Category

MOM & KIDS

Category

Finalmente sono arrivate le vacanze, io partirò la prossima settimana alla volta del Sud della Sardegna, una terra meravigliosa che amo con tutto il cuore. Il mio pensiero adesso sono le valigie!

Valigie non solo mie ma anche per le mie bambine. 😵

Il pensiero di preparare la valigia mi inquieta un po’, ma forza e coraggio, iniziamo! Da dove cominciare?
La prima cosa da fare è pensare alla meta, e a quanti sono i giorni che trascorreremo in vacanza.
Mare o montagna? Città o natura? Mondanità o tranquillità?
Rispondendo a queste domande, già è possibile selezionare diverse situazioni. Una volta capito il nostro approccio alla vacanza, possiamo procedere.

In ogni caso, indipendentemente dalla meta, ecco le cose da non dimenticare.

10 cose indispensabili

  1. DOCUMENTI carte d’identità, passaporto, patente, biglietti e codici home banking
  2. SOLDI e CARTE DI CREDITO
  3. CELLULARE e CARICABATTERIA
  4. MACCHINA FOTOGRAFICA
  5. CREME SOLARI e SPRAY ANTI-ZANZARE
  6. OCCHIALI DA SOLE
  7. CAPPELLO
  8. PHARMA CASE medicine per tamponare le emergenze
  9. ABITI E CALZATURE COMODE
  10. BEAUTY CASE e ASCIUGACAPELLI

Solitamente o si portano troppe cose, inutili e superflue, ingombrando stupidamente lo spazio a disposizione, oppure al contrario non si porta quasi niente, dimenticandoci anche dello stretto necessario.

Ecco allora la mia guida per fare valigie intelligenti, cercando di non dimenticare niente, pianificando con alcune strategie tutto il necessario, evitando il superfluo.

La prima cosa da fare è contare i giorni e capire che tipo di vita faremo in vacanza. 

Ecco gli STEP da fare

  • Prendere VALIGIE con l’ampiezza necessaria alle tempistiche e ai dettagli del viaggio, meglio optare per quelle semirigide, con la possibilità di ampliamento.
  • Disporre sul LETTO i vestiti che si crede di indossare durante la vacanza. 1 o 2 cambi al giorno, a seconda del tipo di vacanza.
  • Scegliere VESTITI versatili, in grado di andar bene in diverse occasioni e che siano facili da abbinare con borse e scarpe.
  • Le  SCARPE solitamente sono molto ingombranti, perciò valuta bene quale portare. Io consiglio un paio di infradito, un tacco e una sneakers.
  • La BORSA scegliere una per il giorno, e una più piccola per la sera, in ogni caso meglio optare per colori neutri che si abbinino con tutto.
  • Portare almeno un COSTUME da bagno, in montagna, nelle città d’arte, o dove volete, è sicuro che una piscina la troverete sempre.
  • Importante non dimenticare il classico golfino per la sera o GIUBBOTTO di jeans. Vi consiglio anche un cambio pesante nell’evenienza che piova o che si raffreddi inaspettatamente.
  • Pensare a quale saranno le ATTIVITA’ della vacanza. Rafting, arrampicate, trekking, passeggiate, nuoto o altro, così da non dimenticare il necessario.
  • Preparare il BEAUTY-CASE ricordando di non portare cose superflui ma prodotti realmente utili.
    Il mio contiene:  crema per il viso, per il corpo, shampoo, bagnoschiuma, spazzolino, dentifricio, pinzette, forbicine, lima da unghie e rasoio.
  • Prendere spazzola, pettine e ASCIGACAPELLI e il necessario per le pettinature.
  • Cercare di non ridursi all’ultimo minuto o la sera prima per preparare le valigie (come sono solita fare io 😅, predico bene e razzolo male! )

Inoltre per capire il tipo di valigia più consona, dovrai valutare il tuo mezzo di trasporto, se auto, aereo, treno o pullman. In caso di aereo potrai portare oltre al classico bagaglio che invierai in stiva, il bagaglio a mano, che potrebbe essere un trolley, che rispetti le misure delle compagnie aeree, che solitamente sono molto rigide. Ricorda di pesare il bagaglio a mano per non eccedere rispetto ai limiti concessi dalla compagnia aerea. Nel bagaglio a mano non portare liquidi, cibi, se non acquistati dentro il gate e oggetti appuntiti, come coltellini o forbicine. Il beauty-case con i tuoi prodotti lo devi imbarcare dentro la valigia in stiva. Ricorda che per l’auto la valigia morbida, si adatta molto bene agli spazi, l’importante, a mio avviso è sia comoda e che sia munita di ruote.

E per le bimbe? Beh teoricamente le regole sarebbero le stesse, praticamente però mi troverò come sempre  a portare giochi, giochini e altre cose del tutto inutili. Cercherò di limitare il superfluo, ma so già che sarà impossibile. 😅

Sicuramente dimenticherai qualcosa, come sempre, ma questo fa parte del gioco!

