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MOM & KIDS

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I nonni sono sicuramente una preziosa risorsa per tutti i genitori, specialmente  se ci immaginiamo la situazione idilliaca da “Mulino Binaco” nella quale tutti sono “persone modello” e tutti vanno d’accordo tra loro…
Parliamoci chiaro, la vita reale è ben diversa. Per prima cosa, vorrei astenermi dal giudicare, anche perché ogni situazione, ogni famiglia, ogni persona ha il suo particolare vissuto, il proprio contesto, le sue peculiarità, aspetti positivi e aspetti negativi, perciò ovviamente non è semplice condividere sempre il punto di vista altrui.

C’è un detto popolare che dice che i genitori hanno il ruolo di insegnare e i nonni hanno quello di viziare… non sono del tutto concorde. Prendiamo un esempio banale, mettiamo il caso che io sia contraria a dare le caramelle alle mie figlie, e che per quanto possibile cerchi di non evitarle, e  puntualmente invece, ci sia un nonno, senza fare nomi, che di sua spontanea volontà e senza che le bambine le chiedano, gliele offra sempre. Ecco a questo punto, a me girano le scatole e non poco, perché questo vuol dire vanificare gli sforzi dei genitori, e fregarsene, contribuendo ad alimentare un vizio che a mio avviso non ha senso, che trovo del tutto inutile se non addirittura dannoso.

Quando questi atteggiamenti, ce l’hanno i nostri genitori, la cosa è più gestibile in quanto ci possiamo permettere di spiegare la questione con tutti i toni che reputiamo opportuni, anche quelli più forti e accesi, ma quando questo succede con i suoceri, ovviamente le cose cambiano, perciò o intreviene a gamba tesa il compagno o dobbiamo intervenire noi e le cose si fanno più complesse, perché ovviamente non abbiamo quella confidenza e quella naturalezza nel ribadire qualche concetto che sembra non entragli in testa, stabilendo in maniera chiara che certe cose non vogliamo che siano opinabili.

I rapporti umani del resto non sono mai facili, ci scontriamo sempre con le sensibilità altrui, però secondo me ci dobbiamo far guidare dal buon senso, se decidiamo qualcosa per i nostri figli, e vogliamo che i nonni, dall’alto della loro saggezza, rispettino i nostri voleri, dobbiamo essere chiari e dirglielo con dolcezza assertività e fermezza.

Io sono felice che le mie bimbe ad oggi, abbiano la possibilità e la fortuna di stare con i nonni, perché in gamba tutti e 4 (o quasi 🤭🤫😂), però la linea educativa deve essere conforme a quella data da noi genitori, ovviamente con qualche strappo alle regole, ma che non siano sulle questioni più rilevanti.

Detto questo posso dire a gran voce, che i nonni sono una risorsa preziosissima sia per noi sia per i nostri bambini.

Per i nonni una sola raccomandazione: “ascoltateci di più“!

Quando si parla di scuola, si aprono innumerevoli universi fatti di cose positive e cose negative. L’annosa questione delle supplenze, è vista da molti genitori come una catastrofe da scongiurare puntualmente.
Dal mio punto di vista non penso sia una cosa negativa, anzi in un certo senso, penso sia  molto positivo variare e intervallare saltuariamente la figura dell’insegnante durante l’anno scolastico. Questa possibilità a mio avviso, dovrebbe esser vista come stimolo per i bambini, non solo per fare e svolgere materialmente cose diverse, ma per sperimentare relazioni differenti a seconda delle maestre che si trovano di fronte i ragazzi. I bambini infatti, imparano a calibrarsi in maniera diversa a seconda delle persone che hanno davanti, a seconda dell’autorevolezza che sperimentano di volta in volta. Per questo, la questione supplenze, la vedo come una possibile fonte di arricchimento, non una tremenda disgrazia da scongiurare più della peste.

Continuità didattica? Sicuramente penso che non sia importante la maestra in quanto tale, ma che questa importante figura, se pur variabile nel corso degli anni, garantisca certi requisiti standard, che a mio avviso sono alla base, per tutti quelli che vogliono chiamarsi insegnanti. La maestra (per le scuole materne ed elementari) deve essere amorevole, gentile, paziente, rispettosa, educata e perseverante.

