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La rete ha rivoluzionato di gran lunga la vita di ognuno di noi, anzi ha radicalmente mutato il mondo, la società, gli usi e i costumi e il modo di comunicare. Se i nostri nonni pensavo alla televisione, alla radio, come magiche innovazioni tecnologiche, cosa penserebbero adesso dell’universo “Internet”

Tanti auguri al WEB, nasceva nel lontano 29 ottobre 1969. Teoricamente la nascita del WWW (world wide web) è collocata nel 1989, ma nel 69 scattò quella scintilla che dette vita alla rete, infatti fu trasmesso un segnale tra due computer a 650 chilometri di distanza tra loro.  I computer comunicarono tra loro trasmettendo le lettere L e O della parola “Login”. Questo fu il primo esperimento, il primo input che dette la luce al web.

A metà degli anni 90 iniziarono le prime chat, i primi forum, e da lì a poco i mondi della comunicazione e dei rapporti interpersonali, iniziarono il loro radicale cambiamento. Solo una decina d’anni dopo nel 2005 circa ebbero inizio i primi social network, i primi blog, le prime enciclopedie digitali e la possibilità di fare acquisti grazie alla rete.

E’ ovvio che in questo grandissimo universo ci sia anche il lato oscuro, ovvero tutti quegli aspetti negativi che possono scaturire da un uso scorretto di internet. Ma con la giusta informazione e buon senso, il web può facilitare di gran lunga la nostra vita. E’ tutto più accessibile, l’informazione veicolata è più diretta e immediata.

Per quanto mi riguarda ho trovato naturale aggiornare il mio lavoro dalla comunicazione a livello televisivo a quella sul web. In primis perché il web è il futuro, perciò per chi fa il mio mestiere è giusto che si aggiorni e cominci a comunicare nella maniera più efficace e fruibile da chiunque. Inoltre la soddisfazione di uscire da logiche editoriali impositive, ma promuovere e realizzare ciò che si vuole veramente produrre, è una cosa che non ha prezzo. Non rendere conto a nessuno, se non a se stessi è la cosa a mio avviso più bella. La meritocrazia alla lunga sul web viene premiata, poiché c’è veramente spazio per tutti. Chi è più bravo alla fine emerge, partendo tutti da zero.

Insomma un grande augurio alla RETE, meraviglioso e complesso strumento che ci regala un universo di potenzialità che se sapute sfruttare, aumentano la qualità della vita.

Fumare fa male, e questo si sa, ma la novità è che uno studio scientifico, pubblicato dalla rivista scientifica “SCIENCE”, ha dimostrato come il consumo di 20 sigarette al giorno sia in grado di modificare il nostro DNA.

Esattamente 150 mutazioni all’anno nel nostro corpo, se esposto a fumo di sigaretta, questo sta alla base dell’insorgenza dei tumori. Più sigarette  verranno fumate, più probabilità di sviluppare un tumore ci sarà.

La sigaretta artigianale è meno dannosa?

Assolutamente no. Ad esempio se il filtro non è presente, o se messo scorrettamente, fa veicolare in maniera più diretta e quindi più nociva il fumo.
In ogni caso, deve essere chiaro il concetto che fumare causa le malattie, aggravamenti e morte.

Le varie sigarette elettroniche sono meno pericolose della sigaretta normale?

La risposta è SI

Il vapore delle sigarette elettroniche sembra contenere sostanze meno dannose alla salute rispetto al fumo prodotto dalla combustione del tabacco. Se è vero che la sigaretta elettronica può essere un utile strumento per controllare la dipendenza dalla nicotina, non è altrettanto vero che possa essere efficace per smettere di fumare. Il rischio è di passare da una dipendenza all’altra.

Si la sigaretta elettronica teoricamente fa meno male, ma fumare rimane sempre un rischio elevato per la nostra salute, anche con questi nuovi dispositivi, che a mio parere sono davvero orribili da vedere.

Ancora non sono stati studiati tutti gli effetti negativi legati alle sigarette elettroniche. Profumi, aromi e altre sostanze contenute all’interno di quei dispositivi, sono altamente sospetti.

Fumare modifica il DNA!

E’ direttamente proporzionale il numero di sigarette fumate e il rischio di ammalarsi di una patologia come il tumore.