✈ BUON VIAGGIO ✈

I bambini con l’arrivo della bella stagione, sentono il bisogno di uscire, e di passare del tempo all’aperto, giocando in libertà.  Credo che questo sia un istinto primordiale, un richiamo atavico verso la natura, con i suoi mille colori, suoni e profumi.  Le suggestioni della campagna, sviluppano un senso di benessere generale, favorendo un senso di relax e appagamento.L’intelligenza del bambino è un costrutto in divenire che si basa su molti fattori, tra i quali un costante bisogno di sperimentare con tutto il corpo ogni stimolo trovato. Un apprendimento a 360 gradi, sul piano cognitivo, motorio e soprattutto emotivo.

Giocare a contatto con la natura, significa spaziare in maniera attiva, libera e autonoma, ottemperando al loro bisogno di esplorazione e colmando la loro curiosità. Correre, camminare, saltare ed esprimersi in libertà,  oltre a favorire l’equilibrio e la coordinazione cognitivo-motoria favorisce l’attività fisica, combattendo uno stile di vita sedentario e dannoso.

Elementi naturali come acqua, terra, sassi, legnetti, foglie, fiori, costituiscono esperienze insostituibili dove ogni piccino sperimenta il suo personale concetto di fantasia incrementando il suo pensiero creativo. In psicologia si parla di pensiero divergente, che al contrario di quello convergente, stimola sempre nuove soluzioni e situazioni di gioco alternative. Il gioco manipolativo, che spazia a seconda dei materiali trovati nella natura incrementa l’immaginazione e trova nella campagna terreno fertile per intuire, scoprire, inventare e creare nuovi giochi.

 BENEFICI
del contatto con la natura

  • Aumenta il buon umore, rilassando mente e corpo
  • L’ aria respirata è migliore, priva di smog e inquinamento
  • Stimola l’attività fisica, che a sua volta stimola la serotonina, ormone del buon umore
  • Combatte la noia, favorendo l’esercizio fisico, e contrastando l’obesità, contro uno stile di vita sedentario
  • I cibi sono spesso a Km 0, perché prodotti da orti e campi in loco, o comunque provenienti da filiere corte
  • Il bambino familiarizza con animali di diverso genere, aiutandolo così a non sviluppare inutili fobie, come ad esempio quella degli insetti.
  • Stimola nuovi e diversi giochi con materiali naturali come terra e vegetazione
  • Sviluppa il rispetto per l’ambiente e il senso di appartenenza verso il nostro mondo, favorendo una mente ecologica

Ci sono diverse FORMULE per godere dei benefici della natura.

-Le Fattorie didattiche, sono fattorie immerse nel verde con vari animali con i quali è possibile interagire. E’ un posto dove i bambini si divertono, sperimentando in loco diverse esperienze.
Latte, formaggio, miele, olio, vino, sono tutte lavorazioni che si possono trovare in queste speciali fattorie.

-I Parchi avventura sono un’altra formula intelligente ma soprattutto divertente,  dove è possibile praticare attività avventurose immerse nel verde. Arrampicate, percorsi ad ostacoli, ponti tibetani, rafting e tanto altro ancora, ovviamente tutto, con gli ausili necessari per garantire la sicurezza dei nostri bambini.

Il mio consiglio è di non far mancare ai vostri bambini l’esperienza di stare a contatto con la natura, qualunque essa sia.

E così anche questi due anni sono passati, l’asilo nido è finito, Celeste è cresciuta, ha 3 anni e a settembre andrà, come dice lei, alla scuola dei grandi, ovvero alla materna.   

Non vi nascondo che sono un po’ triste, perché questi due anni sono stati speciali, hanno visto crescere la mia bambina, facendole compiere tantissimi traguardi. L’autonomia nello svolgere tante azioni, dalle più banali, alle più complesse.
Lo sviluppo del linguaggio, il lessico acquisito, le regole della condivisione con gli altri, i rituali nel mangiare, il controllo degli sfinteri, e il conseguente abbandono del pannolino a due anni, tanti stimoli e insegnamenti, che hanno fatto di Celeste, la bambina che è adesso .

So benissimo, che in tutte queste cose che ho elencato, c’è la fondamentale componente familiare, indispensabile e centrale nello sviluppo psico-cognitivo del bambino.  L’ asilo nido però, è una variabile molto importante nella crescita di un bambino per i tanti e i diversi stimoli offerti, che con tutto il bene e l’amore del mondo, genitori, nonni e tate, non possono eguagliare.

L’ultimo giorno di asilo, ho pianto e sono stata triste tutto il giorno. Mi dispiace molto salutare quell’ambiente meraviglioso e quelle educatrici così speciali che hanno piantato nella mia bambina tanti semini fecondi di buoni insegnamenti. Come ho già detto, un luogo speciale per me, che ha visto crescere me, mia sorella, mio nipote e adesso le mie bambine.

Ho già fatto un articolo sull’importanza del far frequentare ai nostri piccini l’asilo nido, e dei benefici che ne derivano. Come in ogni cosa, ci sono pareri concordi e  diametralmente opposti.
Tra noi mamme ci sono le favorevoli, e devo dire che secondo il mio calcolo statistico, sono sempre più, e quelle contrarie. Come ben sapete io sono super favorevole, e consiglio l’asilo nido ad ogni mamma me lo chieda, però ci sono alcuni casi che posso assolutamente comprendere la decisione opposta.
Tra queste motivazioni ovviamente ci sono i motivi di salute, in quanto, purtroppo esistono anche situazioni molto difficili, nelle quali i bambini stanno fisicamente male o sono affetti da patologie fisiche e in quel caso, se non ci sono sussidi o ausili necessari, la questione non sussiste. 
Poi ci sono quei casi in cui la famiglia, non si può permettere economicamente di sopperire a tale esborso economico, in quanto, ahimè l’asilo nido, ha un costo abbastanza alto.
Queste sono ragioni che capisco e comprendo assolutamente!

