, anche se apprezzati e desiderati da tempo.

La scelta migliore sarebbe quella di dilazionarli nel tempo, quindi non solo per Natale ma per il compleanno e magari per qualche altra ricorrenza speciale o per premiarlo saltuariamente quando è stato bravo.

Con un numero di giochi limitato, ogni bambino così riesce in maniera ottimale a stabilire una relazione con l’oggetto, sfruttandone ogni suo uso.

L’ ETA’ CONTA

A seconda dell’età, il bambino può mostrare diversi interessi piuttosto che altri. L’importante è che il gioco sia pensato in base all’età del bambino. Un bambino può mostrare interesse nel corso degli anni ad oggetti a cui è affezionato, anche se man mano che cresce avrà nuovi stimoli in base all’età. E’ giusto e sacrosanto che il bambino abbia una lista di desideri, quello che mi sento di consigliare è di non esaudire tutte le sue richieste in una volta sola, tipo a Natale, ma esaurirle, se possibile, con il passare del tempo. I giochi richiesti, e un po’ agognati nel tempo, saranno sicuramente più apprezzati una volta che li riceverà.

Concludo affermando con forza che troppi giochi acquistati non siano un bene per il bambino, poiché possano limitare le grandi potenzialità in termini di creatività. La fantasia e la creatività viene stimolata di più con giochi autoprodotti in autonomia. Perciò anche per i regali di Natale, spazio alla fantasia e al fai-da-te.

Per tutti i colori che volessero prendere qualche spunto per qualche idea regalo per questo Natale, ecco il mio articolo riguardo alle IDEE REGALO per adulti. (leggi qui)

Ci siamo, tutti pronti a preparare gli addobbi natalizi, ma soprattutto lui, l’oggetto cult di ogni Natale che si rispetti, l’albero di Natale. Si, perché con l’arrivo di dicembre, in certi paesi anche prima, siamo in piena aria natalizia, con tutto quello che comporta.

 – LA MAGIA DEL NATALE –

ALBERO VERO o FINTO ?

La prima cosa è capire se vogliamo optare per l’albero di Natale vero o finto. Io mi sono imposta con mio marito e così finalmente abbiamo l’albero di Natale, finto. Se è vero che l’albero di Natale reale, emana un buonissimo profumo di abete, l’idea che dopo il nostro utilizzo possa morire, mi rattrista un po’. Perciò ho deciso di spendere un po’ di più per un albero di Natale artificiale in grado di durare nel tempo. Una scelta che possa essere anche  ecologica con uno sguardo all’ambiente. Certo, la scelta migliore sarebbe stata quella di scegliere un albero di serra, coltivato da un agricoltore di fiducia, magari vicino casa, così anche a Km 0, che successivamente avremmo avuto cura di piantare e coltivare.  Se però non abitiamo in campagna, o in un luogo con un ampio giardino, questo risulta un po’ difficile. Inoltre dobbiamo tenere in considerazione, che non tutti gli habitat vanno bene per il nostro povero alberello. Una buona idea che ho visto non ricordo dove, è quella di creare nella città, un punto di raccolta alberi natalizi, nel quale coltivatori esperti se ne prendono cura, piantandoli e magari riutilizzandoli per gli anni successivi.

IKEA ormai già da qualche anno, aiuta l'ambiente con questa speciale iniziativa (leggi qui). 
Se non volete rinunciare ad avere l'albero vero, sicuramente il mio consiglio è quello di prenderlo IKEA.
Per maggiori info, ecco il rimando al sito IKEA

LE DIMENSIONI CONTANO

Eh si amici miei, le dimensioni contano, eccome se contano! Ma cosa avete capito?? Sto parlando ancora dell’albero di Natale. ?
Le dimensioni sono ovviamente a vostra discrezione, anche perché oltre ai vostri gusti, che possono essere gradevolmente estrosi, dovrete fare i conti con gli spazi della vostra casa. Se la vostra abitazione non è grandissima, è chiaro che non sarà possibile o almeno auspicabile optare per un albero di Natale enorme. In quel caso bisogna ridimensionare le prospettive al fine di non strafare. Se invece avete una casa stile “piazza d’armi”, cioè mediamente grande, potrete sbizzarrirvi con tutte le dimensioni che vorrete…per i più audaci, potreste anche farne più di uno, in quel caso… imbocca al lupo!