Io sono una convinta sostenitrice dell’importanza di mandare i bambini dopo il primo anno all’asilo nido, perché gli ambiti d’apprendimento del bambino (cognitivo ed emotivo), sono stimolati in maniera maggiore, rispetto allo stare a casa con genitori, nonni e tate. (vedi articolo)

Ieri ho fatto la mia prima supplenza.
Vi chiederete, come mai, una giornalista televisiva, blogger, faccia anche la supplente.

La mia formazione universitaria in Psicologia, mi consente di poter insegnare in certi tipi di scuole, istituti comprensivi statali e comunali, mi piacciono molto i bambini e per questo ho dato la mia “messa a disposizione” per le supplenze, e così mi hanno chiamata per sostituire 3 giorni, un’ insegnante di una scuola materna dell’infanzia fiorentina.

L’esperienza è stata fantastica, mi è capitata una classe mista, ovvero con bambini che oscillano dai 3 ai 6 anni d’età.
Appena sono arrivata la bidella mi accoglie dicendomi che la classe “non era delle più facili”, anzi con la presenza di soggetti difficili…ed ho subito pensato: “Eccoci iniziamo bene”…
invece con mia grande soddisfazione le cose sono andate molto bene.
Non c’è niente di peggio del pregiudizio, odio gli stereotipi, perciò, ho provato a non farmi influenzare. All’inizio, appena sono entrata, un gruppetto di bambini, tra cui molte femmine mi ha accolta con un caloroso abbraccio, e subito questa cosa mi ha sciolta. Poi, senza tanti preamboli, mi hanno consegnato la classe, indicandomi gli elementi più turbolenti, che ben presto ho capito essere bambini come gli altri, che avevano solo bisogno di una fisicità maggiore, rispetto agli altri. 

Ho subito cercato di entrare in  farli divertire, proponendo attività nuove, e lodandoli ogni qual volta potevo, e così anche una classe “più difficile” può diventare una “classe modello”. Ovviamente queste cose non si realizzano in pochi giorni di lavoro, ma in un contatto continuo, fatto di pazienza, sacrificio e perseveranza, virtù che ogni maestra/insegnate dovrebbe avere.
Insegnare secondo me è una vocazione, una professione per la quale devi sentirtici portata, proprio come quella medica, perché in entrambi i casi sono mestieri nei quali devi avere a cura, forse più di te stesso, il prossimo, che siano pazienti o bambini.  Per quanto ho visto, le cose non vanno sempre in tal senso, certe persone, dovrebbero fare un altro mestiere, perché non propriamente portate per questa professione. Il ruolo della maestra è fondamentale nell’educazione e nella formazione personale di un bambino, a volte anche solo l’etichettare una classe o un bambino, può fare più danni della grandine, perché gli equilibri sono molto delicati e i bambini sono spugne, assorbono tutto, oltre al fatto che sono molto sensibili e capiscono anche le sfumature, spesso molto più degli adulti.

 

Nel mio BLOG di – LIFESTYLE –  mi occupo tra le altre cose di  MOM & KIDS

Comodo il BOX vero?
“Certo Mamma, sarà comodo per te, non per me!” parola di bambino!!
Questa potrebbe essere la risposta dei nostri piccini, quando li recludiamo all’interno di quello spazio così ristretto.  Forse il BOX, potrebbe andare bene, quando ancora non si muovono, quando non sanno nemmeno girarsi.
Sicuramente quando il bambino inizia ad approcciarsi alle prime esplorazioni, ai primi  movimenti, a gattonare e infine a mettersi in piedi, numerosi studi hanno dimostrato (ma anche il buon senso!!) che uno spazio grande, come una stanza, allestita appositamente per loro, fa sviluppare molto di più le capacità motorie e lo sviluppo psico-fisico del bambino.
Il Box non è altro che una gabbia, alla stessa stregua di una celletta per animaletti.
Come avrete capito, non sono per l’uso del BOX, perché penso che sia più che altro un presidio comodo per noi mamme, specie quelle più ansiose.
Non è un presidio che favorisce una sana psicomotricità del bambino, perché questo ha bisogno di esplorare, guardarsi intorno, vedere orizzonti anche più lontani, sperimentando i propri limiti.