Io mi sento di consigliare vivamente l’esperienza dell’asilo nido, a patto che la struttura sia conosciuta e recensita positivamente, e che incontriate direttamente voi stesse le educatrici. Inoltre la cosa fondamentale, rimane captare e intercettare sempre il feedback del vostro bambino, quella è la cartina tornasole dell’ambiente che respira. 

Vi presento, se non lo conoscete già,  il nuovo trend del momento, i gioielli realizzati con il latte materno.
Una moda che sta prendendo sempre più campo tra noi mamme e che sta destando non poco interesse, sia in senso positivo, che in negativo.

A me personalmente piace molto l’idea di rendere poche gocce del mio latte, un gioiello, un vero e proprio ricordo da indossare, qualcosa creato con il mio DNA, strettamente legato a me e alla mia bambina.

⬆VIDEO Unboxing ⬆

Ogni mamma che allatta o ha allattato, sa quello che significa questo atto.
Il sacrificio, il dolore, le varie complicanze come ragadi e mastiti, per quanto mi riguarda non è stata una passeggiata, ma grazie alla mia tenacia, e alla voglia di dare alle mie bimbe il mio latte, ho sopportato “qualche avversità” per perseguire questo mio obiettivo. Inizialmente, è stato tremendo, la mia primogenita, poppava a distanza di 1 ora e mezza,  (famelica!). Lo chiamavo “l’appuntamento con il dolore”.
Ho stretto i denti, fino a quando il dolore è sparito, e così la mia prima bambina ha preso il mio latte per 14 mesi, fino a quando lei stessa, si è staccata autonomamente. E’ stato un po’ difficile realizzare che non le andava di prendere più il mio seno, però in fin dei conti meglio così, piuttosto che forzarla un domani a smettere per volontà mia. Per quanto riguarda la mia seconda, prende ancora il latte, ha 1 anno e sembra che non abbia intenzione di smettere, vedremo come si evolverà la faccenda…

L’idea che qualcosa di tangibile, potesse fermare nel tempo, questo momento così speciale, così unico nella vita di ogni donna, mi ha incuriosita molto. Mi sono informata su come potesse essere possibile rendere qualche goccia del proprio latte un gioiello.
Marina D’Avanzo, la titolare di Gioiellidilatte.com mi ha spiegato nel dettaglio il procedimento.

 

⬇Procedimento⬇

Il latte viene codificato con un programma creato appositamente in laboratorio, sterilizzato con macchinari e procedure apposite. Il latte viene addensato grazie all'utilizzo di sostanze naturali, 
assumendo la consistenza di una qualsiasi pietra. Da liquido passa a solido con una tecnica 
testata e perfezionata negli anni e rigorosamente top secret.
Una volta creata la pietra di latte della forma scelta, viene poi incastonata su basi in argento, 
acciaio o in oro. 
Successivamente il gioiello, viene rifinito, testato, e poi spedito. 
Il latte avanzato, viene opportunamente congelato e conservato almeno per un anno , restando 
a disposizione della Mamma qualora voglia ordinare un altro gioiello.

Conservare nel tempo il ricordo di questo momento così speciale, così intenso, mi ha spinta a volere il mio gioiello di latte. Sono andata su gioiellidilatte.it e ho scelto quelli che erano i gioielli che più di tutti mi piacevano: due bracciali, uno con la scritta mamma e l’altro con la scritta papà.

Come in tutte le cose, specie quelle più particolari, le critiche e i commenti negativi non mancano mai.
Ci sono persone che reputano di cattivo gusto questa pratica, pensando anche che sia una truffa o l’ennesima trovata commerciale.

Lavorazione

Marina D’avanzo, titolare di gioiellidilatte.com è una mamma di Napoli, che non offre solo le sue creazioni, ma promuove l’informazione e la promozione dell’allattamento con la sua particolare attività.

“Ogni gioiello che creo deve raccontare la storia di una madre, di particolari allattamenti, di cui molti non facili. Per questo, prima di crearlo, cerco sempre di incontrare chi me lo richiede, capire la sua storia, per poi  dare forma al mio lavoro. Indossare il proprio latte materno è come portare sempre con sé il proprio DNA, per questo ci tengo che sia qualcosa di unico”.

www.gioiellidilatte.it

⬆  guarda il VIDEO  ⬆

Pitti Immagine Bimbo, giunto alla sua 89°edizione.

Dopo il consueto appuntamento di Pitti Immagine Uomo, a Firenze, alla Fortezza da Basso, va in scena l’appuntamento con la moda per i più piccini.

Quest’anno il tema è “The Pitti Special Click”, così come per l’Uomo, anche per il bambino, l’ambientazione è super colorata e appositamente pensata per l’immediata condivisione sui social del materiale fotografico.