?- TOP 10 -?
ADDOBBI ALBERO DI NATALE

  1. La prima cosa da fare è acquistare le lucine! Senza lucine, non è Natale. Meglio scegliere le fantastiche lucine a LED, perché sicure, economiche e certamente più luminose delle lampadine a incandescenza, ormai attempate e old style. Per quanto riguarda la quantità, dipende dai vostri gusti, Ma quante ne servono? Al di là dei gusti personali, più luci ci sono, più l’albero risulterà bello. Fate un po’ i vostri calcoli, e non abbiate paura di osare, in fin dei conti è Natale una volta all’anno. Ecco mentre scrivo ciò, sto pensando che al mio albero di Natale, non starebbero male altre lucine, perciò comprerò su Amazon queste qui

  2. Una volta acquistata una valanga di lucine, adesso non rimane altro che posizionarle sul nostro alberello. Principalmente esistono due metodi che ci consentono di metterle a modino. Un metodo consiste nell’impiego di due serie di lucine, una posizionata verso l’interno dell’albero e una montata sui rami esterni. Il  secondo metodo è quello, per chi avesse solo un filo di lucine, che consiste nel farlo girare lungo i rami specie vicino alle palle, o alle decorazioni più belle, per impreziosirle ancora di più. Un ultimo trucco può essere quello di nascondere il filo verde all’interno, così da avere l’effetto solo del luccichio delle lampadine.
  3. Una cosa che sicuramente tutti tralasciano, o almeno a cui danno poca importanza, (io compresa), è la base dell’albero. Che abbiate un albero vero o finto, dovete tener conto che sarebbe opportuno addobbare, ricoprire, abbellire o rendere presentabile, la parte inferiore del vostro albero. I metodi a cui possiamo ricorrere sono diversi, a seconda della vostra base. Stoffe, pacchetti e pacchettini (anche finti), vasi decorati, insomma date libero sfogo alla vostra fantasia e alla vostra creatività.
  4. Gli addobbi da appendere, che siano palle, cuori, stelle, angeli, o altre decorazioni, l’effetto finale è quello che conta. Il “Bon Ton” recita che le palle più grandi vadano posizionate sotto nei rami più grandi e le piccole in alto, io penso che sia del tutto irrilevante, perché l’effetto finale è quello che conta.
  5.  Un trucco importante come ho già detto, per far risaltare al meglio le decorazioni natalizie è quello di mettere le lucine vicine alle palle di natale.
  6. Siamo arrivati all’argomento “puntale” ovvero alla cima dell’albero.  Il classico puntale dell’albero di Natale è quello che finisce a punta, a me non piace più, lo trovo alquanto datato e obsoleto. E pensare che mi piaceva tanto da piccola, quella specie di freccia a puntava in alto, adesso non lo posso proprio vedere! Il puntale a questo punto, può essere quello che desiderate, una stella, un angelo, una foto attaccata con una molletta, qualsiasi cosa. Spazio alla fantasia. 
  7. Se, come me, avete optato per un albero di Natale artificiale, per varie ragioni, tra cui quella ecologica, ecco allora abbiatene cura, affinché duri a lungo. La maggior parte del tempo infatti, il nostro alberello finto, riposerà in cantina, per questo dategli un’ubicazione distesa, il più possibile lontana da umidità e polvere.  Abbiate cura di chiuderlo con un sacchetto o meglio ancora nel suo originale imballaggio in cartone.
  8. Se il nostro magico alberello artificiale, è un po’ rovinato, non al massimo della forma, ma non vi sentite di buttarlo, sottostando al consumismo acquistandone un altro, allora datevi da fare, e rimettetelo in sesto! In commercio ci sono molte decorazioni verdi, finto fogliame o addobbi che sicuramente potrebbero fare al caso vostro. Sbizzaritevi come più vi piace.
  9. Se non avete abbastanza spazio per un albero di Natale vero o finto che sia, beh non abbattetevi, perché in commercio ci sono altrettante soluzioni carine, tipo alberelli stilizzati di ogni dimensione e stile. Ce ne sono davvero molti, di ogni materiale e misura. Se amate il fai da te o siete esperti di bricolage, sono sicura che riuscirete da soli a realizzare un bellissimo e unico alberello, secondo i vostri gusti e le vostre necessità.
  10. Spazio alla creatività e non abbiate paura di esagerare…la sobrietà non è la strada giusta.