Direttamente dal sito della Fondazione Umberto Veronesi – www.fondazioneveronesi.it

L’indagine genetica è stata condotta su oltre cinquemila cellule tumorali, prelevate sia pazienti fumatori sia da non fumatori.  I ricercatori hanno identificato uno specifico tipo di danno al Dna nel genoma dei fumatori e poi hanno contato quante mutazioni di questo genere fossero presenti nei vari tipi di tumore. Così è stato possibile rilevare l’effettomutageno, diretto e indiretto, provocato dalle sostanze cancerogene sprigionate dal fumo di sigaretta. La cui «firma», consistente nel rimescolamento delle basi azotate che compongono il Dna, non è stata rilevata soltanto in cellule polmonari neoplastiche, ma pure in analoghe appartenenti a laringe, faringe, bocca, vescica e fegato. Il range delle mutazioni andava dalle 150 riscontrate in cellule polmonari colpite da un tumore alle sei riscontrate nelle cellule epatiche.”

Secondo gli autori dello studio, ricercatori del Wellcome Trust Sanger Institute (Hinxton) e del Los Alamos National Laboratory (Los Alamos), il fumo agirebbe direttamente a livello del cavo orale e dei polmoni, mentre un meccanismo più complesso sarebbe alla base degli effetti a distanza, regolato dal precoce invecchiamento cellulare determinato proprio dalle sostanze tossiche emesse col fumo di sigaretta. A breve distanza, invece, i composti mutageni altererebbero il Dna delle cellule con cui vengono a contatto secondo un modello predefinito. Fortunatamente, solo una parte ridotta di queste mutazioni darà origine a un processo tumorale. Ecco spiegato perché ci sono fumatori accaniti che nel corso della vita non sviluppano il cancro. È ormai chiaro, comunque, che la risposta dipende dall’entità della dose: più sigarette si fumano, maggiore è il rischio di ammalarsi di cancro. Non esiste una soglia di sicurezza sotto la quale il fumo non produce danni.
Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità, il fumo di sigaretta, ogni anno nel mondo a causa del tabacco perderebbero la vita sei milioni di persone. Il fumo di sigaretta, come dichiarato anche nell’ultimo lavoro, è considerato un fattore di rischio per 17 tumori. Al primo posto c’è il tumore del polmone, per cui il fumo è considerato la causa di otto tumori su dieci. Le sostanze cancerogene contenute nel fumo stimolano anche in diversa misura i tumori del cavo orale e della gola, dell’esofago, del pancreas, del colon, della vescica, della prostata, del rene, del seno, delle ovaie e di alcune leucemie.”

CARTA DEI DIRITTI DEI NON FUMATORI

🚭 SMETTETE  DI  FUMARE 🚭

Articolo con estrapolati dal sito:
www.fondazioneveronesi.it

Ottobre è il “mese rosa” per la prevenzione del tumore al seno.

Questo per sensibilizzare ogni donna, dalla più giovane alla più agé, a compiere quei piccoli gesti che possono essere in grado di salvare la vita. Grazie alla ricerca e ai progressi in campo medico, l’esito del tumore al seno ha un alto tasso di guarigione, se preso in tempo. In questo quadro è di vitale importanza una diagnosi precoce, frutto di autoconsapevolezza, screening e prevenzione su tutti i livelli.
E allora è arrivato il momento di preoccuparsi, anzi di occuparsi di noi stesse.

Come si fa DIAGNOSI PRECOCE?

Un piccolo gesto come l’autopalpazione al seno, può essere un ottimo segnale per fare una diagnosi precoce. Quest’ultima, può ampiamente fare la differenza, infatti il 90% dei casi ha esito positivo di guarigione.

come fare PREVENZIONE?

  1. Stile di vita sano
  2. Alimentazione ricca di ortaggi, legumi, frutta, pochi grassi animali, poca carne rossa
  3. Movimento, anche blando, ma fondamentale per sviluppare endorfine, che aiutano oltre che l’umore anche il sistema immunitario
  4. Assoluto divieto di fumare
  5. Ridurre al minimo l’alcool, specialmente i superalcolici
  6. Allattare al seno

Da cosa si ORIGINA?

Non c’è ovviamente risposta, e non si può trovare una precisa causa che riguardi un solo fattore. Piuttosto possiamo parlare di un insieme di concause.

Per fortuna oggi giorno puntiamo sull’informazione di massa, veicolata dai media, specie nel web.
Ciò ha fatto si che nelle donne si sviluppasse una maggiore consapevolezza, cura di se stese e del proprio corpo.