Quest’anno la tendenza è osare con il colore, un  gran tripudio di nuances, stile arcobaleno.
I toni sono diversi, si va dai colori più accesi a quelli pastello, passando dal trend del fluo, che da qualche anno a questa parte è diventato un vero e proprio must per ogni estate.

Come potrete vedere nel video, lo stile è leggermente Retrò, perché si sa che la moda, prende spesso ispirazione dal passato, perciò look anni 60, con molto tulle, pizzo e un’esagerazione di paillettes.

Il capo, che mi sono resa conto, non può mancare sia nel nostro armadio, sia in quello dei nostri piccini, è senza dubbio il tanto amato chiodo. Un vero e proprio oggetto cult che ha segnato e sta ancora segnando un’epoca. Indossato prima dai punk e dai rockettari, adesso è immancabile per ogni fascia d’età ed è assolutamente unisex. Di ogni forma, materiale e colore, il chiodo, si può mettere su tutto, anzi lo trovo molto bello se indossato con un vestito elegante che va a sdrammatizzare tutto l’outfit, rendendolo a mio avviso più sfizioso.

Nel video un assaggio di tutto questo… infine vi ricordo che la moda è un concetto del tutto soggettivo e soprattutto di buon gusto, infatti come diceva Coco Chanel: “La moda passa, lo stile resta” e poi “La semplicità e la naturalezza sono le note fondamentali di ogni vera eleganza”.

L’appuntamento con Pitti è per l’anno prossimo, il 2020, per scoprire le nuove tendenze e gli ultimi trend legati al mondo del fashion.

⏭ guardate il VIDEO ⏮

Sembra ieri che ero incinta, sembra ieri che  ho partorito…invece no, è già passato un anno da quando ho dato alla luce la mia secondogenita Stella. Se devo essere sincera, con la mia prima figlia, il tempo ha avuto un ruolo completamente diverso, direi proprio opposto. Se con quest’ultima ogni cosa è volata e tutt’ora mi sembra che il tempo scorra velocissimo, con la prima figlia, il tempo non passava mai. Questa differenza penso sia legata alla novità e all’attesa della prima gravidanza e del primo figlio, poiché è tutta un’incognita perciò ogni istante è vissuto con più intensità. Per quanto riguarda il secondo figlio, ormai tante cose le sappiamo già e a volte le diamo per scontate, il tempo sembra avere una connotazione molto diversa.
Il compimento del primo anno del nostro bambino, rappresenta un momento importante, una tappa che sancisce la crescita del nostro piccino, che ovviamente si è discostato dal concetto di neonato.
Come ormai sappiamo bene, i primi mesi del piccolo, sono momenti fondamentali per lo sviluppo cognitivo del piccolo.

 

LE  PRIME  CONQUISTE (0-12 mesi)

  • Riconoscimento dei volti in primis quello materno
  • Primi sorrisi e successive risatine
  • si gira su se stesso e si inarca con la schiena
  • Sonno più prolungato, fino ad arrivare all’intera notte  (a seconda dei casi e del bambino)
  • Conquista la posizione seduta
  • Esplorazione orale, il bimbo conosce il mondo “assaggiandolo”
  • Paura dell’estraneo
  • Gattona o si trascina
  • Afferra le cose consapevolmente
  • Prova altri sapori oltre al latte, come la frutta e le prime pappine
  • Muove le manine con intenzione
  • Prova a mangiare da solo e si porta alla bocca il biberon
  • Si alza eretto in piedi
  • Primi passi
  • Lallazione
  • Prime paroline
  • e infine …. combina i primi guai, con l’uso delle manine, iniziando ad esplorare il mondo

E’ doveroso chiarire il concetto che ogni bambino ha i propri ritmi e tempi, ci sono bambini che camminano prima di 1 anno e altri che ancora non lo fanno. Così come l’abbandono del pannolino, solitamente avviene intorno ai due anni, ma ripeto ognuno ha i propri tempi, e alcuni possono anche arrivarci intorno ai tre anni.

Detto ciò, ci sono le fasi di crescita che scandiscono a grandi linee, intervalli temporali in cui il bambino acquisisce certe competenze specifiche. Ogni bambino è diverso da un altro, perciò se c’è un ritardo in qualche sfera non c’è da preoccuparsi, anche se per ogni dubbio o perplessità vi consiglio sempre di chiedere al vostro pediatra, che sicuramente vi consiglierà la strada migliore.

Una delle città più interessanti che conosca, una metropoli che non mi stanca mai e nella quale mi trasferirei volentieri, senza pensarci due volte, è Londra.
Un luogo nel quale si respira un’aria cosmopolita, dalla tradizione, alla modernità, dall’architettura alla natura, un vero e proprio miscuglio di culture ed etnie integrate alla perfezione.

VIDEO: Cosa vedere a LONDRA 

Stavolta sono andata a Londra con la mia famiglia, al “Saint Joseph College” a Oakwood, non proprio in centro zona 1, ma grazie alla metropolitana londinese, questo non è stato un problema.
La mattina tutti a imparare/ripassare le nozioni di inglese con i teachers e poi il pomeriggio a spasso per le mille attrazioni londinesi.
Londra è una città bimbi friendly, adatta ai bambini, perché racchiude in sé, diverse opportunità e attività per i più piccoli, che vi elenco di seguito.