    E se gli addobbi sono tutti diversi?

    Sappiate che non c’è limite alla fantasia! Sul nostro albero di Natale può andare d i tutto! A maggior ragione se sono palline o decori con un particolare legame affettivo, magari tramandati di famiglia in famiglia, o comprati in momenti speciali e significativi della vostra vita. In questo caso si raccomanda solo l’unica accortezza di inserire una decorazione che rimanga abbastanza neutra, da distribuire omogeneamente nell’albero, in mezzo agli altri addobbi, in modo da creare una specie di continuità.

    BUON NATALE

Black Friday mania

Eccoci siete pronti? Sta arrivando il tanto atteso Black Friday.

Ormai conosciamo tutti o quasi, le strategie commerciali che stanno dietro al Black Friday, io stessa conosco molto bene la psicologia del marketing, con tutti i suoi strumenti altamente persuasivi.
La domanda a questo punto, mi sorge spontanea. Siamo sicuri che una volta conosciute tutte le strategie dietro a tale fenomeno, poi rimarremmo davvero  immuni, non cadendo in acquisti compulsivi?
Possiamo forse fare a meno di caderci dentro, “con tutte le scarpe”?

La mia risposta è: NO, certo che no. ! Io ne sono la prova. Consapevole e conscia di tutti questi meccanismi psicologici inerenti al marketing, mi faccio dolcemente tentare e sicueramente abbindolare da tale fenomeno, della serie…praticare bene e razzolare male.
Eh si, anche i più scaltri, i più furbi, coloro che non temono di finire nella rete delle strategie commerciali, cadono inevitabilmente come pere cotte, anzi più sono sicuri e più diventano preda dei raggiri commerciali legati a questo week end folle di spese e corse all’ultimo saldo.

Un fenomeno che da qualche anno a questa parte ci ha costretti ad acquistare molto più del dovuto, più del necessario, strizzando l’occhio al superfluo grazie a meccanismi psicologici subdoli e super persuasivi.

Ma cosa c’è dietro al Black Friday?

STRATEGIE PSICOLGICHE

Fenomeno inizialmente nato in America, presto si è allargato a tutti gli stati, quando i grandi esperti di mercato, fiutando l’ingente potenziale di enorme portata, decisero di internazionalizzare tale ricorrenza.  In tal modo, il Black Friday, negli anni è diventato sempre più popolare prendendo sempre più campo. Un vero e proprio trend in super crescita, grazie a strategie commerciali ad hoc, in grado di far sborsare soldi anche gli acquirenti più indecisi.

Così anno dopo anno, è diventata una delle più grandi mosse commerciali post saldi, degli ultimi anni. Dai negozi più piccoli, alle grandi catene multinazionali, tutti ma dico proprio tutti, aderiscono, o fanno finta, di aderire a tale ricorrenza. La strategia persuasiva dietro al Black Friday e adesso anche al Cyber Monday, altro trend in crescita di cui parlo più avanti, è di grande portata. Si attuano dei meccanismi psicologici molto convincenti, in gradi di trascinare le masse. Ad esempio la riprova sociale è molto importante, il sol fatto che tutti, o la gran parte delle persone, fa spese durante il Black Friday, ci convince che sia buona norma farle, per il concetto di somiglianza. Un altro esempio è la teoria della scarsità, ovvero con il Black Friday, sicuramente i prodotti diminuiranno a causa dell’ingente richiesta, visti i prezzi più bassi e ciò rende appetibile il bene, facendolo diventare molto prezioso ai nostri occhi. Tante altre sono le nozioni di psicologia dietro a tale fenomeno, non basterebbe studiare un manuale interno di marketing, per cercare di non farsi abbindolare e non cadere in facili tentazioni… ma come ho già scritto, conoscere non vuol dire evitarle, anzi…

E voi? Siete come me o riuscite a scampare a questa succulente occasione chiamata Black Friday?

