A settembre torna immancabilmente la scuola in ogni sua forma, dall’asilo all’università, passando da elementari, medie e licei. Per molti è un ricominciare, per altri è un vero e proprio inizio, fatto di domande, quesiti, dubbi e perplessità. Tutti genitori inevitabilmente o prima o poi attraversano questa fase. Procediamo con ordine, iniziamo dall’asilo.

Asilo nido (si o no)


Per me assolutamente si!
Entrambe le mie bambine, inizieranno una nuova avventura scolastica. La più grande andrà alla scuola materna, o come la chiama lei:“la scuola dei grandi” e la più piccola inizierà l’asilo nido. Come le mie fedeli lettrici sapranno già, io sono una forte sostenitrice dell’asilo nido, ne parlo in questo articolo, che scrissi tempo fa (Leggi qui). Il post destò a suo tempo molto interesse, specie nei gruppi di mamme su Facebook, poiché il tema asilo si-asilo no” è da sempre molto dibattuto. Come in tutte le cose che riguardano i nostri piccoli, le opinioni sono tantissime e tra le più svariate, del resto ogni famiglia è uno specifico microcosmo costituito da diversi elementi, ovvero persone uniche con la loro particolare mentalità, perciò non tutti i metodi evidentemente possono andare per tutti.

In effetti posso capire le perplessità delle mamme a lasciare il proprio piccolo a persone estranee, sebbene educatrici qualificate. L’importante è informarsi e soprattutto andare a conoscere l’asilo e le maestre personalmente, fidandosi sempre del proprio istinto. Spesso la prima impressione è quella giusta! L’asilo dove andrà la mia piccolina lo conosco moto bene,  è sempre lo stesso che ha accompagnato la mia famiglia da generazioni, adesso gestito da educatrici in gamba e bravissime che ho avuto modo di apprezzare con la mia prima  bimba nei due anni passati.

A cosa dare priorità

Le priorità dipendono da che tipo di famiglia, e da che persone siete. Quali sono i fattori più importanti che valutate per la scelta della scuola? Rispondendo a questa domanda già capite quale sarà il percorso scolastico dei vostri bambini. L’ offerta formativa penso sia la prima priorità di tutti i genitori.
Personalmente per le mie bambine ho scelto due realtà di quartiere, conosciute e recensite positivamente entrambe. Fortunatamente vicine tra loro. La mia scelta di preferire realtà di quartiere deriva, in primis da un discorso di vivibilità cittadina, fatta di piccole ma preziose cose, come la frequentazione dei posti limitrofi, in secundis coltivare rapporti sociali in grado di durare anche extra scuola, ai giardinetti e in altri luoghi di incontro, vicino casa. Non in ultimo, la comodità di non prendere l’auto ma andare a piedi, in bici o con i mezzi, insegnando alle mie bambine il rispetto e la salvaguardia ambientale, con una prospettiva il più ecologica possibile.

Per la scuola materna ho optato per una scuola pubblica il cui metodo mi ha da subito entusiasmato, come l’insegnate che lo illustrava all’open day della scuola. Il metodo usato è quello di Idana Pescioli, lungimirante docente universitaria, che ha fatto della sua vita una ricerca attiva su un metodo educativo basato sul rispetto, sulla parità, sulla pace, sull’esplorazione ambientale, dando risalto all’arte, alle esperienze che il bambino è in grado di sviluppare e sulle conseguenti risposte emotive scaturite.

Anche in questo caso il mio consiglio è di informarsi per bene sulle strutture selezionate, ascoltare il parere delle mamme che hanno già esperienza in quella scuola e incontrare le maestre.

Scuola pubblica o privata?

In ogni modo, la prima differenziazione che dobbiamo fare quando ci approcciamo per la prima volta alla scuola è capire se optare per pubblica o privata. Io sono tendenzialmente per la scuola pubblica a patto che la scuola sia qualitativamente adeguata. Non raramente sento pareri di mamme di altre regioni, che affermano che l’unica alternativa per garantire un’adeguata istruzione nel loro contesto locale, siano le scuole private, che comunque rimangono sempre appannaggio di pochi, o almeno non per tutti. Questo è davvero triste, perché indice del mal funzionamento italiano e di chi sta al potere, che come sempre “predica bene e razzola male”.  In campagna elettorale, la scuola è sempre uno tra i primi temi ad esser trattato, poi finite le elezioni, le cose rimangono quasi sempre inalterate se non con tagli e modifiche peggiorative. Una cosa che mi fece specie, quando andai l’anno scorso ad un open day di una scuola materna , fu apprendere che la regione ( o chi per lei, non ricordo bene!) aveva cancellato le ore dedicate alla lingua inglese, perché, secondo questi “geni”, di pertinenza delle scuole elementari. Risultato: cancellata l’ora di inglese ma incrementate le ore di religione, non ho parole! Ci rendiamo conto in che mani siamo?