Quindi niente Box, ma spazio ad ambienti aperti, preventivamente attrezzati e privi di pericoli.  I bambini stanno bene in terraperché sono liberi di gattonare e esplorare i propri movimenti, sviluppando i loro sensi, le loro abilità motorie e la loro cognizione.

A volte mi vengono i brividi, quando vedo le mamme che tengono fissi i bambini in collo, credendo di fare il loro bene… non capiscono che facendo così, sacrificano la loro schiena e il loro piccino.

I bambini dai 3 mesi in poi (anche prima se volete) devono stare in terra! Siccome il pavimento è duro, vi suggerisco di comprare i tappeti morbidi, quelli appositamente studiati per le loro esigenze e necessità.
Oggi vi parlo di un tappeto della Tiny Love, l’ultimo arrivato a completare la collezione delle loro palestrine e tappeti per i più piccoli, con toni Black & White
Perché ho preferito il bianco e il nero, invece del colore?
Per il semplice motivo che questo forte contrasto, cattura maggiormente l’attenzione dei nostri piccini, risultando con immagini più nitide e chiare, rispetto al resto del contesto circostante, caratterizzato da diversi colori e sfumature.
La retina del neonato infatti, percepisce solo i forti stacchi cromatici, così il bianco e il nero danno una maggiore  stimolazione visiva.
Un tappeto XL 100×150, con diversi morbidi tessuti e varie attività, come il gioco del cucù, lo specchio per riflettersi, i nastrini colorati, e la stellina massaggiagengive da afferrare e mordicchiare.
Facile da trasportare, grazie all’apposita chiusura con il grande bottone.  Comodo e pratico perché lavabile in lavatrice a 30°. Io mi sto trovando bene.
Perciò mamma, prepara al meglio la stanza per il tuo piccino, seguendo i miei consigli, niente BOX ma stanza attrezzata e adeguatamente protetta e lascialo libero di esplorare.

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Partiamo dall’inizio. Cos’è un Blog?

Il BLOG è uno spazio nel web, una piattaforma di proprietà di una persona: il Blogger.
In questa pagina si può postare articoli, foto e video, nella forma che si vuole.

Perché si apre un Blog? Per comunicare!
L’importante è sapere (e vi assicuro che molti Blogger, o presunti tali, non lo sanno!) cosa si vuole comunicare, quali sono i messaggi che si vogliono veicolare, quali sono gli interlocutori che andremo a colpire, insomma perché si scrive!

Ogni Blog, ha una sua tematica, c’è chi realizza un diario quotidiano, scrivendo anche quante volte va in bagno (detto tra noi, lo trovo tremendo, trash, lontano dall’essere un contenuto interessante) e chi posta settimanalmente, contenuti inerenti all’argomento che ha scelto di seguire. Ovviamente i Blog che vanno per la maggiore, sono quelli monotematici, che raccontano di 1 solo argomento. Ti consiglio di optare per questa scelta, tu che vuoi aprire  il tuo BLOG, poiché un tema solo, assicura certamente più visibilità. Cerca di non disperdere le tue preziose energie su altri argomenti, perché oggi è la settorialità che funziona.
Pensa a Blogger di successo, come Chiara Ferragni, Dario Vignali o Salvatore Aranzulla, loro sono un classico esempio di quello che significa una settorialità riuscita.

L’eclettismo, ahimè,  non funziona nel web!

Come sempre, dalla teoria alla pratica c’è un abisso…
Per quanto riguarda la mia piattaforma, il mio BLOG, io ho scelto, per forza di cose, di trattare LIFESTYLE, termine ombrello, che raccoglie diverse tematiche. E’ più forte di me, non riesco a settorializzarmi ulteriormente, non ce la faccio a scrivere di 1 solo argomento. Perciò la scelta di abbracciare il “lifestyle blogging”  mi ha salvato dalla drastica decisione di buttarmi a capofitto verso un argomento singolo.