Anche l’uomo può essere colpito al seno da questo brutto male, è una forma più rara, ma presente ugualmente nella popolazione.

Ritengo importantissimo far veicolare questo video che insegna l’autopalpazione, realiazzato da ANT, Associazione Nazionale Tumori, al fine di imparare questi piccoli gesti in grado di salvarci la vita.

⬇ AUTOPALPAZIONE AL SENO ⬇

OBESITY DAY è una campagna nazionale di sensibilizzazione per la prevenzione dell’obesità e del sovrappeso, che si svolge ogni anno dal 2001, promossa e ideata dalla Fondazione ADI e IO-Net, collegata al WORLD OBESITY DAY.

In Italia è sovrappeso 1 persona su 3 e obesa 1 su 10,  con preponderanza maschile. Sono dati allarmanti e in crescita, per una malattia che deriva sia da fattori genetici, sia socio-ambientali sia psicologici. L’obesità è una vera e propria patologia con un’alta percentuale di rischio, verso ipertensione, diabete e depressione.

E’ di vitale importanza perciò, promuovere e incentivare uno stile di vita sano e una psico-educazione partendo dai bambini, con interventi mirati in famiglie a rischio e in tutte le scuole.

Dal sito www.obesityday.orgho estrapolato i 20 punti o regole di vita, per mantenere uno stile di vita sano, lontano dal sovrappeso e dall’invalidante obesità.

– LE 20 REGOLE –

  1. FARE MOVIMENTO – Se non volete iscrivervi in palestra o non praticare alcuno sport, cercate di andare a piedi, ove possibile. Camminare a passo spedito, per 3 volte a settimana, per almeno 45 minuti.
  2. CONDIRE CON CAUTELA – Olio, burro, margarina, e altri condimenti più elaborati arricchiscono il piatto con calorie a volte eccessive.
  3. FRAZIONARE I PASTI – Meglio mangiare poco ma spesso che tanto ma a lunghe distanze.
  4. MASTICARE PIANO – Bocconi piccoli masticati con calma, renderà il cibo più saziante prima e più digeribile.
  5. CARBOIDRATI – Non eliminare questi preziosi elementi, perché sazianti, (pasta, pane, patate) ma attenzione a dosi e a condimenti.
  6. ORTAGGI FRESCHI – Verdure a volontà ma attenzione alla frutta.
  7. ALCOOL – Meglio eliminare i superalcolici, mantenendo un bicchiere di vino rosso o una birra nelle occasioni speciali.
  8. PESCE – Consumarlo due volte a settimana, stando attenti alla provenienza.
  9. OBIETTIVI RAGGIUNGIBILI – Non avere aspettative esagerate rispetto all’entità del dimagrimento.
  10. PESO STABILE – cercare di non cadere nella sindrome yo-yo.
  11. ELIMINARE DIETA – Tale parola implica rinuncia nell’immaginario comune, è giusto sostituirla.
  12. ALIMENTAZIONE MEDITERRANEA – cambiare la formula di dieta mediterranea.
  13. NO AL PROIBIZIONISMO – Infatti le cose proibite diventano ancora più desiderabili.
  14. POSITIVISMO – Atteggiamenti non giudicanti ma accoglienti e positivi in ogni circostanza.
  15. ELASTICITA’ ED EMPOWERMENT – Ricordarsi che la resistenza la cambiamento è una forma di feedback, perciò capire la situazione e nel caso, aggiustare il tiro.
  16. IDENTITA’ CULTURALE – Usi e costumi diversi a seconda dei paesi.
  17. ALIMENTAZIONE E PIACERE – Connubio inossidabile che va tenuto sempre in considerazione.
  18. COLAZIONE – L’importanza di questo primo pasto della giornata.
  19. NON SALTARE I PASTI – Errore comune quello del digiuno, ma pericoloso e controproducente.
  20. CONTINUITA’ – Mantenersi sempre in movimento, stando attenti a non ingrassare.

