Il 4 aprile del 1968, alle ore 18:01 veniva assassinato Martin Luther King Jr., uno dei più famosi attivisti statunitensi per i diritti civili degli afroamericani. Pastore protestante, politico, premio Nobel per la pace nel 1965, fece della sua vita una bandiera alla lotta non violenta e alla resistenza a favore di  tutti gli emarginati di quella che era la società statunitense razzista degli anni ’50, ’60.
Così come altri illustri personaggi del calibro di Gandhi e Mandela, anche  Luther King, promuoveva la pace, urlando a gran voce i diritti degli oppressi, dei perseguitati e di coloro che appartenevano, loro malgrado alla classe dei reietti. La sua propaganda attuava strategie mediatiche forti e incisive, mai violente, e improntate alla divulgazione di massa pacifica.
Oggi come ieri, ci sarebbe gran bisogno di personaggi carismatici e trascinatori, dalla grande carica umana, come Martin Luther King Jr, specialmente in questo triste panorama mondiale, dove gli attentati terroristici sono all’ordine del giorno. Assassinii di massa in nome di una religione, una mission incomprensibile e deviata.
Oggi una giornata che deve farci riflettere sulla cattiveria umana che genera atrocità e sulle ingiustizie che ogni giorno si perpetrano che purtroppo sono parte della nostra storia passata, presente e ahimè anche futura.

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