Di seguito la mia TOP 5 per iniziare la tua avventura.

CREA IL TUO BLOG:  

– TOP 5 –

  • Scegli 1 solo argomento
  • Scrivi ciò che ti appassiona
  • Sii costante, pubblica anche solo 1 volta al mese, ma non mancare l’appuntamento
  • Cura forma e aspetto del tuo Blog, impronta il tuo personale stile
  • Sii te stesso, non sforzarti di essere chi non sei, a lungo andare stanca

Da quasi vent’anni sono legata a doppio filo al mondo della comunicazione, a partire dalla mia formazione universitaria, i miei studi in Psicologia, al quotidiano lavoro in televisione, che svolgo con passione, ogni stagione, dal 2001 a questa parte.
Adoro comunicare a modo mio e il BLOG è la mia voce.

Mi chiedono spesso perché io non riesca a selezionare una sola tematica per il mio BLOG.

Semplice, perché da sempre, curo interessi e argomenti diversissimi tra loro. Dall’età di 18 anni, lavoro in tv, ho una lunga gavetta alle mie spalle, da valletta a conduttrice, da spalla a protagonista di trasmissioni, di sport, attualità e salute-benessere. Quale argomento scegliere dunque? Qualcuno ovviamente mi avrebbe consigliato il calcio, essendo senza falsa modestia, il volto che più si lega ai programmi sulla Fiorentina, del territorio toscano.
Sarebbe stata la scelta più facile, ho già un nutrito pubblico che mi segue e mi riconosce come moderatrice e intrattenitrice accanto a personaggi che ruotano intorno al mondo Viola… Ma lungi da me, parlare solo di calcio…

Il mondo della salute e del benessere mi piace molto, trovo che sia il mio argomento di punta, avendo senza falsa modestia, (la modestia non fa parte delle mie virtù 😜) molta competenza in questo settore, non limitandomi a fare la mera conduttrice, ma una parte integrante del contenuto delle mie trasmissioni.
Sono contornata da medici da tutta la vita e la mia formazione universitaria in Psicologia della salute, mi da quella padronanza che credo faccia la differenza.

Da quasi 3 anni a questa parte, sono diventata mamma di due bimbe, inevitabilmente il mio mondo sono loro, così all’interno del mio BLOG racconto anche di questa meravigliosa avventura che è la maternità, che scopro giorno per giorno. Un percorso fantastico non privo di ostacoli.

Perciò eccoli qua i miei argomenti:

Tutto ciò dentro la parola LIFESTYLE

In fin dei conti, anche io sono settoriale, mi occupo “solo” di lifestyle…

 

Mi hanno chiesto: "Se lavori in TV, perché fai la BLOGGER?"
La mia risposta: "Proprio perché lavoro in TV, faccio la Blogger!!!
Perché vi assicuro (come in tutti i lavori) non è sempre rose e fiori...anzi...
Sei continuamente messa in discussione da logiche editoriali, a volte giuste, 
altre campate totalmente in aria.
Puoi rasentare la perfezione (ed è il mio caso 😂😁😜) nonostante ciò, 
sarai sempre soggetta a mille critiche, a volte anche gratuite. 
Peccato sfugga loro, che una persona valorizzandola, rende il triplo!
Editori, datori di lavoro, direttori, colleghi e altri addetti ai lavori,  
che per dinamiche di potere, stupide rivalse e a volte banalissima invidia, 
cercano di metterti i bastoni tra le ruote. 
Che si accomodino pure... io vado avanti come un trattore, pronta a frantumare 
tutti quei bastoni, grandi o piccoli, che tentano di impedire il mio percorso. 🔨
Anche per tale ragione, ho sentito l'esigenza, di avere il mio prodotto, di lavorare 
per me stessa e comunicare quello che più mi piace, nella maniera in cui voglio. 
Ciò mi è possibile con il Blog.