Inoltre aggiungo io, non credete a mediatiche dottrine alimentari che vi promettono miracoli nel giro di poche settimane, scappate e rifuggite diete di santoni o guru televisivi che vanno promuovendo solamente i loro interessi a discapito della vostra salute. Purtroppo molte persone, a volte anche disperate, si affidano a questi personaggi, perché magari pubblicizzati da più canali. Il mio consiglio è di rivolgervi ad un medico di fiducia, un dietista o un nutrizionista serio.

www.obesityday.org

Settimana mondiale dell’allattamento al seno. Ogni organizzazione o ente dal più piccolo al più grande, in questo periodo organizza eventi, corsi, workshop, seminari, laboratori e incontri per promuovere e sensibilizzare l’allattamento al seno. Ogni anno puntuale si ripresenta questo appuntamento, con tematiche sempre diverse ma con la stessa finalità, ovvero la promozione di questa preziosa pratica madre-figlio.

⬇ VIDEO ALLATTAMENTO ⬇

⬆ VIDEO ALLATTAMENTO ⬆

Il tema di quest’anno deciso dalla “World Alliance for Breastfeeding Action” (Alleanza mondiale per interventi a favore dell’allattamento) è: Potere ai genitori per favorire l’allattamento”. L’allattamento è una prassi salutare che dovrebbe fortemente essere incentivata dalla società, poiché rappresenta un presidio importante in grado di mantenere, donare e preservare lo stato psico-fisico sia del piccolo sia della madre. I benefici dell’allattamento sono riscontrabili nel tempo, poiché è scientificamente provato, che nel latte materno vi sono anticorpi, e sostanze preziosissime in grado di favorire e preservare lo stato di salute individuale. Questo vuol dire essere generalmente meno sensibili alle malattie e alla lunga, meno spese per il sistema sanitario nazionale.

– TOP 10 –
PERCHE’ ALLATTARE

  1. E’ una cosa naturale e fisiologica, siamo programmati biologicamente per farlo.
  2. Nutre in maniera ottimale il neonato con la giusta composizione di zuccheri, proteine e lipidi.
  3. Il latte si adatta e cambia in base alla fase di crescita del neonato.  Pensiamo al colostro, prima della montata lattea, sostanza altamente nutritiva perfetta per il post parto.
  4. È altamente salutare per il neonato in quanto è un veicolo di anticorpi (il bambino si ammala meno!).
  5. È un alimento sempre disponibile, pronto all’uso, sterile, pulito,  alla giusta temperatura  e altamente digeribile.
  6. È salutare per la madre, in quanto può prevenire diverse condizioni cliniche come tumore al seno e depressione post partum. Inoltre favorisce il ritorno dell’utero alle sue dimensioni originarie.
  7. È economico perché auto-prodotto, gratuito e fruibile in ogni momento, quindi comodissimo.
  8. Può aiutare a buttare giù i kg della gravidanza.
  9. Allattare, favorisce nel bambino un corretto sviluppo dell’arcata dentaria
  10. Sviluppa, aiuta e rafforza il legame e l’attaccamento madre bambino

Non è sempre facile e scontato allattare, anzi…
Per quanto mi riguarda io ho sofferto molto, perché avevo i capezzoli molto sensibili, la mia primogenita inizialmente poppava alla distanza di 1 ora e mezzo l’una dall’altra, un delirio. Lo chiamavo: “L’appuntamento con il dolore”, non voglio dirvi altro.
Fortunatamente la volontà, la motivazione e la tenacia di noi donne, ci fa tener duro per i nostri cuccioli. Dal dolore iniziale che sembrava insormontabile, alla fine ho allattato la mia primogenita fino a 14 mesi, quando lei stessa autonomamente decise di smettere. La mia seconda figlia adesso ha 16 mesi e prende ancora il mio latte.

Lo slogan è sempre questo:
“DONNE ALLATTATE!”

La figura dei nonni, rappresenta un tassello fondamentale e prezioso nell’intera vita familiare.

Amore, pazienza, comprensione, saggezza e incoraggiamento, i nonni non solo elargiscono tutto ciò ai nostri mimmi, ma sono capaci di essere i primi a notare, le loro più intime inclinazioni. Grazie ad un occhio vigile e attento, che noi genitori spesso non abbiamo, sono capaci di scovare i talenti più puri dei nostri pargoli. I nonni sono dotati di una lungimiranza fantastica, sanno andare oltre le apparenze, questo perché hanno sulle loro forti spalle, un grande bagaglio di esperienza pregressa, che fa capire cose che a noi genitori sfuggono🤔.

Disponibilità su tutti i fronti è quella che i nonni mettono a disposizione. Non solo donando a noi e ai nostri bambini il loro tempo e la loro saggezza, ma misurando pazienza e amore, coccole, premure, e gesti materiali come regali , giochi, cucinare le loro prelibatezze preferite e tanto altro ancora.