L’insegnamento della lingua inglese, secondo me dovrebbe essere messa obbligatoriamente sin da subito, dal nido! Un’altra materia da ri-implementare, dovrebbe essere l’educazione civica, nella quale si insegna il rispetto verso se stessi, gli altri e soprattutto per l’ambiente nel quale viviamo, troppo spesso sfruttato, degradato e danneggiato. Ricordiamoci che i nostri bambini sono gli adulti del domani. Insegnare la consapevolezza, il rispetto e l’educazione è fondamentale per la vita.

La scuola pubblica

Le linee guida della scuola pubblica, sono una miscellanea di differenti teorie e dogmi pedagogici, calati e plasmati  a seconda del contesto socio-territoriale del luogo.
Un’importante impronta formativa è stata data da John Dewey (1859-1952), filosofo e pedagogista americano che sottolineava l’importanza di osservare e agire in base ai diversi stadi dell’età evolutiva. Apprendimento graduale e calibrato sul singolo a seconda del proprio stato evolutivo. Per fortuna in questi ultimi anni, il concetto di “intelligenza” si è molto modificato e ampliato rispetto al passato, e in questo la scuola ne ha beneficiato. Ogni regione, ogni città, ogni realtà, ogni contesto così come ogni scuola  è diversa l’una dall’altra, per questo la regola è informarsi bene, trovare recensioni e andare a conoscere il personale docente, mi ripeterò ma è fondamentale, del resto, “la scuola la fanno le maestre”.

La scuola privata

Sarebbe stupido avvallare l’antico stereotipo che la scuola privata sia appannaggio di persone altolocate che non vogliono mischiarsi alla folla, garantendo la promozione sicura del figlio magari svogliato e inconcludente. Non mi piacciono le etichette, cerco di andare oltre.
Non si può “fare di tutta l’erba un fascio”, ogni realtà deve essere constestualizzata in base a diversi fattori. La cultura scolastica della regione/città nella quale viviamo, la presenza e la varietà delle scuole pubbliche e l’offerta delle scuole private del luogo.
La comodità della scuola privata è che si può scegliere di personalizzare l’istruzione scolastica secondo il metodo educativo che più i genitori preferiscono. Ad esempio adesso vanno per la maggiore le scuole “Montessoriane” e “Steineriane”, e qua a Firenze ne possiamo trovare diverse.

Sicuramenteramente è più frequente che gli ambienti, intesi come aule e strumenti didattici siano più curati della scuola pubblica, questo statisticamente è così. L’offerta formativa è così variabile e diversa che davvero non è possibile generalizzare in alcun modo.

Reputo che sarebbe un errore demonizzare la scelta della scuola privata, anche perché viviamo fortunatamente in un paese libero che garantisce la possibilità di scelta. Ad ogni piede la propria scarpa! Io personalmente ho fatto sia scuole pubbliche sia private, e in ognuna ho trovato sia pregi sia difetti.

Privata o Paritaria?

Attenzione privata non vuol dire paritaria. La principale differenza è nel valore dei titoli rilasciati da queste due scuole. I titoli rilasciati dalle paritarie sono equivalenti a quelli delle scuole pubbliche. Nella scuola privata al contrario i titoli di studio rilasciati non posseggono valore legale. Per riconoscere il lavoro svolto nella scuola privata, va effettuato a fine percorso un esame di idoneità, valido anche per passare ad una scuola pubblica o paritaria. Questo per avvalorare legalmente il titolo della scuola privata.

Sinceramente ritengo sia possibile trovare di tutto di più, sia in ambito pubblico sia in ambito privato.
In entrambe queste realtà ci possono essere scuole eccellenti, qualificate e scuole trasandate, mediocri o addirittura pessime, basta INFORMARSI.
Per questo è importantissimo conoscere da vicino approfonditamente tutte le realtà.

Buon inizio!

2 Comments

  1. Noi domani iniziamo la terza elementare!!! L’asilo è ormai un lontano ricordo… però bellissimo…

    • elisa Reply

      Alle elementari sono già grandini 😊 in terza elementare poi ❤️

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