Dopo la frenetica e caotica settimana del Pitti Immagine Uomo, torna il consueto appuntamento con Pitti Bimbo, la tre giorni dedicata alle ultime tendenze della moda per i più piccoli. 

Oltre alle solite collezioni quest’anno, sono stata colpita in particolar modo da alcuni allestimenti che ho trovato veramente adorabili… 

In primis senza dubbio, quello che mi è piaciuto di più è stato soprattutto lo stand della Barbie, la mitica icona che ha fatto sognare, come me, milioni di bambine (e a volte anche bambini) di tutto il mondo.
Stile, classe ed eleganza, racchiuso in una bambola di pochi centimetri, abbigliata in maniera sempre diversa, con look impeccabili e variopinti a seconda del mood e delle mode del momento.
La mia preferita in assoluto, ma anche la più venduta di sempre, era la “Barbie Totally Hair”, con capelli frisè lunghissimi e con un abitino mini dai colori sgargianti.

 

Chissà che fine avrà fatto la mia Barbie? Sicuramente mia madre, l’avrà regalata a qualche bambina più piccola di me, quando non ci giocavo più.
You can be anything: mi piace il nuovo messaggio che si vuole veicolare, ovvero:  “Tu puoi essere ciò che desideri”, uno slogan che adoro e che trovo molto efficace, il motto è PACE, acronimo per Positive Attitude Changes Everything, che tradotto significa: l’approccio positivo migliora tutto.
C’è una corrente di pensiero anti-Barbie, che rivendica il fatto di rappresentare un’ideale femminile di bellezza irrealistico, come un estrema magrezza e perfezione estetica.
Da pochi anni a questa parte, sono uscite in commercio le amiche di Barbie, bambole di etnia e corporatura differente, non mancano anche quelle oversize, così da accontentare tutti.

E poi Alice in wonderland …con i suoi personaggi stravaganti e meravigliosi : il Bianconiglio, il Brucaliffo, Stregatto e il Cappellaio Matto.
La mia favola preferita di sempre, il bellissimo racconto di Lewis Carroll uscito nel 1865 ma reso celebre, come molte altre fiabe, dall’omonimo cartone animato firmato Walt Disney, nel 1951.

E ancora Hello kitty, il gattino bianco, nato negli anni 70, da una designer giapponese, e diventato ben presto famoso in tutto il mondo.

E per finire un tuffo negli anni 80/90 con gli storici videogiochi e i mitici flipper, gli immancabili amici che tenevano compagnia nei bar e nelle sale giochi, prima dell’avvento delle consolle domestiche e degli smart-phone,  un vero e proprio revival di ricordi che mi ricorda la mia infanzia, paleolitico per le nuove generazioni.

Quanta nostalgia!

Qual’è il Vostro metodo preferito di conservare le fotografie? C’è chi sceglie cofanetti, chi album tradizionali e chi, forse più moderno, opta per soluzioni digitali come il fotolibro e il fotoalbum.

Il fascino dell’album tradizionale è innegabile, ma altrettanto innegabile è la fatica e la perdita di tempo nell’ordinare e successivamente incollare manualmente le foto. Personalmente mi sono fatta un po’ prendere la mano e ho stampato, qualcosa come 500 foto che avevo sul mio telefono, con l’intento di attaccarle prima o poi, nei bellissimi e artigianali album che ho acquistato. Morale della favola? Gli album sono ancora da rinnovare, e le foto sono nel loro raccoglitore iniziale, che aspettano ancora di essere attaccate. Capirete che il tempo, care mie mamme, fugit, come dicevano i latini, perciò mi sono fatta furba, e stavolta, ho deciso di fare un fotoalbum.

Fotoalbum o fotolibro? Quali sono le differenze?

Entrambi sono progettati grazie a specifici software, quindi non ci sarà nessuna foto incollata e sovrapposta sulla carta, ma la superficie rimarrà liscia con la vostra foto in evidenza.  In questo caso, per chi lo desiderasse, in ogni pagina è possibile inserire elementi grafici, scritte, sfondi, texture, a seconda del programma scelto e dal vostro personale gusto. La cosa bella, è che è tutto completamente personalizzabile.