 

Le origini

Il primo Black Friday è stato fatto risalire al 1924 ad opera di una grande catena statunitense che organizzò una bella manifestazione esattamente il giorno dopo il Ringraziamento, per fini ovviamente commerciali. Gli anni seguenti venne estesa ad attività limitrofe, fino ad abbracciare tutta la città di New York.

Sulle origini del nome Black Friday, ci sono tante leggende metropolitane, quelle più accreditate e riconosciute sono ormai due:

  1. Black, perché nei libri contabili delle attività commerciali, il nero rappresentava  il bilancio in attivo, in aumento, in crescita, in contrapposizione con il rosso, con cui venivano appuntanti i dati inerenti perdite e cali di vendita.
  2. Questa seconda ipotesi è la più accreditata. Negli anni ’60 la polizia di Filadelfia, era solita indicare il giorno dopo il Ringraziamento, Black Friday, questo perché, in città veniva svolta la famosa manifestazione, ovvero la  tradizionale partita di football “Army vs Navy”, (Esercito contro Marina). Questo evento di grande portata, congestionava il traffico, diventando impossibile l’attraversamento della città.

Cyber Monday

Pesavate di esservela cavata con il Black Friday, e invece ecco il Cyber Monday!

Un’altra diavoleria e trovata commerciale, post BlackFriday, iniziata nel 2005, per accalappiare  i superstiti al venerdì nero, o far svuotare ancor più le tasche degli incauti acquirenti, shopping addicted, me compresa. Aiuto, si salvi chi può!

Un trend assolutamente in crescita quello del Cyber Monday, che ha preso sempre più campo in Europa, fino ad arrivare da noi in Italia. Un tempo il Cyber Monday era dedicato ai soli acquisti sul web, dedicati al mondo della tecnologia, adesso si è ovviamente steso a tutti gli esercizi commerciali e a tutti i prodotti. Così con il passare degli anni, anche qui in Italia, l’ultima settimana di novembre, invece di avere il “venerdì nero” e il “lunedì cibernetico”, abbiamo un lungo week end dedicato ai saldi e alle corse per i regali natalizi.

Oggi é  il “Giorno del Ringraziamento”

In Italia, si ringrazia che c’è il Black Friday!!!

Il Ringraziamento è una tipica ricorrenza USA, possiamo dire la più amata, che viene  festeggiata ogni anno il quarto giovedì del mese. Questa festività ha origini Cristiane, e simboleggia la gratitudine verso il Signore, per i successi collezionati durante l’anno, in antichità si ringraziava per i frutti che la terra aveva donato nel corso dell’anno. Per approfondire le origini, ecco il mio articolo (leggi qui).

Questa celebrazione apre automaticamente le porte al periodo natalizio e al suo meraviglioso tran tran. Gli Americani festeggiano, in questa giornata l’arrivo dei padri pellegrini nella terra dei nativi americani. Purtroppo la storia spesso è raccontata da una parte sola però, e in questo caso narrata dai padri pellegrini, a discapito dei nativi americani.   Per approfondire leggi su Wikipedia

In USA  la tradizione è quella di mangiare rigorosamente a casa con il classico menu tradizionale che comprende tacchino, zucca e salsa di mirtilli. Prima del pasto sono soliti  ringraziare per le cose positive accadute durante l’anno, tutti in trepidante attesa di dedicarsi allo shopping complusivo il giorno dopo, per il Black Friday.

 

 

Oggi 25 novembre è la Giornata Mondiale contro la Violenza sulle Donne. Purtroppo i numeri sono sempre più preoccupanti, solo in Italia ogni 72 ore viene uccisa una donna e nel 2018 le vittime di femminicidio sono state 142, di cui solo una, sarebbe stata troppa! Questi tremendi numeri (fonte: Istat ), sono addirittura in crescita rispetto all’anno scorso, all’inizio del 2019, 94 sono stati i femminicidi. Questi numeri non hanno bisogno di commenti.