Unica nota negativa: nella metropolitana, non sempre sono presenti gli ascensori per passeggini o carrozzine.
In molte occasioni mi toccava trasportare per le scale il passeggino, e io, avendo due bimbe piccole, una delle quali ancora non cammina , ho avuto qualche seria difficoltà. Difficoltà però, ampiamente superate dalla cortesia inglese, che ho riscontrato nelle tante persone che ci mostravano 
spontaneamente il loro aiuto. Detto questo, Londra si conferma una meta top per famiglie.

 – COSA FARE A LONDRA CON I BIMBI

  1. London Eye, la ruota panoramica più grande d’Europa inaugurata nel 2000, 135 mt di altezza. C’è la concreta possibilità che vi siano lunghe code, perciò vi suggerisco di comprare i biglietti online.
  2. Natural History Museum, un luogo magico grazie ai suoi dinosauri e ai tanti animali presenti.
  3. Science Museum, con i diversi mezzi esposti, le sue vetture, il fornito reparto di aeroplani e uno spazio nei sotterranei pensato appositamente per i più piccoli e per il loro divertimento.
  4. I tanti parchi che compongono la città, all’interno dei quali potrete trovare uno spazio per far divertire i vostri bambini, tra scoiattoli e papere.
  5. Il cambio della guardia a Buckingham Palace, è uno spettacolo gratuito quotidiano, da informarsi online per l’orario esatto.
  6. Greenwich e il suo National Maritime Museum, (gratuito come tutti i musei), il Cutty Sark, famoso veliero, e il Royal Observatory, rinomato per essere il meridiano “zero”.
  7. Lego store in Leicester Square, un vero parco giochi fatto di mattoncini.
  8. Hamleys, un negozio di giochi enorme e super accessoriato.
  9. Per tutti gli amanti di Harry Potter, da non perdere il binario 9 e tre quarti a King’s Cross e gli studios della Warner Bros.
  10. La casa museo di Sherlock Holmes in Baker Street, potrebbe essere un’idea per tutti coloro che adorano l’eccentrico investigatore.

Indipendente dai bambini, a Londra ci sono moltissime cose da vedere, a seconda del tempo e dei gusti personali:
Vi elenco di seguito alcune tappe che secondo me non potete perdere, tra monumenti, musei, parchi, mercati e piazze.

Ecco i miei MUST

Oltre a queste cose, ovviamente ce ne sono tante altre da scoprire e visitare approfonditamente, io ho fatto solo la mia selezione dei posti che in assoluto preferisco e che secondo me non potete perdere.

BUON VIAGGIO 

Auguri a tutte le Mamme!
Come per la festa della donna, anche questa ricorrenza non dovrebbe celebrarsi un solo giorno l’anno, ma sarebbe bello ricorresse per 365 giorni, anche perché noi mamme non ci fermiamo mai!!!

La seconda domenica di maggio, mese che per altro adoro, viene festeggiata la figura della madre. Solo pronunciare la parola “mamma” si apre un intero universo, un mondo sconfinato. Perciò vorrei scrivere due righe su quanto fondamentale e indispensabile sia la tale figura nella vita di ogni individuo.

A livello psicologico la mamma è la variabile più importante nella vita di un bambino, colei che ne determinerà gran parte della personalità. Il bambino si specchia nella madre per capire il mondo. Quel bambino apprenderà dalla madre come ci si comporta, come si affrontano le circostanze e le diverse situazioni, apprenderà gli schemi cognitivi e relazionali, plasmandosi attraverso quella che è la sua naturale inclinazione e indole innata.

Noi mamme abbiamo la grande responsabilità di crescere i nostri piccini, che saranno gli adulti del domani. Le componenti in gioco sono diverse, tra le più importanti, l’autostima e l’autoefficacia con la quale si fronteggiano le varie situazione che la vita pone difronte.

La letteratura psicologica in tal senso è molto vasta e cresce sempre di più. Fin dai primi studi con Bowlby e la sua teoria sull’attaccamento, nella quale postulava i danni di una separazione materna a Bion e il suo concetto di genitori contenitore, e a tanti altri studi in tal senso…
Insomma la mamma è il primo pilastro nella vita di ognuno, in grado di determinare gli aspetti più profondi del nostro io.

Personalmente io sono una mamma che lascia molto spazio e iniziativa alle mie bambine, non solo perché ho una particolare formazione universitaria che sostiene le mie scelte educative, ma perché ho un’indole molto indipendente, plasmata da mia mamma, che mi ha donato tutti gli strumenti per essere come sono. Mi reputo fortunata, perché non sono una persona ansiosa, e questo conseguentemente significa  non trasmetterla alle mie figlie. Le componenti ansiose del genitore,  nella crescita di un figlio è un aspetto che mina non poco la libertà di espressione del bambino, quella  spensieratezza che non lo fa esplorare il mondo, e che gli tarpa le ali.
L’ansia è una brutta bestia, non solo può determinare personalità evitanti e timorose, ma anche le classiche paure apprese, come ad esempio le vertigini.
Essere eccessivamente protettive, vuol dire non far accrescere l’intraprendenza e la curiosità del bambino, che in futuro apprenderà un atteggiamento evitante.