La differenza tra i due, è che il fotoalbum ha le pagine più rigide, il fotolibro, come dice la parola stessa ha le pagine come un libro e quindi è più soft del fotoalbum.

Io, per fare una raccolta di momenti delle mie due bambine, ho optato per il fotoalbum, e mi sono affidata, ad un portale che si chiama appunto: fotoalbum.com, con ottime recensioni e con la massima possibilità di personalizzazione.

Ho scelto la linea “Happy Canvas” fotoalbum rivestito in tessuto, con texture elegante sale&pepe, nella misura 33×25.

E voi quale metodo  preferite per conservare i vostri ricordi?

www.ilfotoalbum.com

“L’ Epifania tutte le feste le porta via!” 
E menomale dico io, perché tra Natale, vigilia, Santo Stefano, ultimo dell’anno, primo dell’anno, ogni scusa è buona per mangiare, specialmente dolci, che peraltro io adoro. Proprio per questo, non avvallo l’usanza della calza della befana, colma di cioccolatini e co. e non solo  perché ho un marito dentista 😬, ma anche perché trovo sia dannosa quella quantità di dolci, specie caramelle, che non apportano nessun beneficio all’organismo, anzi, servono solo ad innalzare i livelli di insulina nel sangue, e sinceramente non mi piace che le mie bambine abusino di zuccheri semplici e del tutto inutili se non dannosi.

Per tale motivo, da quest’anno la Befana nella sua calza, cercherà di portare tutto tranne i classici zuccherini. Stavolta ha portato due pensierini, e siccome la mia bimba più grande ha ricevuto diverse cosine da Babbo Natale, allora trovo giusto mettere qualcosa anche per la mia piccolina di 7 mesi.

Per l’occasione ho selezionato qualcosa di semplice ma allo stesso tempo complesso e multiaensoriale come questa palla a forma di spirale con diversi accessori, si chiama: Inspiral – Swirling Ball  di Tiny Love. Al tatto ha una consistenza morbida, perché rivestita di un materiale speciale, rotea su se stessa, ma non è una semplice palla in quanto si può giocare al suo interno che accoglie quattro anellini, in pratica è possibile esplorare il giocattolo dentro e fuori, in una estremità ha un un labirinto di perline. Un piccolo oggettino, ma ricco di attività per lo sviluppo cognitivo e che facilita le capacità motorie.

 

Dulcis in fundo, un altro prodotto Tiny Love, una lampada proiettore musicale, una cosa che ho amato appena l’ ho conosciuta. L’oggetto in questione si chiama Tiny Dreamer  ed è un’ottima idea regalo per tutti i mimmi che amano addormentarsi con una lucina soft e una specifica ninna nanna, perché nonostante abbia già di default alcune ninne nanne al suo interno, contiene un lettore mp3, nel quale potete inserire 35 minuti della musica che preferisce il vostro bimbo.  E poi, che dire del proiettore di stelle? Semplicemente meraviglioso, io e le mie bambine ci incantiamo a vedere le stelle cambiare colore sul muro,  con il dolce accompagnamento musicale. L’atmosfera acquista un po’ di magia e tranquillizza anche noi grandi, che siamo sempre un po’ troppo stressati. Trovo che sia ideale per la nanna, ma anche adatto a rilassare i bambini (e le mamme 😉), quando sono sovreccitati. Il Tiny Dreamer,  può essere anche un valido compagno di viaggio per i nostri Mimmi, in quanto facilmente trasportabile, grazie all’apposito laccio.