Oggi più che mai, in questa Giornata Mondiale contro la Violenza sulle Donne, è importante informare, educare e promuovere tutte le iniziative per sensibilizzare su questa tematica, al fine di provare a stoppare questo aberrante fenomeno. Questo trend tragicamente in aumento è figlio di questa società, sempre più violenta, aggressiva ed esposta a contenuti sempre più forti.

La violenza è una parola che racchiude al suo interno una sequela innumerevole di significati, in quanto come sappiamo, non c’è solo quella fisica o verbale, ma anche quella più subdola e taciuta, ovvero quella psicologica.
Le forme più invasive di violenza racchiudono entrambe. Se in Italia i dati sono allarmanti in altri paesi la cosa non va meglio, anzi…in certi luoghi le bambine vengono vendute o date in spose (e questo mi fa rabbrividire, da madre!), in alcuni luoghi le donne vengono private degli organi interni, nello specifico, l’utero, per evitare il ciclo mestruale, in altre parti del mondo vengono ridotte in schiave, trucidate e uccise con regolarità, quasi fosse un diritto dell’uomo.

Il Passato

Voltandosi indietro pensiamo alla caccia alle streghe, all’epoca dell’Inquisizione, uno dei più grandi femmnicidi di massa ad opera della chiesa. Mamma mia, quanto orrore, vedo.
Un’umanità disumana, il passato non ha insegnato niente, se questo è il presente.
La violenza è ovunque, specialmente tra le mura domestiche. E’ una forma di violenza più sofisticata, più subdola, in grado di abbattere la dignità e l’autostima della donna, anche senza che questa venga sfiorata fisicamente. Talvolta la donna non ha la consapevolezza immediata della violenza subita.

Leggi l’articolo dell’anno scorso sulla Giornata Mondiale contro la Violenza sulle Donne (leggi qui)

Nella Giornata Mondiale contro la Violenza sulle Donne, dobbiamo analizzare il paradigma della violenza, che è molto complesso, cercando di capire le sue mille sfaccettature. Infatti siamo soliti pensare, ingiustamente, che questa venga perpetrata solo in contesti socio economici svantaggiati, invece la violenza non ha confini né razza né età.

Perché proprio il 25 novembre?

Il 25 novembre del 1960, nella Repubblica Dominicana di Trujillo, vennero assassinate brutalmente, con torture e strangolamento, le tre sorelle  Mirabal, rivoluzionarie. Una volta massacrate, furono gettate 
in un dirupo, simulando un incidente. 

Le varie forme di violenza

Il femminicidio è solo l’aberrante culmine di questo straziante fenomeno. Ma come ho scritto già, le forme di violenza, sono moltissime, alcune anche celate e nascoste, perciò subdole, tremende e spesso perpetrate tra le mura domestiche. Alcuni esempi:

  • Essere controllate sistematicamente, in maniera ossessiva dal compagno.
  • Essere costrette a rapporti sessuali, non consenzienti, anche da parte del compagno o marito.
  • Essere denigrate, svalutate, insultate e derise sia in privato che in pubblico dal partner.
  • Impedire l’accesso alle risorse economiche, da parte del marito o compagno, in caso di famiglia.
  • Essere estromesse dalle decisioni inerenti i propri figli.

Questi sono solo alcuni esempi di quello che significa fare violenza su una donna. Ripeto: la violenza non è solo fisica, non si rivela solo con botte e le percosse, ma c’è un sottobosco di violenza che non si vede, ma ugualmente dolorosa e lesiva.

 L’obiettivo di questa giornata

E’ giusto informare ed educare correttamente la popolazione quando si parla di questi temi così importanti. Spesso sento dire che il femminicidio è solo un raptus momentaneo. Io ritengo che alla base di questo tremendo gesto ci sia un percorso di avvicendamento a tale atto. L’odio maturato, cresciuto e reso tangibile. Perciò è di fondamentale importanza riconoscere tutte quelle emozioni negative, tutti gli atteggiamenti sentinella, per poter intervenire prima possibile, senza che la situazione degeneri. L’obiettivo è cercare di abbandonare la cultura della violenza, promuovendo fin dalla tenera età, con interventi nelle scuole, una sana e proficua educazione affettiva.