Nonni = generosità, e i nostri bambini sono completamente rapiti da questo, non solo per i regali ma per le mille attenzioni che ricevono, probabilmente anche in maniera maggiore rispetto a noi genitori, che purtroppo siamo sempre impegnati e presi dal lavoro, e dai nostri ritmi frenetici.

Se è vero che a volte i nonni, o suoceri che siano, mettono a dura prova la pazienza di noi genitori, che cerchiamo di delineare un “cammino educativo” stabile, è anche vero che non dobbiamo essere così rigidi nel dettare regole da imporre a loro. Tempo fa ho scritto un articolo sul RUOLO DEI NONNI (leggi qui).  nel quale volevo far veicolare il messaggio che i nostri genitori o suoceri dovrebbero ascoltare maggiormente noi mamme e papà, ma in fin dei conti, sempre nei limiti del buon senso è giusto che facciano i nonni, nella loro gestione “sregolatamente amorosa”!

i NONNI sono IMPORTANTI perché:

  1. Tramandano storie, tradizioni e racconti familiari, che altrimenti andrebbero perduti.
  2. Hanno un bagaglio ricco non solo di insegnamenti ma anche di esperienze divertenti, come giochi, canzoni e racconti che elargiscono con gioia.
  3. Hanno spesso interessi diversi da quelli dei genitori, che cercano di condividere e tramandare ai nipoti. Cucinare, ricamare, fare giardinaggio, giocare a carte…
  4. Con il loro stile di vita, tendenzialmente sono più sereni e meno stressati nell’affrontare la vita (eccezioni a parte ovviamente). Ciò permette loro di essere più calmi, affettuosi e di gran lunga più empatici rispetto a  noi genitori.
  5. Comunicano in una maniera più efficace, ascoltando con una sensibilità e una pazienza spiccatamente saggia.
  6. Essendo più pazienti sono anche meno critici rispetto a mamma e papà. Hanno la capacità di valorizzare i punti forti dei nipoti, piuttosto che sottolinearne le debolezze.
  7. Non è raro che i nonni prendano le difese dei bambini, mostrando a noi genitori, intransigenti, la realtà dei fatti sotto altre angolazioni.
  8. Rappresentano un rifugio emotivo e fisico in caso di “trambusto familiare”. Separazioni, divorzi, nascite o altre situazioni di crisi temporanea o duratura.
  9. Stimolano l’indipendenza e l’autonomia (sempre che non siano ansiosi). Favoriscono lo scambio e la socializzazione con persone di varia età, il che è utile a favorire un giusto schema mentale per le relazioni sociali.
  10. Sono attenti a molte sfumature, poiché consapevoli del loro stile genitoriale, cercando così di non reiterare negli  sbagli commessi in passato con i figli.

I bambini che hanno la fortuna di crescere con i nonni, hanno molte risorse a disposizione.
In loro si svilupperà un ricordo indelebile e preziosissimo di queste figure che il tempo non cancellerà.

Gli psicologi concordano nel non definirla una vera e propria patologia, bensì una comune condizione di stress che accompagna alcune persone, prevalentemente le più predisposte, nel periodo post vacanze.  Se settembre infatti per noi genitori rappresenta il momento in cui i nostri amati pargoli tornano finalmente a scuola, è vero anche che dobbiamo fare i conti con quello che è il rientro alla nostra routine.

E’ molto comune sentirsi stanchi, svogliati, non propriamente motivati a tornare a fare quello che abbiamo fatto durante l’anno. Queste sono sensazioni che possono colpire ognuno di noi e che dobbiamo imparare ad accettare di buon grado. Quando però queste sensazioni si traducono in disagio prolungato, è possibile che stiate attraversando la cosiddetta:
Sindrome da rientro“.

-SINTOMI-

  • Tristezza accentuata e prolungata (non parlerei di depressione!)
  • Sbalzi d’umore
  • Stanchezza e spossatezza immotivate
  • Insonnia
  • Nervosismo e irritabilità
  • Noia persistente
  • Scarso interesse alle attività quotidiane
  • Ansia generalizzata
  • Inappetenza o al contrario fame nervosa
  • Scarsa o inesistente concentrazione

Per definirsi “Sindrome da rientro” non occorre presentare tutti questi sintomi, anche la metà possono essere sufficienti.
A parte casi di gravità rilevante, che sicuramente necessitano di una visita psicologica specialistica, con un po’ di volontà, motivazione e buon senso è possibile superare questa condizione di malessere generale con qualche accorgimento nel quotidiano.