La priorità di ogni mamma è che il proprio figlio sia felice e cresca il più sereno possibile, ma è da capire se il nostro atteggiamento è direzionato davvero in tal senso. Infatti madri eccessivamente “protettive”, che affiancano sempre i loro figli e interferiscono in maniera smisurata in ogni loro attività, scuola, sport, alimentazione, amicizie e altro, corrono il rischio di formare figli con limiti appresi e con un minor sviluppo delle capacità di controllo emotivo e comportamentale.

Ovviamente va sottolineato che ogni mamma è stata prima figlia, ed ha appreso le varie modalità che a visto a sua volta. Detto questo, ogni madre, anche quella più ansiosa, vuole solo il meglio per il proprio piccolo, perciò, probabilmente avrà atteggiamenti “non da manuale ” ma tutto ciò, viene svolto sempre con amore e dedizione e ciò è una cosa bellissima.

Come diceva Freud:
“I mestieri più difficili: Genitore, Insegnante e Psicologo”

🌸 TANTI AUGURI MAMME 🌸

“Natale con i tuoi, Pasqua con chi vuoi” così recita il famoso detto polare.
Infatti se è vero che a Natale è d’obbligo stare con la propria famiglia (anche se io preferirei andare a farmi un bel viaggio) a Pasqua possiamo dare libero sfogo alle nostre idee itineranti e girovaghe.

Personalmente per Pasqua, adoro andare al mare, pregustandomi l’aria marina prima dell’arrivo delle vacanze. Il mare in Toscana non è certamente quello della Sardegna, ma la nostra costa, offre così tante soluzioni, da un punto di vista turistico, che si può classificare come meta perfetta per il week end Pasquale.

Dai paesaggi naturali e incontaminati della Maremma, alle passeggiate tra i negozi e gli stabilimenti balneari della Versilia. La scelta ovviamente dipende dai vostri gusti, dalle vostre inclinazioni e dalle vostre tasche.

Indipendentemente dalle mete marine, in Toscana c’è tantissimo da vedere, modestia (che non ho 😂) a parte, la mia regione è una perla all’interno della quale è possibile trovare di tutto, così tante di quelle meraviglie sia naturali-paesaggistiche, sia storico-artistiche, che difficilmente può essere uguagliata. Perciò venite in Toscana a fare una gita e sicuramente rimarrete soddisfatti in termini di luoghi da esplorare. Quanto ad ospitalità, noi toscani, vi avviso che non siamo propriamente famosi per quanto riguarda cortesia e gentilezza, questo per dovere di cronaca va detto.

TOP 5 cose da fare a Pasqua

  1. Gita al mare
  2. Gita in montagna
  3. Gita in campagna
  4. Gita per le Città d’Arte
  5. Rimanere in città e organizzarsi

1. Gita al mare

Questa è la classica meta (la mia preferita), per tutti coloro che vogliono godersi un po’ di sole e mare pre-ferie, tempo permettendo. Qui in Toscana i posti di mare sono diversi, c’è solo l’imbarazzo della scelta, come ho già precedentemente scritto, si va dai luoghi più naturali, selvaggi e incontaminati ai luoghi più attrezzati, organizzati, e “fighetti”. Dalla Maremma alla Versilia, c’è l’imbarazzo della scelta. E voi, quale località marina, in Toscana, preferite?

2. Gita in montagna

Per tutti gli amanti del trekking, delle passeggiate e dei pranzi pesanti da rifugio, la meta per voi è senz’altro quella montana. Alpi Apuane e Appennino Toscano, regalano posti veramente belli, spettacoli ad alta quota da visitare, sentieri da percorrere e piccoli scorci da scoprire.

3. Gita in campagna

Le dolci colline toscane, sono posti meravigliosi nei quali potrete organizzare scampagnate, non tanto lontane dalle città. Organizzare un bel pic nic e visitare le numerose fattorie didattiche che sono presenti nel nostro territorio, ad esempio nel Mugello ce ne sono molte e ben organizzate. Le fattorie didattiche rappresentano un’idea molto accattivante per i bambini, poiché oltre ad offrire ottimi pranzi, bimbi friendly, ci sono gli animali della fattoria da visitare, scelta sicuramente preferibile da scegliere al posto degli zoo. Ho fatto un articolo su questo argomento, sul perché preferire la fattoria didattica allo zoo, leggi qui.

4. Gita per le città d’arte

La Toscana, così come tutta Italia è piena di città d’arte, meravigliosi esempi di architettura e storia, musei a cielo aperto, da visitare e scoprire. Dalla Val D’Aosta alla Sicilia, dal Trentino alla Puglia, passando per il centro Italia, la nostra Penisola racchiude una sorta di scrigno meraviglioso, con perle diverse e particolari. Rimanendo in Toscana, in primis (scusate il campanilismo) Firenze, la mia città, la culla del rinascimento, è un piccolo gioiellino da girare facilmente in un week end. Oltre al capoluogo toscano, da visitare sicuramente ci sono  Siena, Arezzo, Pisa, Livorno, ma anche tutti quei paesini più piccoli e caratteristici che la Toscana racchiude. C’è l’imbarazzo della scelta.