 

L’origine della violenza

Ma cosa c’è all’origine del gesto violento? Una carenza di controllo, chiamato anche discontrollo degli impulsi, in psicologia. Il non riuscire a gestire le emozioni in un’altra maniera, facendole veicolare in una modalità lesiva verso l’altra persona. Viene interrotta la consapevolezza dei gesti compiuti. In questo contesto, quando non si ha una buona e sana educazione emotiva che supporta la personalità, è facile vedere scivolare la parola nel gesto violento, che appare l’unica risposta in grado di manifestarsi.

La vita di ogni giorno, la nostra routine quotidiana, della perfetta efficenza, del mostrare un’ impeccabile immagine di noi, spesso ci porta ad indossare maschere verso l’esterno, quelle stesse maschere che poi fanno scaturire reazioni esagerate. Reazioni  di sfogo inappropriate e fuori controllo spesso manifestate all’interno del contesto familiare, perché questa estrema cura per la nostra immagine e per la produttività che dobbiamo avere, ci rende schiavi. In questo contesto frenetico, nel quale se non si produce, scatta un meccanismo di ansia, se non siamo ben supportati psicologicamente, il rischio è quello di perdere di vista la realtà e e trascendere. Ogni maschera da portare è un grande peso, e questo purtroppo ha un caro prezzo.

Ecco qualche link, per acquistare su AMAZON qualche presidio utile per la nostra sicurezza, come portachiavi con allarme personale incorporato e spray al peperoncino.

Oggi 20 novembre si celebra la Giornata Mondiale dell’Infanzia e dell’Adolescenza.
Questa data ricorre dal 1989, anno in cui a New York, l’Assemblea generale delle Nazioni Unite approvò la Convenzione internazionale sui diritti dell’infanzia, che stipula i diritti fondamentali da garantire ad ogni bambino.

Nella Giornata Mondiale dell’Infanzia e dell’Adolescenza, si ricordano i 4 principi essenziali che sono:

  1. Principio di non discriminazione: impegna gli Stati parti ad assicurare i diritti sanciti a tutti i minori, senza distinzione di razza, colore, sesso, lingua, religione, opinione del bambino e dei genitori;

  2. Superiore interesse del bambino: prevede che in ogni decisione, azione legislativa, provvedimento giuridico, iniziativa pubblica o privata di assistenza sociale, l’interesse superiore del bambino deve essere una considerazione preminente;

  3. Diritto alla vita, sopravvivenza e sviluppo: prevede il riconoscimento da parte degli Stati membri del diritto alla vita del bambino e l’impegno ad assicurarne, con tutte le misure possibili, la sopravvivenza e lo sviluppo;

  4. Ascolto delle opinioni del bambino: prevede il diritto dei bambini a essere ascoltati in tutti i procedimenti che li riguardano, soprattutto in ambito legale. L’attuazione del principio comporta il dovere, per gli adulti, di ascoltare il bambino capace di discernimento e di tenerne in adeguata considerazione le opinioni. Tuttavia, ciò non significa che i bambini possano dire ai propri genitori che cosa devono fare. La Convenzione pone in relazione l’ascolto delle opinioni del bambino al livello di maturità e alla capacità di comprensione raggiunta in base all’età.

(citazione estratta da WIKIPEDIA)

giornata mondiale Infanzia e adolescenza
giornata mondiale infanzia e adolescenza
Inoltre si riconosce il diritto dei bambini all'educazione e alla formazione scolastica, 
promuovendo la regolarità e l'importanza della frequenza di attività formative scolastiche.