– TOP 10 –
STRATEGIE

DIFENDITI DALLO STRESS DA RIENTRO

  1. Dopo le vacanze, se possibile, non tornare subito a lavoro, ma concedersi qualche giorno in città per ristabilire i ritmi quotidiani.
  2. Dormire più possibile, cercare di non far tardi la sera, ma concedersi le giuste ore di riposo. Il mio consiglio: minimo 8.
  3. Ristabilire i giusti  ritmi anche a tavola, cibi sani, verdura e frutta in abbondanza, pochissimo alcol, dolci e stravizi vari. Una curiosità: l’uva, contiene naturalmente melatonina, indicata per il ritmo sonno-veglia, perciò importante in questo periodo. Consigliatissima!
  4. Fare movimento, se odiate la palestra come me, andate a correre in strada oppure abbandonate l’auto e fate le vostre cose a piedi, così rimarrete in forma e aiuterete l’ambiente non inquinando.
  5. Programmare un week end fuori porta, o una gita all’aria aperta, o altre vacanze, magari nella pausa natalizia.
  6. Dedica il tuo tempo per rimanere ancora all’aria aperta e soprattutto approfitta dell’ultimo sole che questo settembre continua ancora a regalarci. Facciamo il pieno di vitamina D!
  7. Tornare alla routine quotidiana con gradualità, concedendosi tempo e momenti di pausa e relax in solitaria  o in compagnia, a seconda della propria personalità.
  8. Non portarsi il lavoro o altre fonti di stress a casa, o almeno limitare più possibile questo fenomeno.
  9. Programmare corsi e attività piacevoli come hobby e altre passioni personali, in questo modo si stimoleranno le endorfine e la sensazione di benessere contribuirà al buon umore generale.
  10. Approcciarsi nella maniera più serena e positiva in ogni contesto, anche in quelli più ostili. Cercare di non lasciarsi trascinare da persone che non trasmettono positività.
BUON RIENTRO

Vi presento, se non lo conoscete già,  il nuovo trend del momento, i gioielli realizzati con il latte materno.
Una moda che sta prendendo sempre più campo tra noi mamme e che sta destando non poco interesse, sia in senso positivo, che in negativo.

A me personalmente piace molto l’idea di rendere poche gocce del mio latte, un gioiello, un vero e proprio ricordo da indossare, qualcosa creato con il mio DNA, strettamente legato a me e alla mia bambina.

⬆VIDEO Unboxing ⬆

Ogni mamma che allatta o ha allattato, sa quello che significa questo atto.
Il sacrificio, il dolore, le varie complicanze come ragadi e mastiti, per quanto mi riguarda non è stata una passeggiata, ma grazie alla mia tenacia, e alla voglia di dare alle mie bimbe il mio latte, ho sopportato “qualche avversità” per perseguire questo mio obiettivo. Inizialmente, è stato tremendo, la mia primogenita, poppava a distanza di 1 ora e mezza,  (famelica!). Lo chiamavo “l’appuntamento con il dolore”.
Ho stretto i denti, fino a quando il dolore è sparito, e così la mia prima bambina ha preso il mio latte per 14 mesi, fino a quando lei stessa, si è staccata autonomamente. E’ stato un po’ difficile realizzare che non le andava di prendere più il mio seno, però in fin dei conti meglio così, piuttosto che forzarla un domani a smettere per volontà mia. Per quanto riguarda la mia seconda, prende ancora il latte, ha 1 anno e sembra che non abbia intenzione di smettere, vedremo come si evolverà la faccenda…

L’idea che qualcosa di tangibile, potesse fermare nel tempo, questo momento così speciale, così unico nella vita di ogni donna, mi ha incuriosita molto. Mi sono informata su come potesse essere possibile rendere qualche goccia del proprio latte un gioiello.
Marina D’Avanzo, la titolare di Gioiellidilatte.com mi ha spiegato nel dettaglio il procedimento.