5. Rimanere in città

Per tutti coloro che non hanno organizzato niente, e che si riducono all’ultimo momento, con genitori e suoceri che pressano per passare Pasqua insieme, c’è il consueto pranzo domenicale, buono ma alquanto barboso. Quest’anno mi tocca! L’anno scorso andammo a Venezia, Burano e Murano, una gita molto bella, posti meravigliosi, ma alquanto scomodi con bambini piccoli e passeggini, perché con la quantità di ponti, vi lascio immaginare lo sbattimento di mio marito… io ero incinta, perciò niente pesi  😉. Per tutti coloro che si sono salvati dal pranzo con tutto il parentado (beati voi!!) se è una bella giornata, potete organizzare un bel pic nic in un giardino cittadino, ad esempio a Firenze ci sono le Cascine, un parco molto bello, nel quale sbizzarrirsi nello scegliere un posto per stare all’aperto e giocare con i bambini,  organizzando una splendida caccia al tesoro con le uova pasquali.  Oppure visitare qualche museo, a Firenze ci sono gli Uffizi, che sicuramente meritano la fila per l’ingresso.

Se siete a Firenze per Pasqua, vi consiglio di assistere allo "Scoppio del Carro" 
davanti al Duomo, la tradizionale cerimonia laico-religiosa, di origine medievale, 
nella quale un particolare carro, trainato da buoi bianchi, una volta terminato il loro
percorso nel centro storico, si fermano per lo scoppio, con petardi e piccoli fuochi 
artificiali. Sicuramente da vedere!

 🐣  BUONA PASQUA 🐣

La scelta del luogo dove partorire è fondamentale, rispecchia quelle che sono le nostre inclinazioni e priorità.
Al primo posto deve essere la sicurezza per il nostro bambino e la nostra tranquillità.

Oltre agli ospedali e ai punti nascita, che vi elencherò tra poco, non dimentichiamoci che c’è un sempre più nutrito gruppo di donne che scelgono di partorire in casa, con l’aiuto di ostetriche private che si recano a domicilio. E’ senz’altro una visione molto romantica, ma credo che non sia priva di rischi, perché in caso di complicanze, anche se pur minime, non c’è l’ausilio di strutture mediche o presidi idonei, e in certi casi la velocità con la quale si interviene fa la differenza.

Una via di mezzo, tra ospedale e casa propria, è optare per la scelta di un punto nascita all’interno di strutture attrezzate, come ad esempio “La Margherita” all’interno dell’ospedale di Careggi a Firenze. Un posto ideale per il parto naturale, non medicalizzato e al tempo stesso all’interno di un ospedale e a pochi metri dal reparto, questo per gestire le complicanze nel minor tempo possibile.

Per sapere di più sui TRIMESTRI della gravidanza ho fatto 3 video, ciascuno per trimestre. Clicca qui e guardali.

 

TOP 10 per la scelta dell’ospedale:

1) NEONATOLOGIA

E’ la prima cosa da tener presente quando si pensa alla scelta della struttura nella quale andremo a partorire.
La scelta si effettua in base alla consapevolezza che ogni ospedale ha un proprio livello di neonatologia, e ne esistono 3:

I Livello

  • cure neonatali a bimbi sani;
  • trattare neonati tra 35° e la 37° settimana, fisiologicamente stabili;
  • organizzare il trasferimento presso un’altra struttura che fornisca un adeguato livello  di cure;
  • tecniche base di rianimazione;

II Livello

  • assistenza per neonati sopra i 1500 grammi, nati oltre le 32 settimana;
  • cura di neonati convalescenti mandati dai centri di terzo livello;
  • rianimazione di bambini pretermine o malati con conseguente trasferimento verso  una terapia intensiva neonatale in un ospedale di 3° livello.

III Livello

  • Terzo livello A:
    – assistenza neonati nati dopo la 28° settimana che pesano più di 1000 gr;
    – ventilazione meccanica;
    – interventi di chirurgia di base.
  • Terzo livello B:
    – assistenza per ogni bambino indipendentemente età gestazionale e peso;
    – supporto respiratorio avanzato come ad esempio “inalazione di ossido nitrico” e “high frequency ventilation”;
    – accesso a vari specialisti pediatrici;
    – diagnostica per immagini, ecografie, RM e TC.
  • Terzo livello C: (incluse tutte le voci precedenti)
    – servizio di supporto tramite circolazione extracorporea;
    – riparazione chirurgica malformazioni congenite cardiache.

2) NIDO o ROOMING IN

La seconda cosa da valutare è la sistemazione del bambino una volta nato. Sarà in stanza con noi, in una cullina accanto al nostro letto 24h su 24, oppure in un apposito nido, insieme ad altri neonati?  La sistemazione nel nido è un’usanza a mio avviso in disuso, poiché la madre deve avere il diritto di stare con il proprio figlio, allattandolo a richiesta ogni qualvolta esso voglia.

3) ANALGESIA (epidurale)

L’anestesia può rappresentare una salvezza, da un punto di vista psicologico per molte donne. Dovrete assicurarvi, qualora la richiediate, di scegliere una struttura che la pratica 24h su 24. Vi ricordo che per avere l’epidurale durante il parto, dovrete fare una visita con l’anestesista non oltre la 35° settimana. Io la sconsiglio caldamente! 