Sono principi che a noi possono sembrare scontati banali, purtroppo non è così. C’è bisogno quindi di celebrare questa data, e ricordare a tutte le culture, popolazioni, nazioni e a tutte le macro e micro realtà che ogni bambino ha i suoi sacrosanti diritti. Educare i bambini alla socializzazione e allo scambio reciproco, in ambito scolastico e sportivo. (leggi qui)

Prendersi cura di un bambino, educarlo e amarlo significa in primis:

  • Cercare di favorire lo sviluppo della sua più intima personalità, la sua indole, e le sue inclinazioni psicofisiche. Donandogli tutti gli strumenti per farlo diventare un adulto forte, sicuro con un adeguato approccio cognitivo-emotivo verso la vita.
  • Cercare di insegnargli il rispetto verso se stesso e vero gli altri, il rispetto dell’ambiente e del mondo che ci circonda. Offrendogli una scala di valori il più possibile equa e giusta, con il principio di libertà e uguaglianza.
  • Cercare di fargli capire il ruolo genitoriale di educatore, non con autoritarietà bensì con autorevolezza e rispetto reciproco. Rispetto della propria e dell’altrui culture.
  • Cercare di munire il bambino di tutti gli strumenti che lo potranno aiutare nella vita a gestire tutte le situazioni, positive, negative, imprevisti e conflitti che la vita gli porrà davanti. Tolleranza, comprensione, uguaglianza e libertà di pensiero, questi per me sono i valori che vorrei infondere alle mie bambine.

Lo sport è da sempre fondamentale nella vita di ognuno di noi, grandi e piccini. Praticare sport, vuol dire volersi bene, in primis perché rappresenta il modo migliore per tenersi in forma e poi perché ha un impatto benefico sull’umore, sviluppando le famose endorfine, capaci di regalarci un naturale buon umore. Enormi benefici quindi anche e soprattutto per i nostri Mimmi.

Noi genitori abbiamo il compito di far innamorare i nostri Piccini verso uno o più sport. Una giusta strada può essere quella di fargli vivere lo sport come un gioco, come qualcosa di puramente divertente e unico. Per iniziare, la giusta età è quella che va dai tre ai quattro anni, esattamente l’età della mia bimba più grande. Prima di iscrivere la vostra creatura ad uno specifico sport, vi consiglio di usufruire delle varie lezioni di prova che i centri sportivi oggigiorno per fortuna offrono. Così sarà più semplice capire se al bambino piace quella determinata disciplina o meno. Infatti l’obiettivo ultimo è che si diverta e sviluppi una passione in grado di durare nel tempo.

TOP 10 – AVVICINARE i BIMBI allo SPORT

  1. Ascoltare e capire i desideri del bambino.
  2. Iniziare presto, se non proprio con uno sport specifico, con attività propedeutiche alla disciplina scelta.
  3. Lo sport migliore per iniziare? Nuoto ovviamente. E’ lo sport per eccellenza, io sono una fan accanita di questa disciplina.
  4. Se tu genitore hai una passione sportiva, cerca di condividerla con il bambino.Ciò può rappresentare una buona strada per condividere e far prendere amore verso lo sport.
  5. Fino ai 7/8 anni del bambino, meglio optare per attività sportive generiche, come ginnastica, danza o nuoto per esempio. Successivamente sarà possibile approfondire lo sport prescelto.
  6. Sport di squadra o sport individuale? Dipende sempre dalle preferenze e dall’indole del bambino.
  7. Praticare sport almeno una volta a settimana, la frequenza poi cambierà in base all’età e alle sue condizioni fisiche.
  8. Assicurarsi di lasciare il bambino in buone mani. Capire se il personale che insegna sport è preparato o meno.
  9. Cercare una soluzione vicino a casa, la lontananza spesso è motivo di scoraggiamento.
  10. Non demordete se all’inizio i bambini non vi seguono, è molto frequente, in questo caso è utile cercare un escamotage per raggiungere l’obiettivo.

I benefici dello sport, sono molteplici per ogni fascia d’età. L’anziano invecchia meglio ed è più felice se pratica regolare attività fisica. Perciò è molto importante iniziare fin da subito a prendere amore ad una (o più) disciplina sportiva. L’importanza dello sport si misura anche in base al mantenimento della forma fisica, scongiurando sovrappeso e obesità (purtroppo fattore in crescita nei bambini di oggi!). Lo sport inoltre migliora l’approccio comportamentale, avendo regole precise, inoltre allontana i bambini dalla tv e dall’uso dei tablet e co.