Il seggiolino auto  è per fortuna diventato uno degli oggetti obbligatori per legge, per quanto riguarda la sicurezza stradale dei nostri piccoli. Mi viene in mente qualche decennio fa, quando non c’era questa attenzione alla sicurezza e quando questi presidi non esistevano ancora. Se ripenso alle statistiche sugli incidenti, mi vengono i brividi. Per fortuna, oggi giorno utilizziamo tanti accorgimenti in più per i nostri piccoli e per la loro sicurezza. La strada da sempre è un coacervo di pericoli, che si celano ovunque e soprattutto in ogni momento. Infatti in auto, anche se prudenti e rispettosi del codice stradale, è bene ricordare che siamo sempre soggetti alle negligenze altrui. Se devo essere sincera, questo pensiero, mi spaventa molto, specialmente da quando sono diventata mamma. Vedo continuamente, persone al volante con il telefono in mano (anche autisti di autobus 😱) che noncuranti dei forti rischi che corrono, e fanno correre agli altri, perseverano con questi atteggiamenti pericolosi. Per tali ragioni, non siamo mai abbastanza sicuri in strada, perciò è fondamentale attuare ogni misura di sicurezza per far fronte ad ogni evenienza e non solo per viaggi lunghi in autostrada, ma sempre, anche per brevi tragitti quotidiani. La tecnologia, grazie a Dio, ogni anno che passa evolve e ci mette a disposizione ausili sempre più all’avanguardia, per garantire una sicurezza maggiore.

E’ questo il caso di AxissFix Air Bébé-Confort, il primo seggiolino auto con airbag incorporati, che si attivano in caso di forte urto. Una vera novità e una grande innovazione per quanto riguarda la sicurezza in auto.

Io ho l’ovetto Bébé-Confort, con la base Isofix, ma volevo prendere un seggiolino auto che fosse anche girevole, per mettere e riprendere comodamente la mia bimba, e per avere il doppio uso, fronte strada e in senso contrario di marcia, fino ai due anni di età, vista la maggiore tutela.

Documentandomi su vari prodotti,come ogni mamma è solita fare, prima di imbattersi nell’acquisto di queste cose, la mia attenzione è andata su AxissFix Air, eccolo qua il prodotto che fa ha fatto al caso mio, seggiolino girevole a 360°, con sistema di Airbag incorporati, per testa e spalle, che lo rendono ancora più sicuro. Grazie Bébé-Confort, questo è esattamente quello di cui avevo bisogno.

www.bebeconfort.com

Essere mamma ti fa scoprire orizzonti sempre nuovi. Ti fa cimentare in cose che prima non sognavi neanche di fare. Come ad esempio la costruzione di giochi artigianali. È questo il caso dei lavoretti hand made, che all’asilo, nel periodo natalizio, fanno confezionare a noi mamme, per il regalo, che Babbo Natale consegnerà ai bimbi. Poveri piccini, ignari di essere i destinatari finali dei nostri esperimenti, a volte anche mal riusciti 😅.
Anno scorso è stata la volta del Bruco. Dovevamo costruire questo animaletto, perché ispirati dalla canzone omonima,  “Diamo la caccia al Bruco”, che è stata il leitmotiv, dello scorso anno.
Per fare il bruco è stato abbastanza semplice, è bastato munirsi di un lungo calzino di lana, senza tallone, e riempirlo con ovatta o imbottitura apposita, fare delle strozzature con del fil di ferro colorato, per delineare il corpo e ornarlo con occhi, bocca e naso, con gli appositi accessori, ed il gioco era fatto.Anche per chi non ha manualità, il bruco è una delle cose più semplici che si possano fare, basta avere il materiale e soprattutto l’utilissima colla a caldo.

Quest’anno le maestre hanno deciso di costruire gli animali della canzone “Walking in the Jungle”.
La cosa si è fatta un po’ più complessa. Sapendo che il tempo, a noi mamme, manca sempre e che la semplicità è la nostra miglior amica, ci hanno dato l’opportunità di scegliere la modalità di esecuzione di questi animaletti. Le possibilità erano principalmente due, una più complessa e l’altra più semplice.

Nella modalità più complessa, ma anche più carina, imbottiti con pannolenci, chiusi con cucitura o colla a caldo, nella modalità più semplice, disegni colorati da applicare sul cartoncino. Indovinate inizialmente io per quale avevo optato? Esatto per il cartoncino.