Per sapere tutte le FASI del parto, leggi qui il mio articolo e guarda il VIDEO dell’esperta.

4) METODI  STRUTTURALI

Nella scelta dell’ospedale, sono da tenere in considerazione le procedure adottate per il parto e per la degenza. I servizi e le cure che offrono, i metodi che usano durante il travaglio, e gli ausili messi a disposizione per prepararsi al momento cruciale. L’aiuto dell’acqua calda ad esempio è molto efficace, io per la mia prima bambina, sono stata più di mezz’ora sotto l’acqua calda, trovandone tanto beneficio. Inoltre, la partoriente DEVE avere la possibilità, di partorire come più le torna comodo, dovrebbe avere carta bianca in tal senso.
Partorire sul lettino, è una procedura standard, che per altro non favorisce in maniera ottimale la fuoriuscita del neonato, perché prima di tutto non sfrutta la gravità, limitando la possibilità di eseguire movimenti naturali che portano all’espulsione del bambino.
Il movimento può non solo lenire il dolore, ma aiutare la fuoriuscita del neonato.
Le posizioni a mio avviso migliori, sono quelle verticali: in piedi,  in ginocchio, sedute (sullo sgabello olandese) avendo i piedi puntati per terra, o come vi viene meglio in quel momento, la spinta deve essere efficace e attiva, non passiva.
Insomma, assicuratevi che l’ospedale che scegliete sia in grado di lasciare spazio e iniziativa d’azione alle gestanti.

Ho scritto un articolo sull’importanza dell’attività fisica per il parto e sui MOVIMENTI da eseguire. Clicca qui per leggerlo.

5) COMPAGNIA  IN  SALA  PARTO

Accertatevi che ci sia la possibilità, anche se, giustamente è diventata prassi oggigiorno, di essere accompagnate da una persona di vostra fiducia in sala parto.
Compagno, marito,  madre, amica, ostetrica, o chi vi pare,  sopratutto qualcuno che non vi trasmetta ANSIA.
Meglio avere al proprio fianco una persona tranquilla e sorridente, piuttosto che qualcuno che vi infonda insicurezza e paura. Il parto è una cosa naturale e bellissima, se vissuta come si deve vivere. Io ho partorito 2 volte e quei momenti sono in assoluto i momenti più belli e più emozionanti della mia vita. Partorirei ancora 10 volte! Il dolore è sopportabile e passeggero.
Ricordatevi, è una questione di preparazione, sia fisica che psicologica.

6) ROUTINE  POST PARTO

Tutti si concentrano sul momento del parto…ma dobbiamo pensare anche al dopo.
Cosa avviene?
E’ importante sapere quali sono le procedure che effettueranno nel momento in cui il nostro  bambino è nato. Quali esami gli faranno, cosa faranno a noi, il secondamento, ovvero l’espulsione della placenta e via dicendo.
La routine migliore, in assenza di particolari condizioni e se tutto va nella maniera più fisiologica possibile, è quella di lasciare per almeno 2 ore il bambino a stretto contatto  con la madre, il cosiddetto “pelle a pelle” per favorire l’attaccamento e stimolare nella maniera più naturale possibile l’allattamento al seno.
Assolutamente no, (sempre non ci siano indicazione mediche in tal senso), a biberon di latte artificiale.

Sul PUERPERIO ho scritto un articolo e fatto un video con un’ostetrica.
Clicca qui per leggere e guardare il video.

7) DONAZIONE  CORDONE OMBELICALE

E’ possibile conservare e/o donare il proprio cordone ombelicale, le cui cellule sono molto preziose per diverse indicazioni terapeutiche. Chi volesse raccoglierlo o donarlo, si deve informare presso la struttura ospedaliera scelta.

8) CORSO PRE PARTO

Informarsi se nella struttura organizzano un corso pre-parto e frequentarlo, (io ne ho frequentati 2, uno dell’ospedale in cui andavo a partorire, e l’altro alla ASL).
E’ una formazione utile e sinceramente non capisco chi per scelta non lo faccia.
Sono appuntamenti importanti sia per apprendere tante nozioni utili, sia per conoscere le ostetriche, capire il loro “modus operandi” e poi anche per visionare la struttura e  farla diventare più familiare possibile.

9) IL PIANO DEL PARTO

E’ una sorta di contratto scritto, nel quale si scrive quello che sono i nostri desideri-voleri. Ho scritto un articolo sull’argomento. Leggi qui per sapere di cosa si tratta, e cosa è il PIANO DEL PARTO.

10) LA DISTANZA DA CASA

In ultimo, da non sottovalutare la distanza della struttura da casa nostra. Voi non potete sapere, a meno che non sia un parto programmato, o un cesareo, quando il vostro bambino deciderà di nascere, (falsi allarmi compresi) perciò è sempre bene optare per l’ospedale più vicino o comunque facilmente raggiungibile.

NON  VI  FATE  TERRORIZZARE  DA  RACCONTI  MACABRI  E  TERRORIZZANTI, OGNI  PARTO  HA  UNA  STORIA  A  SE'.  
NOI  DONNE  ABBIAMO  TUTTI  GLI  STRUMENTI  PER  FAR  Sì, CHE  SIA 
IL  GIORNO  PIU'  BELLO  DELLA  NOSTRA    VITA.