 

⬇Procedimento⬇

Il latte viene codificato con un programma creato appositamente in laboratorio, sterilizzato con macchinari e procedure apposite. Il latte viene addensato grazie all'utilizzo di sostanze naturali, 
assumendo la consistenza di una qualsiasi pietra. Da liquido passa a solido con una tecnica 
testata e perfezionata negli anni e rigorosamente top secret.
Una volta creata la pietra di latte della forma scelta, viene poi incastonata su basi in argento, 
acciaio o in oro. 
Successivamente il gioiello, viene rifinito, testato, e poi spedito. 
Il latte avanzato, viene opportunamente congelato e conservato almeno per un anno , restando 
a disposizione della Mamma qualora voglia ordinare un altro gioiello.

Conservare nel tempo il ricordo di questo momento così speciale, così intenso, mi ha spinta a volere il mio gioiello di latte. Sono andata su gioiellidilatte.it e ho scelto quelli che erano i gioielli che più di tutti mi piacevano: due bracciali, uno con la scritta mamma e l’altro con la scritta papà.

Come in tutte le cose, specie quelle più particolari, le critiche e i commenti negativi non mancano mai.
Ci sono persone che reputano di cattivo gusto questa pratica, pensando anche che sia una truffa o l’ennesima trovata commerciale.

Lavorazione

Marina D’avanzo, titolare di gioiellidilatte.com è una mamma di Napoli, che non offre solo le sue creazioni, ma promuove l’informazione e la promozione dell’allattamento con la sua particolare attività.

“Ogni gioiello che creo deve raccontare la storia di una madre, di particolari allattamenti, di cui molti non facili. Per questo, prima di crearlo, cerco sempre di incontrare chi me lo richiede, capire la sua storia, per poi  dare forma al mio lavoro. Indossare il proprio latte materno è come portare sempre con sé il proprio DNA, per questo ci tengo che sia qualcosa di unico”.

www.gioiellidilatte.it

La vacanza perfetta… non esiste! La meta ideale è una questione individuale.
Eh si, hai capito bene, non esiste una vacanza perfetta, perché siamo così diversi e i gusti a volte sono diametralmente opposti all’interno della stessa famiglia, che è quasi impossibile mettere d’accordo tutti, a meno che, non si opti pazientemente, per andare incontro all’altro. Questa è la scelta più giusta, ovviamente se fatta vicendevolmente e non a senso unico. Non è mai una scelta saggia soccombere all’altro per il quieto vivere.

Personalmente il mio concetto di vacanza è quello di viaggiare, prendere voli e solcare gli oceani, questa per me rappresenta la vacanza ideale. forse sarò limitata, ma non capisco, chi avendo la possibilità (economiche e non solo), non lo fa e opta per andare sempre nel medesimo posto… Oh mio Dio! 😱

So benissimo che non è cosa semplice, né economica, né spesso alla portata di bimbo, ma l’idea di spendere diversi soldini, per andare in posti limitrofi, carini, ma visti e rivisti, solo perché ci sono i bimbi, non mi piace per niente. Il mondo è tanto grande, e ci sono così tante cose da vedere, da scoprire, da ammirare, che vale la pena, organizzarsi e per certi aspetti anche sacrificarsi per esplorarlo, e se si hanno bambini al seguito, basta qualche accorgimento e il gioco è fatto. Io la penso così, e nessuno mi farà mai cambiare idea su questo aspetto! Per me viaggiare e vedere cose nuove, è la cosa che mi rilassa più di tutto, scoprire nuove civiltà, nuovi usi e costumi, diversi dai miei, è uno stimolo e una opportunità  che arricchisce il nostro bagaglio culturale e intellettivo.

Ma non tutti siamo uguali, e il mondo è bello perché è vario, e nelle stesse famiglie a volte i gusti sono diametralmente opposti, perciò vicendevolmente ci si dovrebbe adeguare all’altro.

Non nascondo che mi sarebbe piaciuto molto avere una nutrita sezione di viaggi nel mio blog, ma non viaggiando più come un tempo, ho preferito scrivere di quella che è la mia quotidianità e ahimè per adesso i viaggi (quelli che intendo io, oltreoceano) non rientrano propriamente nella mia routine di tutti i giorni. I motivi? Diversi tra cui, un marito un po’ ansioso, due bimbe piccole (ma quello non sarebbe un problema) e non ultimo anche l’aspetto economico. Ma sono un’ottimista di natura, perciò inizio già a progettare uno dei miei prossimi viaggi: Giappone o Cuba.

E a te piace viaggiare?

Quale è la tua vacanza ideale?