Poi però ho immaginato che la mia bambina, avrebbe gradito senz’altro di più quelli imbottiti, fatti a pupazzetti, tridimensionali, rispetto a quelli bidimensionali su cartoncino. Ho pensato che sicuramente vedendoli ai compagni avrebbe voluto i pupazzetti e non i semplici disegni. Allora mi sono armata di pazienza, calma e soprattutto di pannolenci, ovatta, ago e filo e mi sono cimentata in questa impresa. So che per molte di voi, questa è una cosa banale e facile, ma per me, che non ho facilità con certe doti artistiche, è stata una bella sfida.Per fortuna, Ambra e Federica, (loro si che sono ganze)  mamme dei compagni della mia bambina, mi hanno prestato il materiale, che ovviamente io non avevo, e così ho iniziato anche io.

La prima cosa è stata ritagliare i cartamodelli degli animali, in special modo, la scimmia, la tigre, il tucano e la rana. Sono questi i protagonisti della canzone.
Una volta ritagliati, si sceglieva il colore del pannolenci e su questo si tracciava con un pennarello la forma del cartamodello per poi ritagliarlo. Poi si procede con il ritagliare le alte forme che daranno la caratteristica forma dell’animale, come occhi, bocca, etc…

A questo punto ci sono due modi, uno più semplice e immediato, l’altro più lungo. Colla a caldo o cucito.

Una volta deciso il metodo di chiusura si procede con inserire l’imbottitura, nel caso della cucitura, come ho fatto io, Ambra, la mia amica tuttofare, mi ha consigliato di cucire metà animaletto, imbottirlo ben bene e poi chiudere la restante parte.

Questo è il risultato. Non siate troppo severe, d’altronde era la prima volta per me, e sul versante cucito, se guardate, ho fatto qualche pasticcio.

Nel video, spiego tutto il procedimento.

Buon lavoro a tutti!!

Sabato 15 dicembre, da Nidò in viale dei Mille a Firenze, si fermerà la slitta di Babbo Natale.
Babbo Natale, porterà con sé idee regalo e soprattutto tanti sconti.
La cosa carina è che tutti noi avremo la possibilità di immortalare i nostri piccoli con il loro personaggio preferito, colui che: “porta i doni a tutti i bimbi buoni.”
Questo è lo special day Nidò.
Oltre ad essere un bel momento per i nostri bimbi, sarà un’occasione per ultimare e soprattutto improvvisare gli ultimi regali di Natale. Eh si, proprio così, perché più ci avviciniamo al Natale e più irrompe il classico tormentone dei regali natalizi.

Il Natale è alle porte e come sempre, non so mai cosa regalare e ovviamente mi riduco sempre all’ultimo, situazione che poi mi porta al classico stress “cerca regali”.
Tra l’altro siamo subissati continuamente da messaggi pucclicitari che sponsorizzano mille idee, alcune anche interessanti, ma almeno per quanto mi riguarda, alla fine me le dimentico tutte.

Allora ne approfitterò da Nidò, con la scusa di Babbo Natale 😉, per trovare qualcosa di carino per i mimmi delle mie amiche e gli amichetti della mia bimba più grande.
In quella occasione Nidò farà un 15% di sconto su due prodotti Inglesina, ovvero l’ altalena Wave e il seggiolone My Time 

E poi un bel 20% sui giocattoli, perciò care amiche, possiamo sbizzarrirci negli ultimi doni da dedicare ai nostri piccini.
Per quanto mi riguarda, vorrei comprare qualche gioco in legno per le mie bambine, inoltre mi piacciono molto le  lampade che ho visto in negozio, quelle che fanno una luce soft, da posizionare nella cameretta.
Inoltre domenica 16 ci sarà il 20% di sconto su tutto l’abbigliamento.

Imperdibili, dunque questi due appuntamenti, dello Special Day Nidò, che vi ricordo essere:

  • sabato 15 dicembre = il 15% sul seggiolone My Time e sull’altalena Wave di Inglesina e il 20% su tutti i giochi.
  • domenica 16 dicembre = 20% su tutto l’abbigliamento.

Buono shopping!

www.nidò.it